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L’ex presidente Donald Trump è stato incriminato per la seconda volta in meno di due mesi. Questa volta si tratta di un’accusa federale riguardante i documenti classificati che ha portato via dalla Casa Bianca e che si è rifiutato di consegnare. Trump ha annunciato l’incriminazione in un video in cui si è dichiarato “innocente” e ha descritto la situazione come un “giorno buio” per l’America. L’incriminazione sarà formalizzata martedì prossimo a Miami.

Trump è stato convocato presso la Corte Distrettuale di Miami, dove gli verranno notificate le accuse. Non sarà arrestato poiché è sotto la sorveglianza del Secret Service. Dopo aver ascoltato le accuse e la difesa, il giudice deciderà le condizioni per la sua libertà, che potrebbero includere vincoli e limitazioni di viaggio.

Le specifiche accuse contro Trump non sono ancora state rese pubbliche, ma si pensa che includano il possesso illegale di segreti governativi, l’ostacolo alla giustizia e il complotto. L’avvocato di Trump ha suggerito che potrebbe esserci anche un’accusa per aver violato l’Espionage Act, in relazione al suo rifiuto di consegnare i documenti classificati. Potrebbe essere incriminato anche per false dichiarazioni in merito.

Non è ancora chiaro quale impatto questa nuova svilta giudiziaria avrà sulla candidatura di Trump. Tuttavia, un sondaggio ha mostrato che la maggioranza degli americani considera grave il fatto di portare via documenti dalla Casa Bianca e ostacolare il governo nel tentativo di recuperarli. Questo potrebbe causare problemi a Trump nelle primarie repubblicane, ma la maggioranza degli elettori repubblicani potrebbe comunque votare per lui se ottiene la nomination.

Gli esponenti del Partito Repubblicano hanno reagito in modo diverso all’incriminazione di Trump. Alcuni lo denunciano come un tentativo da parte del presidente Joe Biden di usare la giustizia contro il suo principale avversario alle prossime elezioni presidenziali. Anche il governatore della Florida, Ron DeSantis, avversario di Trump nelle primarie, ha criticato l’amministrazione democratica senza difendere esplicitamente Trump. Alcuni candidati alle primarie repubblicane hanno addirittura chiesto a Trump di ritirarsi, definendo l’indagine criminale una distrazione.

Trump, audio alla base dell’incriminazione: ecco le parole pronunciate nel 2021

Una registrazione audio potrebbe essere una prova significativa contro l’ex presidente Donald Trump nell’ambito dell’inchiesta sulle carte segrete. Nella registrazione dell’estate 2021, Trump afferma di non poter declassificare i documenti segreti sull’Iran, contraddicendo le sue dichiarazioni precedenti in cui dichiarava di aver completato il processo di declassificazione durante il suo mandato. La frase incriminata è la seguente: “Come presidente avrei potuto declassificarli, ma ora non posso”.

La registrazione è avvenuta durante un incontro tra Trump e un gruppo di ricercatori per il libro scritto dal suo ex capo dello staff, Mark Meadows. Secondo la trascrizione dell’audio, Trump mostrava ai ricercatori dei documenti classificati che aveva in mano. In particolare, parlava del generale Mark Milley, affermando che quest’ultimo voleva attaccare l’Iran e mostrando un documento correlato.

Trump fa anche riferimento al carattere riservato e segreto di tali informazioni, e chiede che tutto ciò che viene detto sia considerato “off the record”.

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(con fonte AdnKronos)

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