Firmato il nuovo contratto per i medici con aumenti da marzo 2026
L’accordo per l’area dirigenziale Sanità 2022-2024 garantisce incrementi medi del 7,27% e specifiche tutele per i dirigenti del Servizio sanitario nazionale
È stato firmato il nuovo contratto per i medici e i dirigenti del Servizio sanitario nazionale (Ssn) relativo all’area dirigenziale Sanità 2022-2024, con aumenti salariali che saranno visibili nelle buste paga a partire da marzo 2026. L’accordo, concluso presso l’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, non ha ricevuto l’adesione della Cgil, mentre Fassid ha sottoscritto il testo definitivo.
Secondo quanto comunicato dall’Aran, il rinnovo interessa 137mila dirigenti, di cui 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. L’ipotesi contrattuale era stata già siglata il 18 novembre scorso, senza il consenso di Fp Cgil Medici e Fassid; con la firma definitiva resta ora solo il dissenso della Cgil.
Le risorse stanziate ammontano a 1,2 miliardi di euro, garantendo un incremento medio del 7,27%. Gli aumenti, pari a circa 491 euro mensili per tredici mensilità, comprendono una parte destinata allo stipendio tabellare e saranno visibili già nelle buste paga di marzo.
“Con la firma definitiva si chiude il triennio 2022-2024, assicurando incrementi economici significativi ai medici e ai dirigenti sanitari del Ssn”, ha dichiarato il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo. “Ringrazio le organizzazioni sindacali per il confronto serio e costruttivo che ha consentito di raggiungere questo risultato. Il Comitato di indirizzo delle Regioni ha approvato gli atti di indirizzo sia per il comparto sia per la dirigenza sanitaria. Dopo il via libera del ministero dell’Economia e delle Finanze potremo avviare formalmente le trattative per i Ccnl 2025-2027, in coerenza con l’impegno del ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, per garantire continuità e regolarità nei rinnovi”.
Il contratto prevede specifiche tutele per i dirigenti vittime di aggressioni, con patrocinio legale a carico dell’azienda e supporto psicologico su richiesta. È previsto anche un rafforzamento della retribuzione di posizione, con un incremento del 55% per i dirigenti neoassunti, al fine di valorizzare l’ingresso dei giovani professionisti e rendere più attrattivo il Servizio sanitario nazionale. Sono state aumentate anche l’indennità di direzione di struttura complessa e le indennità di specificità per i profili medico-veterinari e sanitari.
Tra le principali novità normative figurano la possibilità di ricostituire il rapporto di lavoro entro cinque anni dalla cessazione presso l’azienda di provenienza e misure per garantire una più effettiva fruizione delle ferie anche durante il periodo di preavviso.
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(con fonte AdnKronos)
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