Alcune tra le curiosità statistiche più interessanti di quest’annata in Serie A
Quando si parla di Serie A, di solito si finisce sempre sugli stessi numeri: gol, assist, clean sheet, possesso palla. Ma sotto la superficie ci sono indicatori molto più “curiosi” (e spesso più rivelatori), che spiegano perché alcune squadre stanno volando… e perché altre sembrano vivere una stagione storta anche quando i dati dicono l’opposto.
Oggi, però, ecco una selezione di curiosità statistiche maggiormente di nicchia. Le quali, però, raccontano perfettamente l’andamento attuale della stagione italiana.
La regola non scritta dei punti attesi
Il dato più spietato è il confronto tra punti reali e punti attesi (xPTS), cioè una stima dei punti che una squadra “meriterebbe” in base alla qualità delle occasioni create e concesse.
Nella parte alta, l’Inter è un caso da manuale di efficienza: dopo 26 gare è prima con 64 punti, ma la stima xPTS la colloca più in basso. Tradotto: sta trasformando la propria superiorità in risultati con una continuità quasi brutale, anche oltre la media attesa.
All’estremo opposto, c’è il paradosso Fiorentina: sempre dopo 26 partite, ha 24 punti ma una proiezione molto più alta. È uno scarto enorme: vuol dire che la squadra, secondo la qualità delle occasioni prodotte e subite, avrebbe dovuto raccogliere molto di più.
E poi c’è un terzo tipo di anomalia: il Pisa. A livello di punti attesi sarebbe in una zona molto più respirabile rispetto al bottino reale. Non è solo sfortuna: spesso indica una miscela di inesperienza, errori individuali e scarsa capacità di gestire i momenti chiave.
Il campionato oltre il 90’
Un altro modo “laterale” di leggere la stagione è guardare il saldo tra punti guadagnati grazie ai gol segnati dopo il 90’ e punti persi per gol subiti nello stesso segmento.
Qui il dato è sorprendente perché ribalta molte percezioni. Infatti, Bologna e Fiorentina sono tra le squadre con il bilancio peggiore: hanno lasciato per strada diversi punti subendo nei minuti di recupero e ne hanno recuperati pochi segnando. È il tipo di statistica che di solito percepisci “a sensazione” (squadra fragile), ma qui si traduce in punti concreti.
All’opposto, tra le più efficienti nei finali troviamo Lecce, Juventus e Milan con un saldo positivo. Non significa necessariamente che dominino le partite, ma che nei momenti decisivi sono lucide e concedono pochissimo.
Questa classifica, più di tante analisi tattiche, parla di gestione emotiva, qualità dei cambi e solidità nelle situazioni sporche degli ultimi minuti.
I punti conquistati da svantaggio
C’è poi un dato ancora più controintuitivo: i punti conquistati da situazioni di svantaggio, cioè quelli recuperati quando una squadra va sotto nel punteggio.
La sorpresa è netta: il Cagliari è tra le squadre che hanno recuperato più punti pur essendo spesso andato in svantaggio. In pratica subisce il primo colpo con frequenza, ma non crolla. È una vera identità statistica.
Subito dietro ci sono Milan, Juventus e Bologna, mentre emerge un dettaglio curioso: una big di vertice ha raccolto pochissimo quando si è trovata sotto nel punteggio, segnale che quando imposta la partita diventa dominante, ma se deve rincorrere cambia volto.
Il sorprendente leader dei clean sheets
Tra i numeri più interessanti dell’anno c’è la classifica delle partite senza subire gol, dove non compaiono solo le superpotenze.
Un dato che colpisce è quello del portiere del Como, Butez, con una percentuale altissima di clean sheet in rapporto alle presenze, davanti a nomi ben più blasonati. Per una squadra che non parte con l’etichetta di favorita è un segnale forte: organizzazione difensiva e capacità di “blindare” le partite.
La distribuzione dei gol per fasce temporali
Guardando la distribuzione dei gol per fascia temporale emergono altre chicche.
Il Lazio, ad esempio, ha una quota molto alta di reti segnate nei minuti di recupero rispetto al totale, mentre anche il Como ha costruito una parte importante del proprio bottino offensivo negli ultimi istanti.
Questi numeri raramente sono casuali: di solito indicano condizione atletica, mentalità e una panchina che incide davvero.
Un regista…laterale
Tra i dati individuali spicca una tendenza interessante: in cima alla classifica assist c’è un esterno difensivo come Federico Dimarco. È un segnale tattico chiarissimo: la costruzione offensiva passa molto dalle catene laterali, con rifiniture che nascono più dalla fascia che dal centro.
Nelle zone alte delle classifiche offensive spunta spesso anche il Como, segno che la squadra non è solo solida dietro ma produce gioco e numeri davanti in modo distribuito.
La Serie A di oggi nell’ambito delle scommesse sportive
Oggi il campionato vive una situazione di equilibrio molto forte nell’ambito delle zone europee, mentre lo Scudetto sembra ormai già vicinissimo all’Inter di Chivu, al momento a +10 sul Milan secondo in graduatoria e in grado di fornire alcune prestazioni stagionali molto interessanti. Al di là delle statistiche e dei dati, molti appassionati e tifosi cercano di leggere l’andamento delle partite (e del campionato stesso) anche attraverso le quote sul web.
In tal senso, uno strumento utilissimo è quello dei comparatori di quote. Essi infatti non solo propongono le migliori quote online, ma forniscono anche una guida ai vari bonus per scommesse e dettagli importanti riguardo alla comparazione dei bonus di benvenuto, al fine di effettuare una scelta consapevole attraverso un’informazione completa.
Un campionato sempre più internazionale
Un ultimo dato, poco discusso ma molto eloquente, riguarda la composizione del campionato: la percentuale di giocatori stranieri è molto alta e l’età media si colloca nel pieno della maturità atletica.
È l’indicatore di una Serie A sempre più globale, meno legata a un’identità esclusivamente nazionale e più simile ai grandi tornei europei per mix di esperienze e provenienze.
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