Deragliamento del tram 9 a Milano, indagini su freni e malore
Acquisite le immagini delle telecamere di bordo e della zona di viale Vittorio Veneto. La Procura valuta l’ipotesi di omicidio colposo dopo due morti e 48 feriti
Proseguono gli accertamenti sul deragliamento del tram 9 a Milano, avvenuto nel pomeriggio di venerdì 27 febbraio lungo viale Vittorio Veneto. L’incidente ha causato due vittime e 48 feriti.
Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di bordo del convoglio e quelle dei sistemi di videosorveglianza presenti lungo il tratto interessato. I filmati saranno analizzati per verificare la versione fornita dal conducente, ascoltato subito dopo l’impatto. L’autista ha riferito di aver accusato un malore e di non essere riuscito ad azionare lo scambio, circostanza che avrebbe determinato la deviazione improvvisa del mezzo.
Secondo la ricostruzione, il tram avrebbe abbandonato la direzione prevista, curvando a sinistra ad alta velocità e terminando la corsa contro un edificio all’angolo con via Lazzaretto. La pm Elisa Calanducci è intenzionata ad aprire un fascicolo per omicidio colposo. La posizione del conducente è ora al vaglio della Procura di Milano, in attesa degli atti dell’inchiesta, compreso il verbale reso dall’uomo.
Tra i primi accertamenti previsti dopo il deragliamento del tram 9 a Milano figurano le autopsie sui due passeggeri deceduti, sbalzati fuori dal convoglio in seguito all’impatto, e una consulenza cinematica per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.
L’attenzione degli inquirenti si concentra anche sul sistema frenante del tram bidirezionale di nuova generazione che collega la stazione Centrale a Porta Genova. Il mezzo è dotato di un sistema frenante manuale con dispositivo di sicurezza cosiddetto “uomo morto”, che arresta automaticamente il tram se il conducente lascia la leva per almeno 30 secondi, impedendo la marcia senza un operatore vigile.
Gli investigatori dovranno accertare se, nel caso del deragliamento del tram 9 a Milano, il malore e la successiva perdita di controllo siano avvenuti in un arco di tempo troppo ravvicinato per consentire l’attivazione del sistema automatico. Il convoglio avrebbe saltato la fermata precedente, distante poche decine di metri dal punto dell’impatto, e invece di proseguire dritto avrebbe imboccato la curva a sinistra, con lo scambio rimasto impostato dalla linea del tram precedente, finendo contro il palazzo a velocità elevata.
Sarà la consulenza cinematica a chiarire l’esatta sequenza degli eventi e a stabilire se la velocità del mezzo abbia avuto un ruolo determinante nell’incidente.
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(con fonte AdnKronos)
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