Intesa raggiunta per riduzione costi carte e bancomat per piccole imprese
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Commissioni azzerate per pagamenti fino a 10 euro, accordo benefico per le PMI
Banche, servizi di pagamento e piccole imprese hanno firmato un accordo per ridurre le commissioni sui pagamenti elettronici, in ottemperanza alla legge di bilancio. Secondo Confesercenti, l’intesa rappresenta una buona notizia e potrebbe portare a un risparmio annuo fino a 500 milioni di euro. La riduzione dei costi sarà particolarmente significativa per le piccole imprese con fatturato inferiore ai 400mila euro, con commissioni quasi azzerate per transazioni fino a 10 euro e notevoli sconti anche per pagamenti fino a 30 euro. Questi ultimi costituiscono una quota importante delle transazioni elettroniche, soprattutto nel settore del commercio, turismo e ristorazione.
Un risultato storico dopo oltre dieci anni di discussioni
L’accordo raggiunto è considerato un risultato storico dopo anni di discussioni sulle commissioni bancarie per le piccole imprese. Pur rappresentando un passo nella giusta direzione, Confesercenti sottolinea che l’intervento è temporaneo e necessita di una strutturazione più definitiva. La questione dei costi delle transazioni elettroniche è fondamentale per favorire l’adozione della moneta elettronica. Nel 2022, carte e bancomat hanno comportato costi per le imprese pari a circa 5 miliardi di euro. L’uso di carte e bancomat è in costante crescita e si prevede che i pagamenti elettronici supereranno quelli in contanti già nel 2025.
Necessità di rendere strutturale l’intervento
Confesercenti ribadisce l’importanza di rendere strutturale l’intervento per la riduzione dei costi delle transazioni elettroniche, in modo da favorire una maggiore adozione della moneta elettronica e garantire condizioni più vantaggiose alle piccole imprese. I consumi tramite carte e bancomat sono destinati a crescere notevolmente, eppure, fino ad oggi, le imprese hanno continuato a sostenere costi elevati senza beneficiare di riduzioni. Si tratta di una situazione penalizzante soprattutto per le PMI, che costituiscono la maggioranza delle aziende italiane e che necessitano di condizioni contrattuali più favorevoli per stimolare la diffusione dei pagamenti elettronici nel Paese.
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(con fonte AdnKronos)
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