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Coronavirus: superati 2000 morti, ma molte persone sono guarite

Aggiornamento 19 febbraio 2020 –  E’ vero che i morti da Coronavirus in Cina hanno raggiunto oggi e superato la cifra di 2000 persone, ma è anche vero, secondo i dati forniti dalle autorità sanitarie cinesi, che i contagi giornalieri hanno finalmente invertito la tendenza e sono inferiori rispetto alle persone che sono guarite dalla malattia. Un dato positivo che lascia ben sperare in un futuro breve regresso della malattia, anche se l’attenzione non deve assolutamente scemare e i controlli devono sempre essere ferrei. Ieri la Russia ha deciso di non far entrare più alcun cittadino cinese a partire da questa notte a mezzanotte. Intanto è partito il volo della nostra aeronautica militare per recuperare parte degli italiani fermi, sulla nave da crociera Diamond Princess, a Yokohama in Giappone.


18 feb. 2020 – Continua a salire anche se in maniera più lenta sia il numero di morti che i contagi. Le vittime del Coronavirus Covid-19, sfiorano ormai quasi le 1900 unità (1.888) e le persone che hanno contratto il virus sono quasi 73 mila. Aumentano i casi di persone guarite dopo aver contratto il virus: ad oggi sono poco meno di 13mila.


17 febbraio 2020 – Continua a salire il numero delle vittime in Cina: 1.801 i morti e 72.000 i contagi registrati dall’inizio dell’epidemia. Il ministero degli Esteri italiano ha predisposto il rientro dei nostri connazionali che si trovano a bordo della nave da crociera Diamond Princess. Il rientro è previsto per 22 di loro giovedì prossimo 20 gennaio tramite un volo ad ho17c della nostra aeronautica.


16 febbraio 2020 – Il virus Covid-19 non accenna a diminuire d’intensità e ha provocato fino a questo momento la morte di 1700 persone in Cina così come salgono vertiginosamente i casi di contagio, sintomo che l’epidemia è tutt’altro che sotto controllo. Ormai si verso le 70mila persone infettate dal virus. Una persona è morta a Taiwan e una in Francia, dove i casi dei contagi sono una dozzina. Sale il numero delle persone contagiate dal Coronavirus anche sulla nave da crociera bloccata in quarantena nel porto di Yokohama in Giappone: altri nuovi 70 casi hanno fatto salire il numero delle persone affette dal virus a 335 sulla Diamond Princess. Il governo italiano, per bocca del ministro degli Esteri Di Maio, ha fatto sapere che stanno organizzando un volo per recuperare proprio dalla nave i nostri 35 connazionali e riportarli in Italia.


14 febbraio 2020 – Continua inesorabilmente a salire il numero di vittime in Cina: sono 1400 i decessi dall’inizio dell’epidemia. Solo nella giornata odierna, sono decedute 120 persone. La brutta notizia, come confermato dalla stessa Oms, è che un caso di Coronavirus Covid-19 è stato registrato in Egitto, il che significa che il virus sta camminando ed è sbarcato, come ha dichiarato l’Organizzazione Mondiale della Sanità, su un continente debole, che ha poche strutture per contenere i contagi. Forte quindi la preoccupazione anche nel nostro paese per questo nuovo caso conclamato in terra egiziana. Intanto i contagi in totale sono a quota 65mila, 1700 sono gli operatori sanitari ad aver contratto il virus.

Aggiornamento – Non sarà affatto semplice uscire da questa situazione epidemica. La conferma arriva dal direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, che lo ha dichiarato durante una conferenza stampa oggi a Ginevra. Per Ghebreyesus, il mondo intero dovrebbe considerare il nuovo Coronavirus, a cui giusto oggi è stato dato il nome di Covid-19 (COronaVIrusDisease2019), il nemico per eccellenza, il numero uno. Covid-19 dunque è il peggior nemico che si possa immaginare ed ha effetti di fortissimo impatto più di qualunque attacco terroristico perché sconvolge su più piani, politico, economico e sociale.

Vaccino? Non prima di 18 mesi…

L’invito del direttore dell’Oms è quello di investire “ora”, perché farlo adesso da delle buone chance di fermarlo. Realisticamente per Ghebreyesus, il vaccino non potrà essere pronto prima di 18 mesi, per cui bisogna usare tutto ciò di conosciuto nel campo epidemiologico per contenere ed evitare la propagazione, mettendo in moto tutte le difese possibili.

Sale ancora numero morti in Cina

Intanto è stata abbondantemente superata quota mille morti (1.115) e il numero dei contagi è di quasi 45mila persone.


10 febbraio – A cavallo tra ieri e oggi, un altro centinaio di persone sono morte in Cina a causa dell’epidemia di Coronavirus, portando a 920 le persone che hanno perso la vita dall’inizio dei primi casi di contagio. Ormai si verso i mille morti visto il ritmo di decessi, così come sale vertiginosamente il numero delle persone contagiate che sono quasi 40.200. Anche sulla Nave da crociera Diamond Princess, che si trova bloccata in quarantena nel porto di Yokohama in Giappone, aumentano i casi di contagio: sono stati infatti confermati altri 60 casi, che portano a 130 le persone che hanno contratto il coronavirus.

Forte preoccupazione per l’espandersi fuori del virus fuori dalla Cina

In Europa forte preoccupazione perché il virus non è stato sufficientemente contrastato dalle autorità cinesi e a breve potrebbe essere una minaccia seria. L’attenzione al fenomeno, soprattutto nei primi giorni di manifestazione dell’epidemia, è stata bassissima, consentendo sicuramente al virus di espandersi fuori controllo. Per questo motivo le autorità sanitarie occidentali sono in allerta e stanno mettendo in campo tutte le risorse per contrastare l’arrivo del coronavirus.

Periodo incubazione non 14 ma 24 giorni?

Secondo l’epidemiologo cinese Zhong Nanshan, (lo scienziato di fama internazionale conosciuto per la gestione dell’epidemia di Sars nel 2003) il periodo di incubazione del coronavirus potrebbe essere più lungo di 10 giorni, rispetto a quanto fino ad adesso è stato utilizzato come protocollo. Insomma non più da zero a 14 giorni ma da zero a 24. Una notizia che, se confermata, non solo dovrebbe far rivedere tutte le misure usate per la quarantena fino a questo momento, ma desterebbe forte preoccupazione per tutti coloro che dopo 14 giorni hanno lasciato le strutture adepte a tale scopo e potrebbero avere ancora avuto in incubazione il virus. Nessuna psicosi, ma la comunità scientifica si sta in questi momenti interrogando se tale possibilità sia reale o se parliamo di qualche caso isolato. Comunque sia l’attenzione su questa situazione dovrebbe essere massima.

Triste record per la Cina: superato numero di morti dell’epidemia di Sars del 2003

9 febbraio 2020 – Il numero di decessi in Cina continua ad aumentare giorno dopo giorno, tanto che con oggi le vittime del virus sono 820, con quasi 38.000 persone contagiate. Un triste record superato: tra il 2002 e il 2003, il virus della Sars, aveva fatto 800 vittime, infettandone circa 8000. Come si può ben vedere i numeri sono ben altri e i decessi sembrano destinati a salire ancora nella Repubblica Popolare cinese.

Aggiornamento 8 febbraio 2020 – La conta dei morti, purtroppo, non trova ancora una battuta d’arresto, chiaro segnale questo che non si è ancora riusciti a contenere i contagi. Sono 730 i morti in Cina e tra questi si conta il primo morto americano a Wuhan. Solo questa settimana vi sono stati 3400 nuovi casi, che hanno portato il numero di contagi dall’inizio dell’epidemia a 34600

La notizia positiva

Non mancano però le persone che sottoposte a cura, sono guarite e sono state dimesse dagli ospedali cinesi. Duemilacinquanta sono i pazienti sono potuti tornare a casa dopo il ricovero nei nosocomi, oltre 500 solo nella giornata di ieri.

6 febbraio – Come ogni giorno, continua a crescere il numero di morti, che questa mattina sfiora i 570 morti, con oltre 28.000 persone contagiate. L’Organizzazione mondiale della Sanità, in merito alle notizie diffuse in Cina da alcuni ricercatori, rimane fortemente scettica su svolta annunciata nella cura del Coronavirus. Ieri si era diffusa la notizia che alcuni ricercatori cinesi avevano usato due farmaci già in commercio e che l’uso aveva dato buoni risultati. A oggi però, secondo l’Oms, “Non ci sono terapie efficaci conosciute contro questo 2019-nCoV”.

5 febbraio 2020 – Alcuni studi condotti dai ricercatori dell’Università di Zhejiang, in Cina, sembrano mostrare risultati efficaci contro il Coronavirus: in particolare le ricerche effettuate in vitro in laboratorio, mostrano che l’utilizzo di due farmaci in commercio, l’Abidol e il Darunavir, rispondono positivamente all’inibizione del virus.

Sale ancora numero morti

Siamo a quota oltre 500 morti in Cina, e i casi di contagio adesso sfiorano le 25 mila persone, visto che nella sola giornata di ieri sono stati confermati dal ministero della salute cinese altri 3900 nuovi casi.

4 febbraio 2020 – Sale ancora numero vittime in Cina: sono 430 le persone che hanno perso la virus a causa del contagio con il Coronavirus, ma la buona notizia è che molti sono guariti dopo essere stati contagiati dal virus 2019-nCoV. Le persone che hanno la sintomatologia e che risultano infetti sono oltre 20 mila. Si registra una vittima  da coronavirus anche a Hong Kong. Tante le fabbriche che hanno deciso di sospendere le attività lavorative per 15 giorni, più o meno il tempo massimo di incubazione del virus.

Pechino si rivolge alla comunità internazionale

3 febbraio – Il Coronavirus continua a mietere vittime in Cina: siamo adesso a quota 370 dall’inizio dei primi casi diagnosticati in terra cinese. Solo nelle ultime 24 ore hanno perso la vita almeno 65 persone ed è ovviamente salito il numero dei contagi che adesso supera i 17.200. Pechino si è rivolto alla comunità internazionale chiedendo una mano per sostenere l’emergenza: servono vari dispositivi di protezione, mascherini, occhiali protettivi, tute, per dare la giusta protezione al personale che si sta adoperando per prestare tutto il soccorso sanitario necessario.

Rientrano i primi italiani da Wuhan

A bordo del Boing KC767A dell’Aeronautica Militare sono stati rimpatriati da Wuhan 56 nostri connazionali. Un nostro concittadino è stato costretto invece a rimanere sotto il controllo delle autorità sanitarie cinesi, perché al momento dell’imbarco aveva un’alterazione febbrile e d il protocollo prevede che l’imbarco può essere effettuato solo se i passeggeri non hanno alcuna sintomatologia. Arrivati in Italia sono ora ospiti all’interno della cittadina militare romana della Cecchignola, dove saranno tenuti sotto controllo in quarantena per quattordici giorni.

Isolato il virus allo Spallanzani

Intanto all’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, specializzato nelle malattie infettive, un team di ricercatori ha isolato il virus 2019-nCoV per la prima volta in Europa. Grazie al lavoro dell’equipe italiana, si potrà adesso studiare meglio il virus per trovare nel più breve tempo possibili dei rimedi e fermare il proliferarsi dei casi. Nel sito dell’ospedale è possibile avere in tempo reale informazioni circa i casi, le novità e per avere informazioni in più. Di seguito il comunicato rilasciato ieri dalla struttura per rendicontare sullo stato di salute delle persone che risultano interessate al contagio da Coronavirus:

In merito ai due cittadini di nazionalità cinese provenienti dalla città di Wuhan positivi al test del nuovo
coronavirus, attualmente ricoverati presso l’Istituto Nazionale per le Malattie infettive Lazzaro Spallanzani,
si comunica che le loro condizioni cliniche sono in continuo monitoraggio da parte del personale della
struttura sanitaria.
Si conferma che i medesimi cittadini cinesi pur mantenendo condizioni cliniche discrete presentano
entrambi polmonite virale con interessamento alveolo interstiziale bilaterale.
Riguardo al paziente di nazionalità rumena le sue condizioni di salute sono buone. I test per il nuovo
coronavirus sono risultati entrambi negativi e il paziente sarà dimesso in data odierna.
Riguardo alla paziente di nazionalità cinese residente a Frosinone è in buone condizioni di salute, è risultata
negativa ad entrambi i test per il nuovo coronavirus e quindi verrà dimessa in data odierna.
Presso l’Istituto sono ricoverati in questo momento 23 pazienti provenienti da zone della Cina interessate
dall’epidemia e tutti loro sono stati sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus, tutt’ora in corso.
Altri 13 pazienti sono stati isolati nel nostro Istituto e dimessi dopo il risultato negativo dei test per la
ricerca del nuovo coronavirus. Ne verranno dimessi ulteriori 5 in data odierna.
Per quanto riguarda le 20 persone, che hanno avuto contatto con la coppia cinese positiva all’infezione da
nuovo coronavirus, continuano ad essere osservate presso l’Istituto Spallanzani. Sono tutte in buone
condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni. In caso di evoluzioni del quadro clinico,
verranno dati immediati aggiornamenti.

Aggiornamento 31 gennaio – I controlli sulla nave Costa Smeralda hanno fortunatamente doto esito negativo. Intanto in Italia vi sono due casi accertati coma ha dichiarato lo stesso premier Conte. Il primo ministro ha convocato successivamente una riunione del Consiglio dei Ministri dove è stato decretato lo stato d’emergenza per il caso Coronavirus e sono stati stanziati cinque milioni di euro. Anche 31l’Italia ha bloccato i voli per la CIna.

30 gennaio 2020 – Le autorità italiane stanno effettuando dei controlli sulla nave Costa Smeralda ormeggiata a Civitavecchia, perché a una passeggera residente ad Hong Kong, che si trova a bordo dell’imbarcazione da crociera e stata riscontrata la febbre alta, facendo scattare così i controlli e il protocollo d’emergenza contro il Coronavirus. Intanto sale ancora il numero delle vittime del virus in Cina, raggiungendo al momento la cifra di 172 persone decedute e si sfiorano le 7800 persone contagiate di cui oltre 1200 versano in gravissime condizioni.

Altre compagnie aeree fermano i voli per la CIna

Dopo la compagnia aerea di bandiera del Regno Unito e quella tedesca, anche Air France ha deciso lo stop ai voli da e per la Cina, così come KLM, Finnair, American Airlines e IndiGo. Pronto invece come comunicato dalla Farnesina, il volo per rimpatriare i nostri connazionali che si trovano in Cina. I 70 italiani fermi a Wuhan potrebbero ripartire alla volta del Bel paese nella giornata odierna.

La Russia ha deciso di chiudere il confine con il territorio cinese. 

 

Aggiornamento 29 gennaio – Sale ancora il numero dei morti da Coronavirus: ad oggi siamo a quota 135 persone decedute e oltre 6 mila sono le persone contagiate. Il picco del virus però, secondo gli esperti, non è ancora stato raggiunto e arriverà tra circa una decina di giorni. Intanto la British Airways e la Lufthansa hanno sospeso tutti i voli per la Cina e la Toyota ha chiuso gli stabilimenti fino al prossimo 9 febbraio (al momento). L’Italia intanto è pronta per rimpatriare i nostri connazionali bloccati in terra cinese.

28 gennaio – Sono 106 le vittime dall’inizio dell’epidemia del Coronavirus che ha trovato terreno fertile in Cina ed è un numero che come abbiamo avuto la possibilità di vedere in questi giorni, sale di ora in ora. Molti i casi di persone già contagiate che potrebbero aver diffuso in altri luoghi il virus, visto che il periodo di incubazione del virus varia da uno a 14 giorni, il che lascia presagire che i 4500 casi già riconosciuti e confermati potrebbero essere molti di più. Sono 60 le persone al momento ricoverate e che versano in gravi condizioni. Ma non è soltanto la Cina ad avere in “casa” il letale Coronavirus, che per certo al momento ha il maggior numero di casi e di morti,  visto che ci sono altri paesi che hanno segnalato i propri casi riconosciuti:
Otto casi sono stati segnalati in Thailandia, quattro in Giappone così come in Corea del sud e Malesia; cinque i casi negli Stati Uniti, Australia e Singapore; tre in Francia e due in Vietnam, mentre un caso è stato segnalato da Nepal, Canada, Germania e Cambogia.

Le autorità di Pechino hanno smentito categoricamente che il virus possa essere stato creato in un laboratorio militare nelle vicinanze della città più colpita Wuhan.

27 gennaio – Sale il numero dei morti da Coronavirus e con esso anche il numero delle persone che hanno già contratto la malattia, che sono 2778. Adesso con estrema velocità, forse per la maggiore attenzione mediatica oppure nella peggiore delle ipotesi per la capacità di propagarsi del virus, di ora in ora aumentano i contagi e le persone che perdona la vita a causa di questo virus che per alcuni è stato creato in laboratorio dalle stesse autorità cinesi (non vi è alcuna prova evidente che suffraghi tale ipotesi). Per certo le cause che hanno scatenato questa nuova epidemia, difficilmente le sapremo.

26 gennaio – Sempre più pericoloso e più forte il virus che sta prendendo piede in Cina. Sono 57 i morti a causa del Coronavirus e almeno 2000 sono le persone che sono state già contagiate ma potrebbero essere molte di più visto che il periodo di incubazione del virus è variabile, addirittura da una a quattordici giorni. Poco o niente si sa, secondo le poche informazioni che arrivano dalle autorità cinesi, su come sia strutturato questa nuova e pericolosa variante e non è ancora chiaro quali rischi si potranno correre e quanto breve e veloce possa essere la diffusione. Vietato intanto ogni uso e vendita di carne da specie selvatiche, fuori dal controllo sanitario.

Ci sarebbe un caso sospetto in Austria: a Vienna una assistente di volo cinese, arrivata da poco in territorio austriaco, sarebbe stata posta sotto osservazione visto i sintomi che accusava, ed è ricoverata da ieri sera presso il Vienna Hospital Association.

Da Wuhan ad altre città cinesi. E’ allarme anche in altre località cinesi, per il nuovo coronavirus che inizialmente si è manifestato a Wuhan: l’isolamento è scattato anche per Huanggang, come le stesse autorità sanitarie cinesi hanno comunicato e già disposto lo stop a tutti i mezzi di trasporto, aerei, treni e bus anche per questo paese. Chiusi anche i cinema, i bar, i locali dove normalmente vi è assembramento di persone, ed è stato espressamente chiesto alla popolazione locale di non lasciare la città, per evitare che se eventualmente si fosse contratto il virus, questo possa propagarsi in altri luoghi. Una situazione comunque difficile da controllare, visto che tra le due città, Wuhan e Huanggang, ci sono 70 km di distanza e il virus potrebbe già essere stato trasmesso in altri, più o meno, piccoli paesi. Sotto osservazione anche la città di Ezhou, che è popolata da almeno un milione di persone. In tutte le città della Cina stanno andando a ruba le mascherine per proteggere le vie respiratorie.

Annullati festeggiamenti per Capodanno cinese

Pechino ha deciso di annullare i festeggiamenti per il Capodanno cinese, per la forte preoccupazione per eventuale contagio del coronavirus. Il periodo di incubazione del virus è, secondo gli esperti, di 14 giorni. Intanto sono 17 i morti registrati e 571 i casi segnalati

 

 

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