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“L’iniziativa ‘Acqua nelle nostre mani’ di Finish nasce con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e aziende verso l’adozione di quei piccoli accorgimenti utili alla gestione consapevole delle risorse che ognuno di noi può mettere in campo nella sua quotidianità e che poi, nella somma di una collettività, diventano fondamentali per generare impatti positivi di rilievo sulla società”. Così all’Adnkronos Margherita Pizzul, responsabile del progetto ‘Acqua nelle nostre mani’, racconta l’iniziativa di Finish giunta quest’anno alla quarta edizione.

“Chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti, utilizzare la lavatrice a pieno carico, riutilizzare l’acqua usata per lavare frutta e verdura per innaffiare fiori e piante in casa. Sono abitudini molto semplici, che possono avere però grande impatto. Basti pensare che, semplicemente smettendo di sciacquare i piatti a mano prima di metterli in lavastoviglie, possiamo risparmiare 38 litri d’acqua ogni volta. Con entusiasmo possiamo dire che gli sforzi di Finish hanno contribuito a far sì che il 33% degli italiani abbia adottato questo comportamento, risparmiando miliardi di litri d’acqua ogni anno”, spiega. Finish, nell’ambito del progetto Acqua nelle Nostre Mani, ha recentemente presentato la prima Guida Turistica ai Deserti d’Italia.

“In questi anni, con i nostri partner, ci siamo più volte trovati a lavorare su progetti e attività che, nella loro natura, servivano a contrastare fenomeni di desertificazione, di cui larghe aree del nostro paese sono vittime. Ultimamente, poi, la situazione si è aggravata ulteriormente e osservando i fenomeni di siccità che affliggono il nostro paese ci siamo accorti di come questo fenomeno fosse molto più avanzato di quello che potessimo credere e, soprattutto, fosse ormai poco distante da tutti noi”, spiega Pizzul. Per questo motivo, nella primavera del 2022, “abbiamo coinvolto Gabriele Galimberti, fotografo di National Geographic e nostro collaboratore sul progetto, affidandogli un compito importantissimo e provocatorio: fotografare i Deserti d’Italia. Non ci aspettavamo di trovare quello che abbiamo poi effettivamente visto, sentito e fotografato. Sono immagini e testimonianze molto forti, che lasciano senza fiato perché raffigurano luoghi profondamente modificati dalla siccità e dalla desertificazione, senza distinzione tra nord e sud Italia”.

A questo proposito, dalla ricerca realizzata da Ipsos per Finish emerge un aumento della preoccupazione sul tema da parte degli italiani, con la percentuale che si attesta al 66%, in crescita rispetto al 62% del 2022. A preoccupare e stupire maggiormente (83% degli intervistati) è il fatto che gli effetti della desertificazione non riguardano solamente le regioni centro-meridionali del paese, ma sono visibili anche nelle regioni settentrionali, con particolare riferimento alle aree montane, così come attestato e riportato anche dalla Guida Turistica ai Deserti d’Italia. Il progetto vivrà inoltre, tra il 20 e il 26 marzo prossimo, con un’attivazione a cielo aperto a Milano in piazza Gae Aulenti che porterà i cittadini a riflettere sulle conseguenze della siccità per il nostro paese e sui piccoli accorgimenti utili che ciascuno di noi può intraprendere nella sua quotidianità per contribuire alla tutela della risorsa idrica.

Non solo. Si svilupperà anche quest’anno la collaborazione con il Future Food Institute, centro di eccellenza italiano sui temi dell’innovazione agroalimentare, con un percorso in costante evoluzione rispetto agli interventi operati in Cilento nel 2020, nella Valle dell’Etna nel 2021 e in Puglia nel 2022. In Cilento, spiega Pizzul, “abbiamo ristrutturato una fonte di irrigazione secondaria che era malfunzionante e che disperdeva nell’ambiente milioni di litri d’acqua ogni anno”; in Sicilia, nella Valle dell’Etna, nel 2021, l’intervento ha visto “l’installazione di robot di intelligenza artificiale sulle nuove piante di Limone dell’Etna Igp, che sono in grado di comprendere le necessità della pianta e di regolarne l’apporto irriguo”; mentre nel 2022, in Puglia, “abbiamo contribuito alla piantumazione di oltre 550 giovani piante di Ulivo, recuperando un terreno ormai desertificato e in disuso, e applicando su oltre 500 ettari di coltivazioni i robot già usati anche in Sicilia”.

A questo punto “non ci vogliamo fermare e anche nel 2023 realizzeremo insieme un nuovo progetto, questa volta in Veneto, in montagna, dove il problema della siccità sta diventando sempre più attuale. Il nostro impegno in questo contesto, volto a sensibilizzare ulteriormente gli italiani sulla eterogeneità geografica del fenomeno, sarà a supporto delle coltivazioni di frutti di bosco, donando una vasca interrata di raccolta di acqua piovana, ideale per l’irrigazione”.

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(AdnKronos)


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