Nord Stream, sub o sottomarino tra ipotesi esplosioni

Le perdite di gas a Nord Stream 1 e Nord Stream 2, nel mar Baltico, potrebbero essere conseguenza di esplosioni provocate da sommozzatori o da un sottomarino. A quanto apprende l’Adnkronos, lo ipotizzano fonti di intelligence occidentale, che stanno monitorando la situazione, dopo che ieri è stata registrata una improvvisa perdita di pressione nei gasdotti, a seguito di un danneggiamento avvenuto nella zona economica esclusiva danese, vicino all’isola di Bornholm.
Le fonti rilevano che, nell’ambito dell’attività di ricerca e monitoraggio del web, è emersa la presenza del sottomarino russo nucleare SSN classe Oscar II “Belgorod”, al momento operativo nel Mar Bianco. Questo lascerebbe supporre che possano essere stati utilizzati dei veicoli subacquei autonomi attraverso un sottomarino ospite, che potrebbe essere il Belgorod.
Le stesse fonti notano che un nuovo centro per lo sviluppo di veicoli sottomarini, appartenente alla Marina militare russa, si trova a San Pietroburgo e questi potrebbero essere adatti per colpire obbiettivi in profondità. E sommozzatori delle forze speciali russe (‘spetnaz’) sono dispiegati nel Mar Baltico.
Le Forze armate danesi hanno pubblicato il filmato della fuga di gas al Nord Stream 2, che mostra un buco con un diametro di diverse centinaia di metri. La fuga di gas, a sudest dell’isola di Bornholm, “è pericolosa per il traffico marittimo” e per questo è stata vietata la navigazione entro un raggio di cinque chilometri
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(AdnKronos)
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