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“Mariupol resta ucraina. I russi non sono riusciti a conquistarla. Non si è sottomessa all’esercito nemico che ci ha attaccati il 24 febbraio. Sono 59 giorni che è in mano dei suoi difensori, i nostri ragazzi coraggiosi che difendono la nostra città, la nostra nazione, il nostro futuro. Sono dei veri eroi. Ne siamo fieri”. Così all’Adnkronos il sindaco di Mariupol Vadym Boichenko a poche ore dalla capitolazione.

AZOVSTAL – “Chiediamo alla comunità internazionale di unirsi per salvare gli abitanti di Mariupol. In Ucraina è in corso un genocidio che già in autunno Putin aveva annunciato, affermando che la nostra nazione non esiste. Va iniziata un’evacuazione sistematica verso i territori controllati dall’Ucraina delle persone che si nascondono intorno ad Azovstal o nei rifugi dello stabilimento. Sono tante, io non voglio dire i numeri, per noi ogni vita è importante” dice all’Adnkronos il sindaco di Mariupol.

I cittadini hanno accesso a cibo e medicinali? “La situazione in tutta la città è molto complicata da punto di vista umanitario, manca l’acqua potabile, non ci sono medicine né cibo, è una catastrofe umanitaria, i russi non permettono di portare aiuti. I cittadini sono in ostaggio dei russi. I corridoi umanitari non funzionano. Mariupol ha perso, purtroppo, tutto. Bisogna oggi aiutare coloro che sono rimasti senza nulla, senza vita, senza appartamento, senza futuro. Dobbiamo dare a queste persone la speranza di salvarsi, di vivere in Ucraina. Ogni partner internazionale oggi ha la responsabilità personale sia delle decisioni prese che di quelle non ancora prese”.

“DEPORTAZIONI IN SIBERIA” – Campi di filtraggio russi a Mariupol per requisire forza lavoro da deportare in Siberia. “Stanno deportando i nostri cittadini in Siberia. Putin ha necessità di ripopolare quel territorio dove i russi non vogliono andare per risolvere una serie di problemi. Agiscono attraverso i campi di filtraggio, 4 in tutto a Mariupol, da cui per fuggire dalla città è necessario passare. Tentano di convincere chi è in età lavorativa a trasferirsi in Russia o altrimenti intervengono deportandoli in maniera forzata, senza possibilità di scelta. Non c’è differenza tra la Federazione russa di oggi e quella fascista della seconda guerra mondiale” denuncia il sindaco Boichenko che riferisce all’Adnkronos: “Fanno firmare schede o documenti a persone in età lavorativa. E’ difficile per questa fascia di età andare verso i territori controllati dall’Ucraina”.

“A Mariupol – prosegue – ventimila persone attendono in fila di essere vivisezionate nei campi di filtraggio prima di essere evacuate. Ma i russi controllano non più di 10-20 persone al giorno. I tempi sono infiniti e le procedure mortificanti, vergognose soprattutto per gli amministratori comunali. Io – chiosa – sono il primo della lista. Qualche giorno fa durante i controlli hanno scoperto che la figlia di un impiegato comunale lavora a Kiev nelle forze dell’ordine. Quindi hanno sequestrato l’altra figlia, una bambina di appena due anni con il pretesto di non farla crescere con i nazisti – racconta – E’ in atto attraverso l’uso dei campi di filtraggio una vera e propria deportazione selettiva forzata. Ed a rischio sono centomila cittadini ancora in città oltre a 50mila persone nei centri abitati limitrofi”.

“CRIMINI DI GUERRA” – “Stiamo raccogliendo tutte le prove dei crimini di guerra di quello che noi oggi chiamiamo genocidio. Abbiamo già formalizzato dei documenti contenenti testimonianze, li abbiamo consegnati alla nostra procura regionale che a sua volta li ha rigirati alla procura generale, responsabile del fascicolo sui crimini commessi in Ucraina dalla Federazione russa. Invieremo questo fascicolo al Tribunale Penale Internazionale dove verranno processati i criminali quali Putin e tutta la dirigenza politico militare della Russia” dice all’Adnkronos il sindaco di Mariupol.

Le è stato contestato da più parti di avere abbandonato Mariupol durante l’occupazione russa. Se tornasse indietro lo rifarebbe? “Se l’esercito nemico russo mi avesse preso in ostaggio avrei mai potuto lavorare? – controbatte il sindaco di Mariupol – Nel momento in cui viene introdotta la legge marziale la dirigenza del comune deve contribuire alla difesa della città e ad eseguire gli ordini dell’amministrazione militare. Io, in quanto sindaco, ho ricevuto l’ordine di andar via. Rispondo personalmente governatore dell’amministrazione militare regionale di Donetsk Pavlo Kyrylenko, e per ragioni di sicurezza mi sposto continuamente. Come avrei potuto non eseguirlo dal momento che in Ucraina vigeva e vige ancora la legge marziale?”.

L’oligarca Rinat Akhmetov, un tempo filo-russo ed a cui fa capo anche l’acciaieria Azovstal, ha riaffermato la sua fedeltà all’Ucraina e al suo governo ed ha annunciato di voler contribuire alla ricostruzione di Mariupol. Come accogliete la proposta? “Oggi tutti noi sogniamo di ritornare nella nostra città: sia il presidente ucraino che le imprese di alto livello e personalmente io. Tutti insieme rinnoveremo l’infrastruttura – risponde all’Adnkronos il sindaco Vadym Boichenko – Stiamo progettando di aprire una fondazione di ricostruzione di Mariupol dopo che le nostre forze armate libereranno sia la nostra regione che la nostra città di Mariupol”.

(di Roberta Lanzara – AdnKronos)

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