LiberoReporter

LIVE Crisi: Governo Draghi, chi lo appoggia e chi no e calendario nuovi incontri




Con la fine del colloquio del Movimento 5 Stelle, si chiude questo ultimo giorno del primo giro di consultazioni con i partiti. Ecco le dichiarazioni di Lega e Movimento 5 Stelle dopo l’incontro con il presidente incaricato Mario Draghi. Intanto impazza il TotoMinistri

TUTTO IL RESONTO DELLA GIORNATA IN TEMPO REALE

Ecco la timeline di tutti gli interventi e delle dichiarazioni che si susseguiranno nel corso della giornata di oggi 6 febbraio, aggiornate in tempo reale


—— TIMELINE ——


18.20 Calendario prossime consultazioni
Secondo giro di consultazioni. Si comincerà lunedì 8 febbraio

Alle 15 con il Gruppo misto della Camera e le Minoranze linguistiche
Alle 15.30 il Maie con il Psi
Alle 16 Azione Più Europa e Radicali Italia
Alle 16.30 Noi con l’Italia- Usei -Cambiamo!- Alleanza di Centro.
Alle 17 Centro democratico e Italiani in Europa
Alle 17 e 30 Gruppo per le Autonomie del Senato
Nella mattinata del 9 febbraio
Alle 11 vedrà il gruppo europeisti – Maie – centro democratico Senato
Alle 11.45 sarà al volta di Leu
Alle 12.00 Italia Viva
Alle 13.15 Fratelli d’Italia
Alle 15 al Partito Democratico
Alle 15.45 Forza Italia
Alle 16.30 Lega
A chiusura il M5S alle 17.15

18.00 – “Osho” Palmaroli “Salvini ormai è fan, dirà a Draghi ‘ti seguo fin da Bankitalia’”
Matteo Salvini dice ‘nessun veto’ a Mario Draghi? “Ormai sta diventando fan della prima ora: da che urlava ‘fuori dall’euro’, tra un po’ dirà ‘prima gli europei’ invece che ‘prima gli italiani'”. Così all’Adnkronos ‘Osho’ Federico Palmaroli che, con la consueta ironia, fa un’analisi del nuovo esecutivo che si sta formando a guida Mario Draghi. Il vignettista incalza: “Ho immaginato che Salvini andasse alle consultazioni con Draghi e dicesse ‘io ti seguo dai tempi di Bankitalia’, è diventato il fan della prima ora. Mo’ s’è fissato con ‘sta Roma latina, si sarà comprato casa al Circeo….”.
E su Giorgia Meloni, che è stata risoluta nel dichiarare che Fratelli d’Italia non sosterrà l’esecutivo guidato da Draghi, diventa un po’ più serio: “Secondo me fa bene, perché sta dimostrando di essere l’unica forza politica coerente. Io apprezzo la coerenza, che in politica è diventata merce rara, e Fratelli d’Italia è l’unica forza che dimostra di averla. Poi se sta facendo bene o male non lo so, ma questa coerenza sicuramente verrà premiata”. Perché “dopo le giravolte spaziali dei Cinque Stelle che ormai non fanno neanche più notizia, la Meloni rimarrà praticamente l’unica a fare opposizione”, dice Palmaroli.
Piuttosto, “la domanda da porsi è: basteranno i ministeri per tutti? Ormai stanno tutti al governo!”, ironizza Osho. Che nel nuovo esecutivo che si sta formando, ammette di avere già trovato degli spunti per la sua pungente satira. “Per me conta molto la mimica facciale di Draghi, confido in quello. Qualche spunto interessante già me l’ha dato”, dice. E aggiunge: “Una cosa è certa: facendo satira su questo governo, puoi mettere d’accordo tutti e puoi andare contro tutti, perché tanto è appoggiato da tutti, quindi non ci saranno sollevazioni. Mi rimarranno soltanto quelli di Fratelli d’Italia…”, conclude.

17.30 .  Rotondi: “Mai creduto in centrodestra” 
Fi e Lega dicono sì a Draghi, mentre Fdi resta ferma sul no, l’alleanza del centrodestra è finita? “Io non ci ho mai creduto al centrodestra”, taglia corto Gianfranco Rotondi, che spera in una riforma elettorale di tipo proporzionale in tempi rapidi per ristabilire le giuste ‘distanze’ tra i partiti e alimentare una sana concorrenza politica alle elezioni. ”Il centro destra col trattino -spiega all’Adnkronos il vicepresidente del gruppo di Fi alla Camera- lo dice la parola stessa, è un’alleanza di centro, allargata a destra… Lo ha inventato Berlusconi: quindi, nasce e finisce con le candidature di Berlusconi alla guida del Paese. Abbiamo due destre: una del Nord e una del Sud. Tant’è che chi, come me, viene da una storia di centro, palesemente cerca altre strade…”.
Per Rotondi l’unica via d’uscita è una ”legge elettorale proporzionale, così la smettiamo di mescolare pere e mele e finalmente i partiti corrisponderanno a precisi contenuti culturali”. Del resto, fa notare, l’ex leader di Dca, ”il proporzionale si limiterà a fotografare un qualcosa che è già nei fatti.Non a caso, 4 giorni fa ho depositato alla Camera la mia proposta di riforma in senso proporzionale”.
Rotondi condivide il sì di Silvio Berlusconi a un governo Draghi: ”Come sempre ho dato una delega in bianco a Berlusconi: se lui reputa che questa scelta sia il bene del Paese, la storia mi dice che in questo ci ha visto sempre più lungo di tutti”. Anche la Lega, alla fine, ha dato la sua disponibilità a ‘Super Mario?: ”Può darsi che Salvini cominci ad ascoltare qualche buon consiglio di Berlusconi…”, taglia corto Rotondi.
Che ne pensa del ‘no’ della Meloni? ”Non la demonizzo e poi, chi dice che sbaglia ad andare all’opposizione, dimentica che i sistemi parlamentari senza opposizione sono totalitari…’.
”Non sono d’accordo sul fatto che Di Maio stia crescendo come leader politico, perché l’ho trovato già cresciuto…”, ha detto ancora Rotondi per il quale il pentastellato non è una ‘scoperta’. ”Quando era vicepresidente della Camera -dice il vicepresidente vicario del gruppo di Fi a Montecitorio ed esponente democristiano di lungo corso- Di Maio dirigeva l’Aula come Casini, ovvero molto bene. Io l’ho scritto nel mio libro ‘Meglio la Casta’. Luigi è il classico esempio di politico nato già cresciuto, ha un talento naturale”.
Secondo Rotondi ora che dopo il fallimento del Conte ter con dentro Matteo Renzi si prospetta un governo Draghi, l’ex ministro degli Esteri avrà ancora un ruolo di primo piano sullo scenario politico, anche perché M5S resta il primo partito in Parlamento. “Adesso le circostanze lo mettono di più in mostra, ma, anche quando era meno esposto, si vedeva che aveva un talento”.

17.00 – Il punto della situazione: chi appoggerà Draghi e chi no?
Con il sì del Movimento 5 stelle e quello, per molti versi sorprendente, di Matteo Salvini, Mario Draghi ha chiuso il primo giro di consultazioni di tutte le forze politiche. Il premier incaricato potrebbe convocare un secondo giro di confronti, ma intanto può ragionare finalmente con le chiare posizioni assunte dai partiti in questi tre giorni di faccia a faccia.
Con il presidente incaricato si è chiarito Matteo Salvini: “Abbiamo detto a Draghi che siamo a disposizione”. Il leader della Lega per molti versi è andato oltre le previsioni della vigilia: “Non poniamo condizioni né su persone né su idee o movimenti”, ha detto dopo l’incontro a Montecitorio ripetendo più volte: “Con Draghi c’è condivisione su molti temi”.
Un sì è arrivato anche dal Movimento 5 stelle, ma solo dopo un lungo vertice con Beppe Grillo, arrivato a Roma appositamente per riunire i Big del Movimento: “Se si formerà esecutivo ci saremo con lealtà”, ha detto Viti Crimi. Il capo politico grillino è rimasto un po’ sul vago nel merito, parlando della necessità di una “maggioranza politica solida” e scandendo: “Al Pese serve esecutivo prima possibile”.
A spingere sull’acceleratore del governo Draghi era stato per primo Matteo Renzi: “Italia Viva sosterrà il governo indipendentemente dal nome dei ministri, da quanti tecnici e politici” avrà, ha esordito il leader di Iv dopo il faccia a faccia con il premier incaricato. A favore del nuovo esecutivo, nella prima fase delle consultazioni, si erano detti anche tutti i gruppi ‘minori’ presenti in Parlamento, con toni anche decisi.
Come quelli usati da Giovanni Toti, leader di Cambiamo (“auspico che tutto il centrodestra sostenga Draghi”) e Vittorio Sgardi (“esorto il centrodestra a sostenere Draghi, è una persona di qualità”). Con le consultazioni di Leu, invece, erano emerse le prime crepe nell’ampia maggioranza che si stava delineando intorno all’ex governatore della Bce.
“L’alleanza Pd-M5S-Leu è uno spartiacque, è evidente che ci sono ono confini che rendono incompatibili i nostri temi con la presenza di forze come la Lega”, ha detto la capogruppo al Senato Loredana De Petris. Ma l’unica a pronunciare un no secco davanti al premier incaricato resta Giorgia Meloni: “Abbiamo ribadito a Draghi che Fdi non voterà la fiducia al suo governo”, ha detto la Meloni sottolineando: “Fdi non andrà mai al governo con Pd, M5S e Matteo Renzi”.
Nessun “pregiudizio” nei confronti di Draghi, tanto che “se ci fosse un governo che mette in sicurezza Recovery e consenta il piano vaccinale, che duri al massimo fino a settembre, lo valuterei”, ma “non posso certo votare un governo di legislatura”, ha chiarito Meloni. Fiducia al premier incaricato dal Pd: “Abbiamo espresso a Draghi piena disponibilità a concorrere al tentativo per un governo del Paese”, ha detto Nicola Zingaretti dopo le consultazioni.
I dem non hanno posto veti su nomi e sigle, ma hanno circoscritto il perimetro del governo su temi e contenuti: “Il governo dovrà avere un forte ancoraggio all’Unione europea, alla sua politica di superamento dell’austerità, di spinta a investimenti con rischio comune, alla solidarietà” e un “ancoraggio importante alla nostra storica amicizia euro-atlantica, aiutata dall’elezione di Biden”, ha spiegato il segretario del Pd chiedendo poi un esecutivo “forte e di lunga durata”.
Annunciato telefonicamente a Draghi direttamente da Silvio Berlusconi, Forza Italia era arrivato ieri il sì: ”Abbiamo confermato al premier incaricato il pieno appoggio di Forza Italia”, ha detto dopo le consultazioni Antonio Tajani, che nel merito ha parlato di un governo di ”alto profilo”, che coinvolga ”tutte le risorse della politica, dell’economia e della cultura” e ha detto no alla ”nascita di una nuova maggioranza politica”.

16.00 – M5S in fibrillazione, Grillo cita Platone e Casaleggio tace 
“Non conosco una via infallibile per il successo, ma una per l‘insuccesso sicuro: voler accontentare tutti“. Beppe Grillo, cita Platone su Facebook al termine delle consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi. L’apertura dei vertici M5S a un esecutivo guidato dall’ex numero uno della Bce sta creando infatti fibrillazioni e divisioni all’interno del Movimento e il messaggio di Grillo sembrerebbe proprio riferirsi a questa fase travagliata.
Silenzio totale invece per Davide Casaleggio che oggi, a sorpresa, ha preso parte al vertice con i big del Movimento. Il presidente dell’associazione Rousseau dopo aver lanciato la proposta di far votare gli iscritti su un appoggio o meno a un eventuale governo Draghi, oggi ha mantenuto la bocca cucita.
Fonti presenti all’incontro sostengono infatti che anche nel corso della riunione Casaleggio non abbia proferito parola, limitandosi ad ascoltare gli interventi che si sono susseguiti, a partire dal ‘monologo’ di Beppe Grillo durato ben 45 minuti e che abbia poi lasciato la Camera quando tutto il resto della ‘truppa’ era ancora dentro ad attendere il termine dell’incontro tra Draghi e la delegazione M5S.

15.00 Il pensiero di Marcello Veneziani “Draghi soluzione necessaria dopo pagliacciata durata troppo”
(di Ilaria Floris – AdnKronos)

“La situazione è così grave, veniamo da un governo così scadente che Draghi comunque oggi è una soluzione necessaria”. A dirlo all’Adnkronos è Marcello Veneziani, che fa alcune valutazioni sulla ‘spaccatura’ nel centrodestra rispetto alla posizione da assumere nei confronti del nuovo esecutivo. “Io credo che il centrodestra stia facendo bene, sia ad appoggiare il governo con Salvini e Berlusconi, sia ad astenersi con la Meloni -dice il giornalista- Rispondono a due esigenze reali: da una parte quella di dare finalmente un governo serio dopo una pagliacciata durata troppo tempo, e dall’altra parte quella di rappresentare il disorientamento degli elettori per un governo che comunque sarà un governo di unità nazionale”.

“Credo che sia giusto differenziare le posizioni in modo da coprire l’arco delle possibilità politiche da parte del centro destra -spiega Veneziani- L’importante è mantenere salda quell’alleanza, come è già accaduto quando Salvini si è alleato coi grillini e poi è tornato nel centrodestra”. Il giornalista si dice poi “fiducioso, ma al tempo stesso preoccupato all’idea di immettere dei politici. Se deve essere un governo di garanzia e se non deve creare risse, deve essere un governo in cui non ci sono rappresentanti politici. Deve essere un momento di sospensione dalla politica, di interruzione. Anche perché quello sarebbe un’ammucchiata insopportabile. Meglio accettare un periodo di garanzia, sostenere questo governo, lasciare che sia il più possibile neutrale su alcuni temi ‘sensibili’ e che faccia la sua politica di ricostruzione, economica, di rilancio. Mi sembra l’unica cosa ragionevole”.

Anche se, su Mario Draghi, non mancano le perplessità. “Io stesso pubblicai degli articoli su quella svendita dell’Italia sullo yacht Britannia, nel ’92 -dice Veneziani- e ho delle riserve sugli uomini che vengono dalla finanza. Devo dire che Draghi però come governatore della Banca d’Europa ha dato sostegno anche al nostro paese, ed è stato un personaggio tutto sommato positivo. E comunque, non possiamo giudicare i tecnici solo sulla base della presidenza Monti, che è stata negativa”. Per concludere, “bisogna non illudersi, non pensare che sia arrivato il salvatore della patria, ma al tempo stesso vivere un momento di serietà dopo un periodo in cui era veramente scaduta la politica e la credibilità a livelli bassissimi”.

14.00 – “Quando e se si formerà un esecutivo noi ci saremo con lealtà”. Così il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, al termine delle consultazioni con il presidente incaricato Mario Draghi. “Lealtà – ha scandito Crimi – che ha sempre caratterizzato la nostra azione, il nostro operato”.

“C’è la piena consapevolezza – ha chiarito Crimi – di dover dotare il Paese di un governo nel più breve tempo possibile. Abbiamo ribadito al presidente che nell’ultimo anno e mezzo alcune forze politiche di maggioranza hanno lavorato insieme ottenendo risultati importanti, riconoscendo esigenze e criticità reciproche con capacità di mediazione e lealtà”. Ed è “su questa base – ha avvertito il leader politico del Movimento – che deve formarsi un nuovo governo, con una vocazione solidale, ambientalista, europeista. Bisogna partire da quello che è stato realizzato. Abbiamo trovato da parte del presidente – ha riconosciuto Crimi – la consapevolezza di partire con l’umiltà di chi accoglie il lavoro fatto da chi c’era prima e su quelle basi costruisce il futuro”

“Abbiamo ribadito – ha sottolineato Crimi – che serve una maggioranza politica solida, questo per noi è essenziale, che possa sostenere un governo solido, superando le criticità che hanno portato alla fine del governo Conte 2: non le dimentichiamo. Gli atti di qualche forza politica – ha affermato riferendosi alla rottura di Italia Viva – sono presenti nei nostri ricordi, siamo pronti a superare ogni cosa per l’interesse del Paese. Questo è solo un primo incontro, ci aspettiamo una sintesi dal presidente incaricato per capire se sono state superate alcune criticità. Martedì ci siamo lasciati con l’impossibilità di ricucire con una piccola parte della maggioranza precedente. Abbiamo dato la nostra disponibilità e la riverificheremo quando ci confronteremo ulteriormente per comprendere il quadro”.

13.50 Le dichiarazioni di Vito Crimi, capo politico del Movimento 5 Stelle, alla fine del colloquio avuto con Mario Draghi 

13.15 Conte “Io leader del Movimento 5 Stelle? Non mi risulta”

Il primo giorno da leader del Movimento? “Non mi risulta…”. Così il premier uscente Giuseppe Conte, intercettato dai cronisti prima del suo arrivo a Montecitorio per il vertice dei big M5S. A chi gli chiede se ora l’attenda un nuovo inizio, “lo saprete…”, risponde con un sorriso prima di infilarsi nell’auto che lo ha condotto alla Camera.

13.10 Grillo show a vertice M5S: “Ora uniti e compatti”

Ha parlato a lungo Beppe Grillo -ben 45 minuti- durante il vertice M5S che ha preceduto l’incontro della delegazione pentastellata con il premier incaricato Mario Draghi. Il garante del Movimento, che dovrebbe lasciare Roma già oggi, ha invitato alla compattezza, a “restare uniti” in uno snodo fondamentale per il Movimento. L’incontro è andato “molto bene”, riportano alcuni presenti, cercando di non rivelare molto dell’incontro “altrimenti Beppe si arrabbia…”, spiegano.

Ma poi qualcosa trapela. Innanzitutto l’invito di Grillo a “difendere i nostri temi, mettere l’ambiente al centro” dell’agenda Draghi. Anche il premier uscente Giuseppe Conte ha preso la parola, spiegando che ora “sarà importante il perimetro della maggioranza, al momento -ha aggiunto poi su un suo ruolo nel governo Draghi – non è importante sapere se io ne farò parte”. Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha preso parte telefonicamente all’incontro, esortando lo stato maggiore pentastellato: “non possiamo stare a guardare, dobbiamo esserci e gestire il Recovery plan”.

Grillo viene descritto dai suoi ‘carico e di buonumore’ -“ha fatto 45 minuti di show”- ma quando ha visto i cronisti della stampa parlamentare, uscendo dalla riunione 5 Stelle, si è fatto subito scuro in volto e rivolgendosi a Vito Crimi ha chiesto: ‘ma ci sono i giornalisti?’. Poi rivolto ai cronisti ha chiesto con fare polemico: ‘ma perché siete qui?’, dunque ha raggiunto la biblioteca della presidenza per l’incontro con Draghi. Intanto in alcune chat interne si registra qualche malumore per una riunione ‘blindata’ ai soli ex esponenti del governo uscente. Getta acqua sul fuoco il presidente della commissione Affari europei Sergio Battelli: “malumori? Non credo. Quando c’è Beppe si tranquillizzano tutti”.

Durante il lungo monologo, le urla di Grillo -un classico anche dei suoi spettacoli teatrali- si sono udite fino in strada, nella via sottostante alle finestre della sala Tatarella dove i 5 Stelle erano riuniti. Urla ma anche applausi e risate per le parole del garante M5S, arrivato a Roma proprio con l’obiettivo di motivare i suoi.

13.00 Impazza il TotoMinistri

La presenza di Mario Draghi sui media italiani è una costante più o meno silenziosa dallo scorso mese di dicembre. Nei primi 15 giorni di gennaio Draghi aveva raccolto 1.282 citazioni, salite a 2.278 al 1mo febbraio per poi ‘esplodere’ (14.859 menzioni in quattro giorni) con l’incarico conferitogli dal Presidente della Repubblica il 2 febbraio mattina. Giancarlo Giorgetti, Marta Cartabia e Graziano Delrio sono i più citati nel totoministri ma, nelle ultime ore, è in rapida ascesa l’economista Carlo Cottarelli.
È quanto emerge dal monitoraggio svolto su oltre 1.500 fonti media fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog da Mediamonitor.it, piattaforma che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da oltre 35 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Mediamonitor.it ha indagato quali sono stati i politici protagonisti della crisi di governo più citati sui media, mettendo a confronto la loro visibilità nel periodo antecedente allo scoppio della crisi (dall’1 al 15 gennaio 2021) con quella ottenuta nei giorni immediatamente successivi (dal 16 gennaio alle 17 del 5 febbraio).
Nel totoministri il leghista Giancarlo Giorgetti, che ha sempre vantato buoni rapporti con Mario Draghi, è in pole position con 824 citazioni in quattro giorni, seguito dalla presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia (675) e dall’ex ministro ed esponente del Pd Graziano Delrio (612). In forte aumento le quotazioni dell’economista Carlo Cottarelli (527), che precede il commissario europeo Paolo Gentiloni (428). Nella lista di questo Governo dei ‘migliori’ ci sono, nell’ordine, anche il ministro degli Interni uscente Luciana Lamorgese (399 citazioni), l’economista Fabio Panetta (395) e l’ex ministro e presidente dell’Istat Enrico Giovannini (370). Nell’elenco compaiono anche l’ex ministro della Giustizia Paola Severino (321), la virologa Ilaria Capua (241), il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini (152), l’economista Dario Scannapieco (149), l’ex presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone (125) e l’economista Patrizio Bianchi (119).
I protagonisti della scena mediatica sono ancora il premier dimissionario Giuseppe Conte e il leader di Italia Viva Matteo Renzi. Dal 16 gennaio ad oggi Conte si è ripreso la scena mediatica che Matteo Renzi gli aveva tolto fino a due settimane prima dopo l’apertura della crisi di governo. Il leader di Italia Viva nelle prime due settimane di gennaio aveva ottenuto il 25% di citazioni in più rispetto al Premier dimissionario (circa 2.000). Nelle ultime due settimane Giuseppe Conte ha recuperato terreno, ribaltando la situazione con 16.988 citazioni sui media italiani contro le 15.039 di Matteo Renzi, cioè il 13% in più.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (al terzo posto con 8.636 citazioni) e il presidente della Camera Roberto Fico (quinto, 5.511), che aveva ricevuto l’incarico esplorativo dal capo dello Stato, sono in cima alla graduatoria stilata da Mediamonitor.it. Si fa sentire in maniera più incisiva l’opposizione, i cui leader scalano la classifica: Matteo Salvini passa dalla 6a alla 4a posizione (6.346 citazioni) e scavalca il segretario del Pd Nicola Zingaretti (6o con 5.267), Giorgia Meloni avanza dall’11° alla 7° (4.573 menzioni) e risale la china (dalla 10° all’8°) anche Silvio Berlusconi con i suoi appelli pro-Draghi (4.351).
Arrancano sui media italiani i ‘grillini’ che si trovano in difficoltà per l’appoggio da dare al Governo di Mario Draghi. Luigi Di Maio, pur ottenendo più citazioni nella seconda fase, retrocede dal 7° al 9° posto con 4.162 citazioni. Alfonso Bonafede, pietra della discordia nei giorni scorsi, è salito dal 24mo al 10mo posto (2.928), precedendo il capo delegazione dei Cinquestelle Vito Crimi, che guadagna 7 posizioni ed è 11° (2.524) nelle ultime due settimane. Alessandro Di Battista con le sue posizioni ‘critiche’ è al 14° con 1.793 menzioni. Beppe Grillo è soltanto 17esimo (1.061 citazioni).
È stato ‘eroe per un giorno’ il senatore Lello Ciampolillo (con 527 menzioni), che ha ottenuto il picco di esposizione proprio nel giorno della convulsa votazione per la fiducia al governo che lo ha visto protagonista con il suo voto favorevole in extremis. I fari si sono accesi per un paio di giorni anche sul cosiddetto gruppo dei Responsabili: dal 16 gennaio in poi la loro visibilità complessiva sui media è aumentata di quasi 5 volte (3.971 citazioni vs 724). Spiccano soprattutto gli ex fedelissimi di Berlusconi Mariarosaria Rossi e Andrea Causin, espulsi da Forza Italia per avere dato il proprio voto all’esecutivo: Rossi con 1.242 citazioni e Causin 710.

12.22 – Ecco il ‘programma’ di Grillo
Ecco il ‘programma di governo’ di Beppe Grillo. Nel post intitolato “In alto i profili”, poco prima dell’incontro con il premier incaricato Mario Draghi, il garante del M5S elenca una serie di ministeri e alcuni punti di programma. “Creare un ministero per la transizione ecologica. Fondere in un ministero per la transizione ecologica gli attuali ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico. Come hanno fatto Francia e Spagna, e altri Paesi. Nominare ministra/o un persona di alto profilo scientifico e di visioni”, scrive Grillo.
“Energia al ministero per la transizione ecologica. Dare la competenza della politica energetica al nuovo ministero per la transizione ecologica o almeno all’eventuale superstite Ministero dell’ambiente. Come è in Francia, Svizzera e altri paesi”, è un altro punto di Grillo.
“Meno imposta alle società benefti. Ridurre alle “società benefit” e a quelle che lo diventino l’imposta sul reddito d’impresa dall’attuale 24% (ora uguale per tutte le imprese) alle – al 20% per grandi “società benefit, es. con più di 5 milioni di fatturato) – al 15% per “PME società benefit”. Se grandi società come ENEL, ENI, Barilla, etc diventassero Benefit, sarebbe una rivoluzione. Es. Danone è una ‘società benefit'”, si legge ancora.
(“Consiglio superiore per lo sviluppo sostenibile. Creare anche in Italia, come in Germania, Francia e altri Paesi, un Consiglio superiore per lo sviluppo sostenibile con pochi membri, in numero dispari tra 5 e 9, composto di personalità di altissimo profilo scientifico, nominate dal presidente della Repubblica per un lungo mandato (5-10 anni). Una specie di “Corte suprema per lo sviluppo sostenibile”. Con valore consultivo, ma con grande autorevolezza e intensa comunicazione pubblica”, prosegue Grillo.
“Ridurre sussidi ambientalmente nocivi. (20 miliardi)Calendarizzando la riduzione con urgenza. Con ammortizzatori tecnici/fiscali/sociali per le categorie svantaggiate (es. agricoltori). La Commissione europea ci dice: volete spendere i nostri 80 miliardi per ridurre l’impatto ambientale, ma state spendendo i vostri 20 miliardi con sovvenzioni che lo aumentano”, prosegue Grillo che conclude: “Le fragole sono mature. Le fragole sono mature”.)

12.20 – Di Maio “Posta in gioco altissima, Grillo sa sempre guardare lontano”
“Oggi tutti insieme vedremo Beppe Grillo prima delle consultazioni. La posta in gioco per il Paese è altissima e lui sa sempre guardare lontano“. Lo scrive su Facebook Luigi Di Maio ricordando che “da oltre due settimane non si fa altro che parlare di crisi di governo. Mentre ci sono decreti bloccati, aiuti e ristori fermi che attendono di essere inviati ai cittadini. Uno stallo – sottolinea Di Maio – generato da una irresponsabile crisi politica. Adesso dobbiamo ripartire in maniera convinta, per questo sono certo che ancora una volta il MoVimento 5 Stelle dimostrerà maturità e responsabilità istituzionale. Dobbiamo farlo per gli italiani, ci sono 209 miliardi da spendere“.
“Siamo la prima forza politica in parlamento – ricorda il ministro degli Esteri uscente – , abbiamo delle responsabilità nei confronti degli italiani e – assicura – sapremo affrontare al meglio anche questa delicata fase“.
Le divisioni che agitano il M5S? “Questo è il momento della compattezza, in un momento come questo per il Paese una famiglia si deve riunire e decidere, ci sono anche Grillo, Casaleggio e Conte”, dice Di Maio entrando a Montecitorio per il vertice dei big M5S.

12.18 – Ecco il video dell’arrivo della delegazione del MoVimento 5 Stelle con Grillo e Crimi

12.15 – “Noi siamo a disposizione, lo abbiamo detto al professor Draghi”. Matteo Salvini si esprime così dopo l’incontro con il premier incaricato, “il professor Mario Draghi”, che lavora alla formazione del nuovo governo. “La Lega è la prima forza politica del paese, è una forza che governa con ottimi risultati dove lo fa. A differenza di altri, non riteniamo che si possa andare avanti a colpi di no in questo momento. Non abbiamo pregiudizi. Noi non poniamo condizioni, nessun veto”, dice Salvini. “Rispettiamo le scelte del professor Draghi, aspettiamo di conoscerle per giudicarle. Non dico ‘non voglio Tizio o non voglio Caio’… Lascio al professor Draghi queste valutazioni… Chiaro che se qualcuno mettesse ministro del Lavoro la dottoressa Fornero sarebbe complicato, mi sembra evidente… Sarà il professor Draghi a decidere se recuperare qualche ministro del governo uscente”, dice Salvini.

“Non siamo costretti a dire sì a tutti i costi o no a tutti i costi. Noi valutiamo tutte le proposte. Siamo all’inizio di un percorso, torniamo la settimana prossima per entrare nel merito e vi potremo dire ‘sì o no’. Non commento i sì o i no degli altri, li rispetto. Ovviamente non abbiamo parlato di governi politici, governi tecnici, formule miste, sottosegretari. Ho detto che la Lega non sarà per il ‘forse’: se saremo convinti del progetto e dell’idea di Italia, sarà un sì convinto e saremo partecipi. Se non ci saranno le condizioni, perché qualche altro partito avrà la priorità dell’aumento delle tasse e del blocco dei cantieri e delle scuole, il nostro sarà un giudizio diverso. Per quello che ci riguarda, il bene del paese viene prima di interessi di partito o di coalizione“.

“Mi spiace che altri vengano in queste sale dicendo ‘se c’è Salvini, no’. Per noi non è semplice, l’ho detto al professor Draghi: io mi siedo qua dicendo a lei ‘ragioniamo di futuro’ e potrei avere accanto a me potrei avere uno di quelli che mi hanno mandato a processo perché io da ministro ho difeso l’Europa. E’ chiaro che per me sarebbe impegnativo essere in maggioranza con qualcuno che saliva su un barcone o andava in procura a denunciarmi mentre io definivo i confini. Ma questo non è sufficiente per dire ‘no’ a quello che serve al Paese”. “Oltretutto, qualcuno è terrorizzato dall’idea delle elezioni e rimarrebbe qua a prescindere: io preferisco esserci e controllare. Preferisco essere nella stanza dove si decide come si usano 209 miliardi per i nostri figli”, dice facendo riferimento al Recovery Plan. “Quello che è certo -chiosa- è che prima o poi gli italiani torneranno a votare e questo popolo tornerà ad esercitare la sovranità”.

L’incontro

“E’ stata una mezz’ora di confronto stimolante sui temi, sull’idea di Italia che per diversi aspetti coincide. Siamo contenti che al centro ci sia stato il tema dello sviluppo, della crescita dei cantieri. E’ ciò di cui l’Italia ha bisogno per ripartire. Noi non poniamo condizioni, faccio questa premessa. Altri partiti pongono condizioni e veti, ‘con la Lega e con Salvini no, con i sovranisti no’: noi non abbiamo posto condizioni né su persone, né su idee, né su movimenti. E’ un momento in cui il bene del Paese deve superare l’interesse personale o partitico. Da mesi viviamo una crisi per il caos nella maggioranza uscente, al centro del tavolo mettiamo lo sviluppo”, afferma.

Il tema del lavoro: “Per la Lega significa non aumentare alcuna tassa. Noi possiamo metterci a disposizione di un governo che si pone come obiettivo primario il taglio delle tasse e della burocrazia. Niente patrimoniale, niente tasse sui conti correnti. Abbiamo impiegato molto tempo col professor Draghi parlando di sviluppo, di crescita e di cantieri. Pensiamo che la ripartenza dell’edilizia e delle opere pubbliche sia fondamentale per il lavoro, su questo penso ci sia una sensibilità comune”.

“La salute degli italiani non è una priorità politica o partitica, siamo pienamente disponibili a collaborare senza i ritardi, gli scivoloni e le manchevolezze che negli ultimi mesi abbiamo visto e vissuto: vaccini che non arrivano, medici promessi che non arrivano. Invece di spendere milioni per primule e capannoni, sarebbe nell’interesse di tutti aiutare medici e Protezione Civile”, aggiunge Salvini. “Un’ultima riflessione condivisa dal professor Draghi: la necessità di tornare a vivere. Questi mesi di chiusure, Dpcm, paure e distanze portano all’alienazione, alla depressione, all’abuso di psicofarmaci, all’uso di droghe. Il governo che nascerò, se nascerò, vogliamo che sia il governo della rinascita e della riapertura

Ecco il video delle dichiarazioni di Salvini dopo il colloquio con Mario Draghi, Presidente incaricato

L’arrivo della delegazione del Carroccio alla Camera

 

Lega

Alle 11 Draghi riceverà la delegazione della Lega, formata dal leader Matteo Salvini e dai capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. La linea del Carroccio è stata esplicitata nelle ultime ore da Salvini, con dichiarazioni sempre più nette. “Non facciamo le cose a metà, se ci siamo ci siamo, altrimenti collaboriamo dall’opposizione, come abbiamo fatto nell’ultimo anno e mezzo”, ha detto Salvini nella mattinata di ieri, prima di ribadire alcuni concetti dal proprio profilo Twitter. “Non vedo ipotesi strampalate, governi tecnici o appoggi esterni. O ci sei o non ci sei, l’ho dimostrato da ministro dell’Interno. Se parteciperemo lo faremo da primo partito italiano”, ha scritto Salvini, aggiungendo: “Con il professor Draghi parleremo domani della nostra idea di Italia, non possiamo dire ‘sì’ o ‘no’ a prescindere, in un momento in cui l’interesse del Paese deve venire prima di quello dei partiti. Di certo diremo di no all’aumento delle tasse e Imu, no alla patrimoniale evocata da Grillo, no all’azzeramento di quota 100. Gli italiani chiedono coraggio e serietà”.

Sul tema dell’appoggio al governo -con quotazioni in ascesa- Salvini si è spinto dove mai era arrivato con il perentorio “noi non facciamo le cose a metà, se ci siamo ci siamo” puntando a un esecutivo politico, di cui Draghi si dovrà fare carico, decidendo quali partiti imbarcare e soprattutto in che forma. Spuntano anche i ministri della Lega, con Giorgetti tra i nomi più gettonati. Poi, negli stessi minuti in cui Giorgia Meloni ha concluso le consultazioni con il premier incaricato, mettendo nero su bianco il no di Fdi al governo, Salvini è parso far cadere pure il veto a una sua possibile coabitazione al governo con gli ex alleati del M5S: “Chi sono io per dire ‘tu no’. Noi con Draghi non diremo non voglio tizio”. La strategia di ingaggio, a questo punto, sembra quella di giocarsela fino in fondo: “Noi ci siamo, pronti a metterci la faccia”.

M5S

Dopo la Lega, toccherà al Movimento 5 Stelle. Alle 12.15 si presenterà da Draghi una delegazione composta dal Garante, Beppe Grillo e dal Capo politico, Vito Crimi. Per il Senato saranno presenti il capogruppo Ettore Licheri e il vice capogruppo Andrea Cioffi. Per la Camera sarà presenti il capogruppo Davide Crippa e il vicecapogruppo Riccardo Ricciardi”.

A quanto apprende l’Adnkronos, prima di incontrare Draghi per le consultazioni, i ‘big’ del M5S faranno un punto a Montecitorio alle 11 in un vertice a cui prenderà parte anche il premier uscente Giuseppe Conte. Saranno presenti Grillo, Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede, Paola Taverna e Stefano Patuanelli, oltre a Crimi e ai capigruppo M5S di Camera e Senato. Da Draghi, si presenterà un Movimento alle prese con un vivace dibattito interno sulla posizione da assumere in relazione all’esecutivo.

Grillo, rispetto al ‘no’ iniziale, ha mutato orientamento. Dopo aver detto, martedì scorso, agli ormai ex ministri che lo avevano sentito, ‘mai con Draghi, avanti con Conte’, ha virato. Ma la condizione è che quello di Draghi sia un esecutivo politico, con il M5S nel ruolo di uno dei cardini. Se i big appaiono allineati, non altrettano si può dire delle ‘truppe’ parlamentari. A Palazzo Madama, in particolare, c’è ancora un gruppo di senatori (sarebbero una dozzina) fortemente contrari a un governo Draghi. E’ con loro che il fondatore del M5S proverà a confrontarsi per tenere il Movimento unito. “Non capiamo questo cambio di linea deciso da Beppe, non ce lo aspettavamo…”, ha confidato all’Adnkronos uno dei grillini più scettici.

L’opinione di Di Battista

“Volevo dirvi che non ho cambiato idea. Se fossi in Parlamento non darei la fiducia al Presidente Draghi”. Lo scrive Alessandro Di Battista in un post su Facebook ricordando le “scelte, propriamente politiche, che il Professor Draghi ha preso in passato da Direttore generale del Tesoro (privatizzazioni, svendita patrimonio industriale pubblico italiano, contratti derivati) e da Governatore di Banca d’Italia, quando diede l’ok all’acquisto di Antonveneta da parte di Mps ad un valore folle di mercato”.

“Io ho le mie opinioni su di lui. Ognuno ha le proprie. Tuttavia il punto non è neppure lui. Io non potrò mai avallare un’accozzaglia al governo che potrebbe andare da Leu alla Lega. Tutti dentro perché nessuno ha intenzione di fare opposizione. Oltretutto in democrazia l’opposizione serve, è e necessaria. Invece nulla”, scrive Di Battista.

“Ci saranno ministri politici nel governo Draghi? Non ne ho idea. Fossi in lui non accetterei nessuno ma vedo che diversi partiti già avanzano richieste. Per quanto mi riguarda io non posso accettare ‘un assembramento parlamentare’ così pericoloso. Non lo posso accettare perché la stragrande maggioranza delle forze politiche che si stanno inchinando al tredicesimo apostolo non rappresenta le mie idee”, prosegue.

Di Battista nel lungo post ricorda quando lesse a Arcore la “sentenza di condanna definitiva di Marcello Dell’Utri, fondatore di Forza Italia” e sottolinea: “Ognuno è fatto come è fatto d’altro canto. In queste ore qualcuno mi ha scritto “sei troppo radicale. In politica occorre anche cambiare opinione e plasmarsi sulle situazioni cambiate”. Sarà anche vero. Ma io non ce la faccio. Io non sosterrò mai un governo sostenuto da Forza Italia”.


(AdnKronos)

LE ULTIME NOTIZIE

Vaccino Pfizer, Tar Lazio respinge ricorso contro prolungamento seconda dose


Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso contro il prolungamento della seconda dose del vaccino Pfizer. Lo ha comunicato...
Read More
Vaccino Pfizer, Tar Lazio respinge ricorso contro prolungamento seconda dose

Sindrome post-covid colpisce muscoli dei pazienti in terapia intensiva


La riabilitazione dei pazienti sopravvissuti al Covid-19, dopo la terapia intensiva, è necessaria per superare le complicanze neurologiche della malattia:...
Read More
Sindrome post-covid colpisce muscoli dei pazienti in terapia intensiva

Rousseau-M5S: il braccio di ferro sugli iscritti continua


M5S-Rousseau, continua il braccio di ferro sull'elenco degli iscritti.. "La preoccupazione di vedere violati i propri diritti, ha spinto tantissimi...
Read More
Rousseau-M5S: il braccio di ferro sugli iscritti continua

Covid: vaccino Johnson & Johnson, no seconda dose almeno per un anno


Il vaccino Johnson & Johnson, raccomandato in Italia per gli over 60 dopo le valutazioni dell'Ema su rari casi di...
Read More
Covid: vaccino Johnson & Johnson, no seconda dose almeno per un anno

Sostenibilità, formazione per le imprese alla Digital Academy di Cobat


Conoscere le nuove sfide della economia circolare, imparare a fare un bilancio di sostenibilità, capire come gestire al meglio i...
Read More

Auto più sanificate, dalla tecnologia Nasa la soluzione Alphabet-Octo


Il servizio CleanAir utilizza la soluzione progettata da Octo, che sfrutta infatti la nanotecnologia originariamente sviluppata dall'agenzia spaziale per eliminare...
Read More

Meteo: 3 giorni di maltempo da Nord a Sud fino a giovedì


La pioggia non dà tregua all'Italia. Il bel tempo cerca in tutti i modi di conquistare il Paese, ma non...
Read More
Meteo: 3 giorni di maltempo da Nord a Sud fino a giovedì

Vaccino: altro caso sovradosaggio, 4 dosi Pfizer a donna di 67 anni


Un nuovo caso di sovradosaggio di vaccino anti Covid, dopo la studentessa di Massa, si è verificato sempre in Toscana,...
Read More
Vaccino: altro caso sovradosaggio, 4 dosi Pfizer a donna di 67 anni

 

RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends