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Crisi Governo, termina seconda giornata Consultazioni, I VIDEO DI OGGI




E’ iniziata la secondo giornata di consultazioni per risolvere la crisi aperta dalle dimissioni del premier Conte, che seguiremo in diretta live in testuale in basso nella TIMELINE

Gli interventi VIDEO di questa mattina e di questo pomeriggio in basso alla fine dell’articolo (dichiarazione dei gruppi e partiti)



ECCO LA TIME LINE CON TUTTE LE NOVITA’ DI OGGI 28 GENNAIO


21.01 – “Penso che Renzi sia stato astuto ad assumere una posizione di astensione prima e di vaghezza poi sul reincarico a Conte perché tiene insieme posizioni molto diverse all’interno del proprio gruppo. Aver mantenuto questa ambiguità ha garantito anche l’unità di Italia Viva” così Andrea Orlando (PD), ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

20.46 – ”Bravo Renzi, gli ho sentito dire tutte cose interessanti… Ma dove è stato l’ultimo anno? Perchè mi pareva che stesse in maggioranza con il governo… Oggi ci viene a parlare delle priorità per gli italiani e della riapertura delle scuole”. Lo ha detto Giorgia Meloni a ‘Dritto e Rovescio’, di Paolo Del Debbio.

20.39 – “Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Se si va ad aumentare la confusione sommando delle incomprensioni programmatiche la soluzione non migliora. In Parlamento ci sono forze politiche che hanno idee alternative sull’immigrazione, sulla giustizia e sul rapporto con l’Europa. E allora immaginare che si possa trovare non una maggioranza politica ma solamente numerica è velleitario. Serve una soluzione rapida ed è quella del voto”. Lo ha detto a Porta a Porta il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

20.32 – “Ma se con Renzi i numeri della maggioranza restano risicati, si continuerà a ballare e per questo vogliamo un allargamento della maggioranza. L’ultima parola naturalmente spetta a Mattarella ma ci sono più scenari e si rischia di rotolare ad elezioni”. Lo dice Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, a Otto e mezzo su La7.

20.24 – “Per riprendere Renzi in maggioranza bisogna capire se Renzi pone un veto su Conte o no, cioè se è vero quello che ha detto al Quirinale o se è vero quello che ha fatto uscire dopo sulle agenzie”. Così Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, a ‘Otto e mezzo’ su La7.

20.11 – “Registriamo che nello speech di Renzi è stato detto che non c’è nessun veto sui nomi e che prima vuole parlare di contenuti. Ma segnalo che nella nostra Costituzione vengono prima i nomi dei contenuti”. Lo dice Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, a Otto e mezzo su La7. “Perché -continua- il presidente Mattarella deve dare un incarico a qualcuno per poter verificare una maggioranza… Immagino che nemmeno Renzi arrivi a suggerire al capo dello Stato come risolvere la crisi, escludo che lo voglia mettere in imbarazzo”.

“La Costituzione dice che il Presidente della Repubblica deve dare un incarico a una persona che poi va dalle forze politiche e chiede il consenso sulla base del programma”.

19.57 – “La soluzione di questa crisi passa per una ripartenza del governo Conte e un ampliamento della base parlamentare della maggioranza, senza partire da veti nei confronti di nessuno e nella consapevolezza della difficile fase economica e di emergenza sanitaria che sta vivendo l’Italia”. Così capogruppo di Leu al Senato, Loredana De Petris e alla Camera, Federico Fornaro.

19.43 – Sono stati gli ‘ambasciatori’ della maggioranza, quelli che lavorano ad allargarne il perimetro per rendere possibile la nascita del Conte ter, a fare pressing sul presidente del Consiglio, affinché chiamasse Matteo Renzi prima della salita del leader di Iv al Quirinale. “Da più canali – racconta all’Adnkronos un ministro molto vicino al premier – era arrivata la volontà che da Conte arrivasse un segnale, una telefonata a Renzi, così Conte ha alzato la cornetta”. Chiamata che è arrivata nel pomeriggio, quando Conte ha telefonato non solo al leader di Iv ma a tutti i leader di maggioranza. Oltre a Vito Crimi, Nicola Zingaretti e Roberto Speranza, Conte ha chiamato anche un esponente del neo gruppo di responsabili, Maie-Centro democratico.

19.34 – “Auspichiamo una soluzione della crisi in tempi rapidi e abbiamo indicato al presidente della Repubblica, la disponibilità del Pd a sostenere l’ipotesi di un reincarico al presidente Giuseppe Conte, che si è confermato, anche nel recente voto di fiducia in Parlamento, un punto di sintesi e di equilibrio”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, al termine dell’incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

19.27 – “Nel caso non ci sia” una maggioranza politica “a noi va bene un governo del presidente”. Lo ha detto Matteo Renzi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a quanto riferiscono fonti di Italia viva.

19.04 – “Se lei mi domanda cosa pensa Iv del Mes? Siamo a favore. Ci sembra strano – ha aggiunto – che un governo che dovrebbe essere europeista lo tema in nome delle condizionalità europee. Le condizionalità del Next generation Eu sono più stringenti del Mes. Questa è una condizione sine qua non? Noi abbiamo posto una serie di argomenti, tanti. Sono scritti in una lettera al presidente del Consiglio uscente, dimissionario, cui non ha dato risposta e non diciamo prendere o lasciare ma discutiamo nel merito”. Lo dice Matteo Renzi al termine delle consultazioni al Quirinale con il presidente Sergio Mattarella..

18.58 – Il presidente Giuseppe Conte ha chiamato il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nel pomeriggio. A quanto apprende l’Adnkronos, la telefonata è arrivata poco prima che la delegazione Iv salisse al Quirinale per le consultazioni con il presidente Sergio Mattarella.

18.47 – “Andare alle elezioni in questa fase sarebbe un errore per l’Italia e per gli italiani. Rischieremmo di perdere i fondi europei e quindi pensiamo che serve un governo, presto. Noi abbiamo dato la nostra disponibilità al presidente della Repubblica per individuare le soluzioni più opportune”. Lo dice Matteo Renzi al termine delle consultazioni al Quirinale con il presidente Sergio Mattarella.

18.31 – “Noi preferiamo un governo politico a un governo istituzionale ma siamo disponibili anche a questa strada se è l’unica per evitare le elezioni”. Lo dice Matteo Renzi al termine delle consultazioni al Quirinale con il presidente Sergio Mattarella.

18.26 – Sul lavoro “la preoccupazione che abbiamo è che una questione sociale rischia di trasformarsi in questione di ordine pubblico”. Lo ha affermato Teresa Bellanova, al termine dell’incontro della delegazione di Italia viva con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “I settori che sono a più a rischio sono quelli dove c’è meno rappresentanza sociale -ha aggiunto- c’è bisogno di mettere mano ad una seria politica di riforma degli ammortizzatori, a politiche attive del lavoro”.

18.24 – “Abbiamo sentito parole su di noi che sono al limite dell’insulto. Vogliamo capire dalle altre forze politiche se Italia Vuva è parte o non parte della maggioranza, dicendolo con chiarezza visto che la caccia al singolo parlamentarenon ha prodotto una maggioranza”. Lo dice Matteo Renzi al termine delle consultazioni al Qurinale con il presidente Sergio Mattarella. “Quindi rimettiamo la valutazione a chi ha messo dei veti su di noi. Noi siamo disponibili a una maggioranza politica se è politica”.

18.17 – “Gli italiani e l’Italia hanno assistito a uno spettacolo indecoroso di caccia alla singola persona, al singolo parlamentare. Si è fatto credere che recuperando un voto o due si sarebbe superata la crisi. Italia Viva è l’opposto di tutto questo. Bellanova, Bonetti e Scalfarotto in nome delle idee hanno rinunciato alle poltrone. L’opposto del tentativo di coinvolgere e cooptare in una maggioranza -che tale non è- individui capaci di cambiare idea pur di avere un ruolo”. Lo dice Matteo Renzi al termine delle consultazioni al Quirinale con il presidente Sergio Mattarella.

18.08 – “Italia Viva ha espresso al presidente della Repubblica la preoccupazione, non già per la crisi politica, ma per la crisi economia sanitaria ed educativa che il nostro Paese sta vivendo”. Lo dice Matteo Renzi al termine delle consultazioni al Quirinale con il presidente Sergio Mattarella.

17.42 – “Noi abbiamo sempre detto che consideriamo in questa fase il presidente Conte il punto più alto di equilibrio all’interno della maggioranza”. Lo dice il capogruppo di Leu, Federico Fornaro, dopo le consultazioni al Quirinale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Possibile un altro nome? “Noi riteniamo che quando si apre una crisi al buio occorre muoversi con prudenza e il primo step per noi è: questa maggioranza e questo presidente del Consiglio, sperando che possa allargare la sua base parlamentare. In questa fase ci fermiamo a questa valutazione, anticipare passaggi futuri sarebbe sbagliato”.

17.21 – Matteo Renzi e la delegazione di Italia viva composta dai capigruppo parlamentari, Maria Elena Boschi e Davide Faraone, e da Teresa Bellanova, sono al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’ambito delle consultazioni per la soluzione della crisi di governo.

17.07 – “Mai come in questo momento serve responsabilità istituzionale e coesione sociale” per “un governo unito e affiatato in grado di affrontare le grandi sfide” che ci sono. Lo dice il capogruppo di Leu, Federico Fornaro, dopo le consultazioni al Quirinale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

16.54 – “Questa è una crisi che gli italiani non hanno capito e che continuano a non capire e che non aiuta in una fase così difficile con una crisi economica senza precedenti”, una crisi “aperta da chi un giorno nega di averla voluta e il giorno dopo spiega i motivi per cui è stato giusto averla aperta”. Lo dice il capogruppo di Leu, Federico Fornaro, dopo le consultazioni al Quirinale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

16.27 – Il secondo sondaggio di Antonio Noto per Porta a Porta sulle intenzioni di voto dopo l’apertura della crisi di governo rileva una novità: Italia Viva di Renzi, dopo lo strappo, salirebbe al 4% superando Azione di Carlo Calenda che otterrebbe tra il 2.8 e il 3%. Per Porta a porta, Noto ha continuato a testare tre scenari di voto: la situazione attuale, lo scenario in cui in campo si presenterebbe il partito del premier Conte ed un terzo scenario in cui Conte fosse il leader del partito dei 5stelle.

Nelle tre ipotesi testate il centrodestra distacca l’area di governo (51.7% contro 36.7% nella situazione attuale; 49.2% contro il 39% nel caso in cui Conte formi il suo partito e 50% contro 39.5% con Conte alla guida dei 5Stelle). La Lega di Salvini continua ad essere, nelle intenzioni di voto, il primo partito italiano (variando dal 23.5 al 23% nelle tre ipotesi).

16.09 – “Il Presidente Conte in poco più di due anni ha permesso che l’Italia riconquistasse in Europa un prestigio e una considerazione perduta da anni. Se abbiamo ottenuto oltre 200 miliardi per ripartire da questa crisi lo dobbiamo, in gran parte, alla sua opera di mediazione. Per questo, per il M5S, non si può prescindere dalla figura di Conte per guidare un nuovo esecutivo, l’alternativa è il voto. A differenza di altri Partiti, che alzano muri e barriere, noi costruiamo ponti e tendiamo la mano a chi ha come priorità il bene dei cittadini italiani. I politici da prima Repubblica come Emma Bonino, rappresentanti in Parlamento solo di loro stessi, non avendo ottenuto che una manciata di voti alle elezioni del 2018, farebbero meglio a non porre veti sul nome di Giuseppe Conte. E’ inaccettabile mettere paletti quando dovremmo concentrarci su progetti e idee per il futuro”. E’ quanto afferma il senatore Gabriele Lanzi, segretario e delegato d’Aula per il M5S.

15.58 – “Non c’è stato alcun confronto mi hanno semplicemente chiamato chiedendomi di aderire per formare un nuovo gruppo. Mi sono tirata indietro quando ho visto che non c’era un programma, una direzione di marcia, senza nessuna richiesta politica da rivolgere al presidente Conte e che il nome del gruppo era diventato Maie-Europeisti-Cd. Io non mi posso identificare in un partito che non è il mio, ecco perchè non sono entrata”. Lo ha piegato la senatrice del gruppo Misto, Sandra Lonardo, spiegando a “Un giorno da pecora” su Radio Raiuno perché non ha aderito al nuovo gruppo filogovernativo nato a Palazzo Madama.

15.49 – “Giusto partire dall’ipotesi e dalla proposta di un ‘Conte Ter’ e che ci sia una maggioranza che lo sostenga più larga di quella di oggi, altrimenti” si ha “un Governo ostaggio di ricatto parlamentare quotidiano”. Così il presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, a ‘L’Aria che tira’ su La7.

15.36 – “Dico solo che confidiamo nel presidente Mattarella, che penso non tolleri ancora a lungo questa caccia ai ‘viandanti’, stanno cercando dei profughi, non dei responsabili”. Lo dice Matteo Salvini, incontrando i gironalisti fuori dal Senato.

“L’Italia non merita questo – spiega – o c’è un governo che ha i numeri per governare, o la parola, in democrazia, spetta agli italiani, al voto”.15.24 – “Come posso pensare a un governo tutti dentro, quando il Pd vuole cancellare quota cento che abbiamo fatto noi, i miei decreti sicurezza?”. Così Matteo Salvini ribadisce il suo ‘no’, a un governo di unità nazionale: “Per serietà non vado al governo a tutti i costi”. “La via maestra è il voto, l’unica alternativa è un governo di centrodestra, un esecutivo serio a guida del centrodestra”, spiega.

15.17 -“Approfitto della trasmissione per chiedere scusa al presidente Conte, mi hanno insegnato che quando si sbaglia ci si deve assumere le proprie responsabilità. Io ho sbagliato e gli chiedo scusa. Ho fatto una valutazione errata, spinta da tanti fattori non ultimo quello di evitare le elezioni anticipate”. Lo ha detto il senatore di Fi, Luigi Vitali, che a “Un giorno da Pecora” su Radio Raiuno ha spiegato perché, ieri sera, dopo aver aderito al gruppo filo governativo degli Europeisti-Maie a palazzo Madama, ha poi deciso di fare marcia indietro, tornando all’opposizione, con Fi.

14.58 – “Riunitasi in assemblea urgente, la componente ‘Idea-Cambiamo’ del Senato ha deliberato di modificare il proprio nome in ‘Cambiamo Idea’ e di affidare la presidenza al senatore Gino Vitali…”. Con un post su Facebook il senatore di ‘Idea-Cambiamo’, Gaetano Quagliariello, prende spunto dal nome della sua ‘componente politica’ che fa capo a Giovanni Toti per ironizzare sulla ‘giravolta’ di Luigi Vitali, che dopo aver annunciato il suo sostegno a Conte ci ha ripensato ed è ‘rientrato’ in Forza Italia.

14.46 – “Abbiamo incontrato Mattarella nella sala degli Arazzi, l’incontro è andato molto bene, ci ha ascoltato, lasciamo nelle sue mani la possibilità di risolvere la crisi. Lui ha preso nota, ha detto che è una situazione critica e che questa crisi va risolta presto”. Lo dice a Rai Radio1, ospite di ‘Un Giorno da Pecora’, il senatore del gruppo Europeisti Ricardo Merlo.

14.29 – “Siamo convintissimi che il presidente Conte sia la figura che può farci uscire dalla crisi. Il M5S è compatto sulla linea di sostenere Conte”. Lo ha detto il capogruppo 5 Stelle alla Camera, Davide Crippa, interpellato dai cronisti.

14.14 – “Io sono onesto: sono qui con il capogruppo Fantetti dal quale mi sono fatte dare l’elenco di chi ha aderito al nostro gruppo. Il nome più difficile da pronunciare è Tatiana Rojc, che non è sicuro che tornerà nel gruppo Pd. Queste sono operazioni che si fanno, vi ricorderete di Razzi e Scilipoti, che in 24 ore passarono dal centrosinistra, con cui erano stati eletti, al centrodestra con Berlusconi. Nessuno parla di Italia Viva che è un partito di transfughi. I parlamentari di Iv sono stati presentati dal Pd ed eletto con i voti del Pd e poi hanno voltato le spalle al partito che li ha portati in Parlamento”. Lo ha affermato il sottosegretario e senatore del Maie, Ricardo Merlo, ospite di “Un giorno da Pecora” su Radio Raiuno, rispondendo alle critiche di chi lo ha attaccato per aver fondato una rappresentanza parlamentare con i senatori fuoriusciti da diversi gruppi politici.

13.56 – “Siamo cosi coerenti con la necessità di interpretare una visione politica per il Paese che non poniamo nomi oggi. Il tema non è chi, ma cosa vogliamo fare per l’Italia, una visione di una identità politica su cui costruire una maggioranza politica chiara”. Lo ha detto Elena Bonetti a TgCom24 a proposito delle consultazioni di Italia viva in programma nel pomeriggio. “Oggi di cosa ha bisogno l’Italia? Di un compromesso per mettere d’accordo la classe politica o una sintesi di idee utili per il Paese?”, ha chiesto la ex ministra di Iv.

13.48 – “Renzi ha fatto un gravissimo errore con una crisi al buio che mette a rischio con il Recovery centinaia di miliardi per imprese e famiglie. Il Pd lavora per una maggioranza più larga e stabile e un nuovo governo guidato da Conte. Abbiamo perso fin troppo tempo con questa crisi incomprensibile che rischia anche di portarci al voto anticipato”. Così il deputato e tesoriere del Pd Walter Verini ai tg.

13.41 – Nessun collegamento in videoconferenza ma colloqui in presenza e garantendo l’intervento della stampa. Prassi delle consultazioni al Quirinale rispettata per risolvere la crisi di governo, ma con una serie di precauzioni in base alle norme imposte dall’emergenza Covid, salvaguardando sia il Presidente della Repubblica e i suoi consiglieri, sia i componenti delle delegazioni politiche attese al Colle e tutti coloro che si trovano a frequentare il palazzo. Così, dopo aver ricevuto ieri i presidenti di Senato e Camera nel suo studio, oggi e domani il Capo dello Stato accoglierà gli interlocutori politici in due Sale, quella degli Arazzi di Lille e quella del Bronzino, usate alternativamente per consentire la sanificazione tra un colloquio e l’altro. Non solo. Non ci saranno faccia a faccia seduti su divani e poltrone, ma i confronti avverranno sistemandosi su due lunghi tavoli dotati di microfoni e soprattutto attrezzati con divisori in plexiglass. Vi possono trovare posto fino a 16 persone, distanziate l’una dall’altra. Quanto ai giornalisti, impossibile una sistemazione nel corridoio alla Vetrata, tra l’altro in questo periodo chiuso per lavori di restauro. Anche in questo caso, per conciliare esigenze di distanziamento e di presenza per consentire domande ai rappresentanti politici, gli operatori dell’informazione hanno trovato posto nel prestigioso Salone delle Feste, dove solitamente avviene anche il giuramento del governo. Presenze contingentate, però, con turni alternati tra le varie testate, previo tampone prima di poter accedere nel Palazzo. Il tutto integrato dalla diretta streaming.

13.25 – “Il gioco di Renzi è quello del ricattatore. Cioè di uno che pone le questioni in modo radicale e azzardato in base ad un suo calcolo politico”. Lo ha detto il deputato del M5S, Pino Cabras, in un’intervista a InBlu2000, la radio nazionale DAB della Conferenza episcopale italiana. “In questo caso – ha spiegato Cabras – bisogna capire le condizioni reali del ricattatore. Il ricattatore se si andasse ad elezioni adesso perderebbe qualsiasi potere di controllo perché Italia Viva verrebbe spazzata via. Non è un partito radicato nel territorio. Quello che vuole Renzi è rimuovere Conte”. “In Parlamento – ha proseguito – c’è qualche tentazione di considerare i numeri che sono comunque ancora in favore di un potere di controllo della maggioranza da parte di Renzi però è anche vero che il suo gioco si è compreso”. “In questo momento – ha concluso Cabras – rinnoviamo la fiducia nell’attuale presidente del Consiglio che ha dimostrato in più occasioni in tutta la legislatura di essere il più abile negoziatore”.

13.20 – “Il gruppo ha l’aspirazione di essere il partito di Conte con chiara vocazione europeista? Il gruppo nasce anche perché il premier Conte è un elemento di attrazione proprio per il rapporto che ha avuto con l’Europa e per il percorso che ha fatto in questo anno e mezzo”. Così Andrea Causin senatore ex Fi e vicepresidente del neonato gruppo Eu-MAIE-CD, a InBlu2000, la radio nazionale della Conferenza episcopale italiana.

13.18 – “Conoscete le mie posizioni. Le ho espresse più volte in passato. Questo, tuttavia, è il momento di stare uniti e compatti come siamo tornati ad esserlo. Mi è capitato di criticare il Movimento, ora lo difendo. E’ vero che il Movimento ha governato prima con la Lega e poi con il PD (all’epoca Renzi ne faceva ancora parte) ma è altrettanto vero che, quando arrivano soldi pubblici da spendere, vogliono tutti buttarci giù. Un motivo ci sarà o no? La mia intervista di ieri. Avanti tutta!”. Lo scrive su Facebook Alessandro Di Battista, condividendo il video della sua intervista di ieri ad ‘Accordi&Disaccordi’.

13.17 – “Pensare di ripartire da un governo guidato dal presidente Conte con una maggioranza che cambia dal mattino alla sera non è una prospettiva credibile. Abbiamo spiegato al presidente della Repubblica, cui va il nostro ringraziamento per il suo costante impegno, che Azione e Più Europa sono pronte a condividere anche un’esperienza di governo laddove ci fosse una coalizione che ricalcasse quella delle forze politiche che stanno sostenendo la Commissione europea”. Lo dichiara il senatore di Azione, Matteo Richetti.

13.15 – “Giusto partire dall’ipotesi e dalla proposta di un ‘Conte Ter’ e che ci sia una maggioranza che lo sostenga più larga di quella di oggi, altrimenti” si ha “un Governo ostaggio di ricatto parlamentare quotidiano”. Così il presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, a ‘L’Aria che tira’ su La7.

12.57 – “Renzi ha detto che ci vuole Gentiloni premier e Draghi all’Economia… Poi magari vedremo se c’è un posto anche per Cristiano Ronaldo… Qualcuno dice ‘io vorrei andare sulla luna’, io sono invece un po’ più realista”. Così Bruno Tabacci, membro della componente Centro democratico-Italiani in Europa nel Gruppo Misto alla Camera, parlando con i cronisti nella piazza del Quirinale al termine del colloquio con il Capo dello Stato.

12.44 – “La nostra delegazione ha presentato al presidente Mattarella la richiesta di una rapida soluzione della crisi di governo aperta dopo l’uscita dalla maggioranza di Italia Viva. Il gruppo Europeisti-Maie-Cd sostiene il presidente Conte e non ha nessuna preclusione nei confronti delle forze che hanno sostenuto l’attuale governo. La necessità di affrontare l’emergenza sanitaria ed economica richiede una straordinaria assunzione di responsabilità da parte delle forze politiche al fine di garantire governabilità e stabilità. La grave crisi sociale ed economica impone la presenza di un governo nella pienezza dei poteri per impostare una eccezionale campagna di vaccinazione e poter impiegare al meglio le ingenti risorse di un’Europa finalmente solidale, autorevolmente negoziate dal presidente Conte”. Lo dichiara Raffaele Fantetti, presidente del gruppo Europeisti-Maie-Cd al Senato.

12.26 – “E’ necessario un reincarico al governo Conte, che è già pronto, aggiornato e responsabile. Non possiamo perdere tempo”. Lo ha detto il senatore Gregorio De Falco dopo le consultazioni al Quirinale.

12.24 – “Auspichiamo la formazione di un governo stabile con una maggioranza solida, perché abbiamo delle incombenze che necessitano di decisioni forti, anche dal punto di vista politico. Il Recovery plan esige delle scelte politiche e non tecniche. Noi come Minoranze linguistiche saremmo disponibili a sostenere un governo di questo tipo, l’essenziale è che sia un governo a vocazione europea, con una sensibilità alta per le esigenze delle autonomie e delle Minoranze linguistiche”. Lo ha detto il deputato del gruppo Misto-Svp, Manfred Schullian, al termine delle consultazioni al Quirinale.

12.22 – “Conte è l’unica soluzione”. Lo ha detto Ricardo Merlo, del Maie, dopo le consultazioni sottolineando: “Il nostro gruppo non vuole sostituire nessuno”. “Noi non pensiamo a una campagna per allargare il nostro gruppo, parliamo con tutti i colleghi perché vogliamo allargare la maggioranza, senza escludere nessuno. Come si fa sempre, come è successo nel 2011 con Fini e Berlusconi e in altri momenti. Ci sono anche gruppi parlamentari che nascono in una legislatura senza essere stati votati con il loro simbolo da nessun italiano per allargare la maggioranza” ha aggiunto Merlo.

12.10 – “Un reincarico a Conte in un contesto difficile come questo ci sembra necessario, è l’unico punto di equilibrio possibile in questa legislatura. Poi bisognerà lavorare ad un governo ancora più autorevole di quello attuale in grado di fare breccia sulle incertezze in ambito parlamentare”. Lo ha detto Bruno Tabacci, di Centro democratico, al termine delle consultazioni.

11.58 – “In questi giorni il Governo avrebbe dovuto occuparsi dei Ristori, considerando che milioni di cittadini stanno aspettando una boccata d’aria per andare avanti, dal momento che gli ultimi soldi sono stati erogati ai primi di dicembre e che i 32 miliardi di scostamento sono bloccati da questa situazione”. Lo ha dichiarato su Fb il senatore di Leu, Pietro Grasso, al termine delle consultazioni al Quirinale. “Questa crisi irresponsabile non è sui contenuti, che erano già stati corretti sia sul Recovery Plan che su tutti i punti critici. Questa crisi ha lo scopo di scompaginare il quadro politico e spaccare una maggioranza che ha dimostrato di lavorare bene. L’alleanza tra il M5s, Pd e Leu va difesa non solo per il presente ma per il futuro. Non consentiremo che i giochi dei prossimi giorni mettano in discussione questa prospettiva”, ha concluso Grasso.

11.57 – “Dopo settimane in cui si sono tentate improbabili soluzioni personali è finalmente venuto il tempo di seguire la Costituzione, di affidarsi al Capo dello Stato e di parlare con il linguaggio della verità davanti al Paese. La verità, non le veline. La politica, non il populismo”. Lo scrive Matteo Renzi nella sua enews.

11.57 – “Non sosterremo un tentativo di proporre un governo con l’attuale presidente del Consiglio, perché se è vero che serve una svolta, un rilancio, non possiamo sostenere la semplice continuità del presidente del Consiglio”. Lo ha affermato Emma Bonino, dopo l’incontro al Quirinale della delegazione di Più Europa-Azione e Radicali italiani con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “A maggior ragione – ha aggiunto – dopo il tentativo di dare vita a suo sostegno in modo piuttosto contraddittorio e disordinato di un Gruppo parlamentare senza alcuna coerenza politica, che utilizza come mero schermo il richiamo all’europeismo. Azione e Più Europa sono impegnate nella costruzione di un progetto inclusivo aperto a rappresentanze di forze riformatrici, profondamente europeiste”. “Quindi abbiamo manifestato al Presidente Mattarella con chiarezza che non siamo disponibili a nessun tipo di continuità che ha già dimostrato tutta la sua debolezza, per non dire peggio, ma siamo disponibili a discutere di contenuti con un nuovo eventuale nuovo presidente incaricato, che abbia un autorevole profilo europeista e riformatore in grado di raccogliere una maggioranza più ampia di quella attuale, coinvolgendo – ha concluso Bonino – le forze che al Parlamento europeo sostengono il lavoro della Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen”.

11.46 – “Su Renzi abbiamo dato un giudizio molto duro, la crisi è stata grave e irresponsabile nei confronti del Paese. Noi abbiamo sempre detto in questi giorni di non esserci mai sottratti al confronto sui contenuti, fin qui non ne abbiamo visto”. Lo ha detto Loredana De Petris al termine delle consultazioni al Quirinale. “Il nostro giudizio su Renzi resta critico, questo non vale per molti parlamentari di Italia viva che in questi mesi hanno lavorato con noi -ha aggiunto la presidente del Misto del Senato, di Leu-. Il lavoro che dobbiamo fare adesso è costruire una maggioranza stabile per avere un confronto ma non alla mercè di posizioni che delle volte non erano ben chiare e comprensibili. Un allargamento della maggioranza che possa permettere di non essere dipendenti da questi non strettamente correlate all’azione di governo”.

11.44 – “Per noi la soluzione è attorno a Conte, allargando la maggioranza che è basata su un asse politico molto stabile con Pd, 5 Stelle e Leu”. Così la senatrice di Leu Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto di Palazzo Madama, uscendo dal Quirinale dopo le consultazioni.

11.39 – “Con convinzione abbiamo dato l’indicazione del presidente Conte. Riteniamo indispensabile e necessario costruire intorno a Conte e rinforzare la maggioranza, allargarla su contenuti chiari, non solo per le emergenze ma anche per portare a compimento il Recovery fund”. Lo ha detto Loredana De Petris a termine delle consultazioni al Quirinale di Leu. “Noi abbiamo indicato con chiarezza Conte, è assolutamente necessario per il Paese che Conte possa continuare in Europa il lavoro importante che è stato fatto e che ha prodotto cambiamenti in Europa”, ha spiegato la presidente del Misto del Senato.

11.30 – La delegazione del gruppo Europeisti-Maie-Centro democratico, composta dai senatori Ricardo Merlo, Gregorio De Falco e Andrea Causin, è appena arrivata al Quirinale per le consultazioni.

11.14 – “Sembrano gli ultimi giorni del calcio mercato d’autunno e in Parlamento stiamo assistendo allo stesso identico film con l’aggiunta del leasing oltre che degli acquisti pur di fare un gruppo”. Lo ha detto Davide Faraone a Mattino 5. “Noi abbiamo posto sin dall’inizio temi programmatici e politici, mentre altri hanno preferito la scorciatoia della caccia al senatore. Non abbiamo mai cambiato la nostra posizione e gli italiani stanno vedendo la coerenza di IV -ha aggiunto il presidente dei senatori di Iv-. Oggi deve esserci un forte segnale di discontinuità. Siamo disponibili al confronto, non poniamo veti a nomi perché non è questo che ci interessa, altri semmai ‘fanno dei giri immensi e poi ritornano'”.

11.08 – “In merito all’annuncio dell’adesione del senatore Vitali al gruppo Europeisti-Maie-Cd di cui abbiamo letto ieri sulle agenzie di stampa e mai pervenuta, prendiamo atto della smentita da parte dello stesso senatore che abbiamo letto stamani sui quotidiani. Ribadiamo comunque la nostra stima nei confronti del collega”. Lo dichiarano Raffaele Fantetti e Andrea Causin, presidente e vice presidente del gruppo parlamentare Europeisti-Maie-Cd.

11.07 – “Tutti mi schifano, credo di essere l’unico parlamentare del Gruppo Misto che non ha ricevuto alcuna chiamata. Italexit è composta da me, Mario Giarrusso e Carlo Martelli, loro due sono stati contattati più volte. Uno dei miei, ancora oggi, è costretto a andare a parlare con un importante governativo, ex capo politico del M5S, che lo sta pregando per trovare un’intesa. A me neanche mi hanno chiamato perché sapevano che gli avrei detto di no in ogni caso”. Lo ha detto Gianluigi Paragone, senatore del gruppo misto e fondatore di No Europa per l’Italia – Italexit, intervenendo a ‘L’Italia s’è desta’, su Radio Cusano Campus. Sul nuovo gruppo degli Europeisti: “Fino a poco tempo fa quelli del M5s raccoglievano le firme per uscire dall’Euro. Nelle settimane scorse hanno definitivamente chiuso il sito ‘Fuori dall’euro’ e hanno chiuso il dominio. Si vergognano della loro storia. Questi sono passati da Gianroberto Casaleggio a Bruno Tabacci, da Dario Fo a Mario Monti. Renzi alla fine entrerà in maggioranza e darà le carte, perché il pallottoliere al Senato finora ha acquisito solo Vitali come voto nuovo”.

“Molto probabilmente Conte se ne andrà a casa. Se anche dovesse riuscire nella sua operazione sarà un perdente perché dopo aver attaccato Renzi in Parlamento sarebbe costretto a riaccoglierlo in maggioranza. Di Battista se ne dovrà fare una ragione. Se Di Battista non fa uscire i suoi dal M5s, il valore dei dibattistiani è zero. Alessandro deve avere il coraggio di uscire dal M5S e dire: a questo mercato delle vacche non ci stiamo”, ha concluso Paragone.

11.04 – “Altro che ‘autonomisti’, qualcuno è solo un poltronaro. Un governo più lontano dai bisogni e dalle richieste dei popoli della montagna non l’abbiamo mai visto, neanche un euro per imprenditori e lavoratori che vivono di montagna, di neve, di turismo, di fatica. Restituiremo al più presto alla Valle d’Aosta la dignità che merita”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, commentando quanto sta emergendo dalle Consultazioni.

10.51 – A quanto si apprende, domani è previsto un Consiglio dei ministri alle 13, il primo dopo le dimissioni del premier Giuseppe Conte. All’ordine del giorno ci sono decreti legislativi in scadenza.

10.45 – “Oggi è la giornata dello psicodramma Conte-Renzi. E’ il giorno in cui si saprà se il governo Conte vivrà dopo lo strappo brutale della settimana scorsa oppure se non ci sono le condizioni per mettere insieme un governo. Non può pensare Conte di sopravvivere con i passaggi singoli ai quali abbiamo assistito ieri. Se si trova un accordo con Renzi ripartirà il Conte ter, non so però su quali basi”. Lo ha affermato Giovanni Toti, presidente della regione Liguria a ‘The Breakfast Club’ su Radio Capital. “Non vogliamo sentir parlare di Conte ter, nulla di personale verso Conte, ma non abbiamo votato la fiducia pochi giorni fa e non è cambiato nulla. Abbiamo una maggioranza allargata con qualche cespuglio. Un governo che deve affrontare le sfide della pandemia non può basarsi su singoli senatori presi di qua e di là. Renzi ha aperto la crisi in un momento inopportuno ma sottolineando temi che non andavano e che erano sotto gli occhi di tutti”, ha concluso Toti.

10.20 – “La crisi non mi fa paura, sicuramente non serviva, non ha una grande spiegazione alla base, è un grosso dispiacere perché la vivo più come cittadino comune che come viceministro. Aspetto le decisioni che verranno, ma mi dispiace perché in questo momento agli italiani le crisi politiche interessano molto meno rispetto a quando potranno fare il vaccino”. Lo sottolinea il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri (M5S), ai microfoni dell”L’Italia s’è desta’ su Radio Cusano Campus, commentando agli effetti della crisi di governo sulla gestione della pandemia.

10.11 – Entrano nel vivo le consultazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la soluzioni della crisi di governo. Oggi al Quirinale salgono infatti le prime delegazioni di Gruppi parlamentari e partiti. Si inizia alle 10.30 con le Autonomie del Senato, poi alle 10.50 il Gruppo Misto sempre del Senato, alle 11.10 Azione, Più Europa e Radicali italiani, alle 11.30 il Misto della Camera e alle 11.50 il neonato Gruppo parlamentare Europeisti-Maie-Cd di Palazzo Madama. Nel pomeriggio alle si riparte alle 16.45 con Leu, quindi alle 17.30 e alle 18.30 il clou della giornata, con i rappresentanti, rispettivamente, di Iv e Pd.

10.05 – Nella notte il senatore Luigi Vitali ci ripensa e decide di ritornare in Forza Italia. Ieri sera l’ex sottosegretario alla Giustizia, a sorpresa, aveva annunciato il suo voto favorevole a un eventuale Conte ter. Poi, il nuovo colpo di scena e la decisione di rientrare all’ovile azzurro. A convincerlo, apprende l’Adnkronos da qualificate fonti azzurre, la telefonata di Silvio Berlusconi. Ma c’è chi assicura, riferiscono fonti parlamentari di centrodestra, che anche Matteo Salvini, abbia preso il telefono per fare ‘moral suasion’.

9.40 – “Nelle scorse ore ho avuto modo di interloquire con il Presidente del Consiglio Conte sottoponendogli l’urgenza e l’importanza per il Paese di una riforma complessiva della Giustizia dichiarando il mio appoggio ad un ritorno allo stato di diritto e di garanzie nel processo”. Lo afferma il senatore Luigi Vitali. “È inaccettabile -aggiunge- pensare che in un Paese civile siano stati aboliti i termini della prescrizione quando i processi hanno una media di durata al di la’ di tutti gli standard europei. Questo ragionamento condiviso con Conte- conclude- era nel solco di quanto gia’ dichiarato dal Presidente Berlusconi sull’apertura ad un Governo Istituzionale e a quanto dichiarato dal segretario Matteo Salvini circa la volonta’ di parlare con chiunque a patto che fossero messi al centro i contenuti di una piattaforma di Governo che prevedesse tra gli altri una riforma della Giustizia e Fiscale. Percorsi utili ed essenziali per evitare elezioni anticipate che tutt’ora ritengo insensate. Ribadisco dunque nessun appoggio politico al Conte Ter”.

9.30 – La premiership di Giuseppe Conte non è in discussione. Lo ha sottolineato la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ospite di ‘Agorà’ su RaiTre, spiegando che “il discorso di ieri del segretario del Pd Zingaretti non aveva un briciolo di ambiguità: il suo messaggio è arrivato chiarissimo, anche se gli iscritti al partito possono nutrire dubbi o perplessità. Non ho mai nascosto che possano esserci sensibilità diverse nel Pd, ma sul punto della premiership di Conte c’è estrema chiarezza. Se si cominciano a spostare le carte, cade il castello. Conte è stato un punto di equilibrio”. “Noi parliamo a quanti, eletti, si riconoscono in un programma. Un progetto di governo che deve uscire più forte altrimenti tutto questo non avrebbe avuto senso. Serve un rilancio importante, il presidente Conte ha dalla sua tre punti di forza: non è mai stato sfiduciato, ha dalla sua il gradimento personale molto alto e l’appoggio del Pd e del M5S”, ha affermato Zampa, che poi ha aggiunto: “Il M5S il partito di maggioranza relativa in Parlamento, gli eletti del M5S sono la maggioranza alla Camera e al Senato, è evidente che la scelta del prossimo premier e del governo è nelle loro mani. Il nostro sostegno è leale e importante. E’ evidente che vogliamo allargare la maggioranza e mi sembra che, visto quello che è accaduto, accaduto, un Paese non può vivere un crisi in questo momento”.

9.10 – Con Renzi non si tratta? “Non escludo nulla ma ci vuole un atto politico perché è scontato avere dubbi sulla affidabilità per il futuro”. Lo dice al Corriere della sera la senatrice del Pd Roberta Pinotti. “Quello che chiede il Pd è un’altra cosa: che si agisca con coerenza e affidabilità. Non si può tenere costantemente in fibrillazione la maggioranza”, spiega l’esponente de aggiungendo: “Siamo convinti che Conte sia il punto di equilibrio di questa maggioranza”; “dopodiché c’è il tema di una maggioranza solida…Bisogna allargare a tutti coloro che si riconoscono nelle forze europeiste. Un esempio di maggioranza è quello che ha portato all’elezione di Ursula von der Leyen”. Dunque anche a Forza Italia? “Direi di sì, abbiamo fatto una scelta comune in Europa”, risponde Pinotti.

9.05 – Dopo le dimissioni del premier, l’istituto Demopolis per il programma ‘Otto e mezzo’ ha chiesto agli italiani una valutazione sui 16 mesi del secondo governo Conte: a promuovere l’operato dell’esecutivo è il 41% dei cittadini, mentre per il 48% il giudizio è negativo. Il giudizio positivo sul premier risulta invece leggermente più alto, al 44%, rispetto all’esecutivo. Sono cinque i ministri più apprezzati del governo uscente. Al primo posto, con il 36%, il ministro della Salute Roberto Speranza seguito con il 33% dal titolare dell’Economia Roberto Gualtieri. Alla pari, al 32%, gli italiani indicano il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Al quinto posto Francesco Boccia, in prima linea in questi mesi nel complesso rapporto con le Regioni. Salute e scelte economiche restano il binomio cardine cui guarda da mesi l’opinione pubblica. La conferma giunge dall’apprezzamento espresso dagli italiani verso altri esponenti, particolarmente visibili, del Conte bis: sul podio dei viceministri e sottosegretari troviamo con il 34% Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute. Al secondo posto al 23%, Stefano Buffagni, viceministro dello Sviluppo Economico, seguito al 20% dalla sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa.

8.50 – “Come Cambiamo! abbiamo votato contro questo Governo non ritenendolo in grado di affrontare le sfide del Paese. Non credo che le cose siano cambiate, si lavora nell’ambito della stessa maggioranza e questa maggioranza non ha il nostro appoggio”. Lo ha affermato questa mattina il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e leader di Cambiamo! nel corso del suo intervento alla trasmissione The Breakfast Club di Radio Capital.

8.30 – Alle consultazioni c’è “l’obbligo di scandire bene le idee, per rispetto del presidente della Repubblica. Noi lavoriamo per l’interesse generale, per trovare punti di equilibro. Siamo al momento, al di là delle battute, in cui si deve dire quello che si pensa del futuro del Paese”. Lo ha detto Enzo Amendola a Omnibus, su La7. “Io non so interpretare Renzi, ma siamo chiamati ognuno a dire quello che pensiamo. Quando si sale al Quirinale, al di là dei temi, è evidente che si deve dire come si forma una maggioranza e l’unico punto di equilibro è quello di avere Conte con una coalizione larga, amplia, che si ricalca su quella da cui veniamo”, ha aggiunto il ministro delle Politiche Ue.

8.20 – “Noi crediamo che la maggioranza che speriamo si formi in queste ore abbia numeri molto più larghi. Per quello che bisogna fare, per le emergenze che abbiamo, fermarsi a 157-158 voti non è sufficiente. E’ un punto di onesta che abbiamo sin dall’inizio”. Lo ha detto il ministro delle Politiche Ue Enzo Amendola a Omnibus, che su una maggioranza Ursula aggiunge: “Io ho dei dubbi, vedo il centrodestra molto compatto non su una apertura e una collaborazione ma sulla richiesta unanime di elezioni anticipate. Credo che in Forza Italia siano ancora dentro un quadro a leadership Salvini-Meloni, non vedo segnali per lavorare”.

8.01 – “Io non lo so come andrà a finire questa crisi. So che difficilmente finirà con le elezioni anticipate, perché solo Giorgia Meloni le vuole veramente. Ma qualsiasi maggioranza si riesca a costruire, non sarà mai così solida e ampia da consentire l’approvazione delle riforme necessarie e di una nuova versione del Recovery Plan. Per garantire quelle servirà altro”. Così a Repubblica, Guido Crosetto, cofondatore di Fratelli d’Italia, secondo cui “il gruppo dei 5Stelle difficilmente potrà reggere soluzioni diverse da quelle che portano a Giuseppe Conte. Non perché lui sia un collante unico e indispensabile. Ma perché è il perno di un equilibrio precario. Se togli lui, tutto il resto crolla”.

7.36 – Matteo Salvini ha vivacizzato il quadro del centrodestra con una sterzata. “La prima opzione che portiamo al Colle venerdì è il voto, ma non è l’unica”, ha detto il leader della Lega. “A Mattarella diremo che le scene che stiamo vedendo sono aberranti, i senatori in vendita non è cosa dignitosa, chiederemo al capo dello Stato se questo Parlamento può garantire una maggioranza solida, se la risposta è sì, per me l’unica possibilità, all’interno di questo Parlamento, è un governo a guida centrodestra”, ha spiegatoSalvini.

7.27 – Matteo Renzi, da Facebook, ha puntato il dito contro la nascita del nuovo gruppo degli Europeisti. “Mentre in Parlamento assistiamo a un autentico scandalo – afferma il leader – che è quello di far passare delle persone non su un’idea ma su una gestione opaca delle relazioni, alla creazione di gruppi improvvisati, siamo qui a dire con forza che noi abbiamo rinunciato alle poltrone per far valere le nostre idee”. Il mantra ripetuto da esponenti del partito è ‘consultazioni senza veti’. “Non metteremo veti su Conte ma non c’è solo lui. Andremo al Colle senza fare nomi ma per discutere di temi. Di Maio? Noi non poniamo veti e non li subiamo, partiamo dal programma”, dice l’ex ministra Teresa Bellanova.

7.12. – La linea del Partito Democratico è stata illustrata dal segretario Nicola Zingaretti in direzione. “Condividiamo e sosteniamo, e su questo chiedo un mandato alla direzione, l’ipotesi di proporre al Presidente Mattarella un incarico al Presidente Conte per dare vita a un governo raccogliendo il suo appello nella direzione della responsabilità nazionale. Un Governo che possa contare su un’ampia base parlamentare”, le parole di Zingaretti, che si sofferma sul tema Italia Viva: “Per quanto mi riguarda – dice il leader Pd – il tema del rapporto con Italia Viva non ha nulla a che vedere con un aspetto di risentimento per il passato, ma di legittimi fondati dubbi sulla affidabilità per il futuro”.

7.00 – La crisi del governo Conte oggi ad una tappa cruciale. Seconda giornata delle Consultazioni al Quirinale. Il progetto di un esecutivo Conte ter fatica a decollare, nonostante la nascita del gruppo degli Europeisti, che oggi saranno dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in tarda mattinata, dopo il gruppo ‘Per le Autonomie’, gli esponenti del Misto, Azione e + Europa. Nel pomeriggio, si riparte con Leu, Italia Viva e il Pd.

(TIME LINE di AdnKronos)

Questa mattina al Quirinale sono stai ascoltati dal Presidente della Repubblica i seguenti gruppi parlamentari

ore 10.30 – Gruppo Parlamentare “Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)” del Senato della Repubblica

ore 10.50 – Gruppo Parlamentare Misto del Senato della Repubblica

ore 11.10 – Componenti del Gruppo Misto del Senato della Repubblica “+ Europa – Azione” e del gruppo Misto della Camera dei deputati “Azione – + Europa- Radicali italiani”

ore 11.30 – Gruppo Parlamentare Misto della Camera dei deputati

ore 11.50 -Gruppo parlamentare “Europeisti – MAIE – Centro Democratico” del Senato della Repubblica


Al Quirinale oggi pomeriggio si sono presentati in ordine:

ore 16.45 – Gruppo Parlamentare “Liberi e Uguali” della Camera dei deputati

ore 17.30 – Gruppi Parlamentari “Italia Viva – PSI” del Senato della Repubblica e “Italia Viva” della Camera dei deputati

ore 18.30 – Gruppi Parlamentari “Partito Democratico” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati


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