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I due minuti di Silvio Berlusconi all’Ucciardone

Si è avvalso della facoltà di non rispondere al processo Stato-Mafia

Quella di Silvio Berlusconi è una collezione infinita di imputazioni, che per la maggior parte non hanno avuto seguito per le legge ad personam dei suoi stessi governi.
Ma cinque procedimenti sono ancora in corso: si va dal finanziamento illecito dei partiti alla corruzione dei senatori Razzi e Scilipoti al processo escort, dall’inchiesta Ruby Ter, che comprende ben sette distinti procedimenti, fino a quello più grave di tutti: il concorso nelle stragi del 1992-93 nel quale è indagato insieme a Marcello Dell’Utri.

Berlusconi in aula bunker fa scena muta

Nell’aprile 2018 Dell’Utri, il fondatore di Forza Italia, è stato condannato in primo grado a 12 anni di reclusione, nel processo sulla trattativa tra lo Stato italiano e Cosa nostra. I suoi avvocati difensori hanno chiamato a testimoniare proprio l’ex Cavaliere, che ieri è entrato, a telecamere spente, nell’aula bunker del carcere di Palermo, Ucciardone, la stessa costruita appositamente per ospitare il Maxi processo conclusosi nel novembre 1987, ai tempi di Giovanni Falcone.
E’ entrato alle 11.19 e uscito alle 11.21: no, non è un refuso, ma la verità: due minuti!
Perché Berlusconi non ha detto una sola parola, evitando perfino di declinare le proprie generalità,se non: “Su indicazione dei miei avvocati, intendo avvalermi della facoltà di non rispondere”.
Eppure secondo i giudici Dell’Utri fu il “tramite” per veicolare la minaccia di cosa nostra attraverso le stragi allo stesso Presidente del Consiglio, condizionandone così l’azione contro la Mafia.
A imporre questa linea all’attuale presidente di Forza Italia è stato il suo avvocato di sempre, Niccolò Ghedini, cui ora si è aggiunto il principe del Foro Franco Coppi, l’avvocato di Giulio Andreotti.
L’atteggiamento di ieri al processo conferma che Berlusconi ha preso le distanze da ogni vicenda giudiziaria che coinvolga i suoi, abbandonandoli, come ora sta facendo con Dell’Utri, al loro destino. “Non potevo comportarmi in altro modo” ha spiegato.

Giancarlo De Palo

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