A Roma il primo club italiano Lynk & Co, vetrina della rivoluzione sharing
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Una concessionaria che non ha vetture esposte, per un brand automobilistico “che non vende il suo prodotto, cioè un’auto, bensì un servizio” ovvero l’utilizzo del veicolo. E’ questo – nelle parole di Alain Visser, CEO di Lynk & Co – il senso alla base del primo Club del marchio appena aperto in Italia, nel cuore di Roma. Una location prestigiosa, in Via del Corso, per uno spazio progettato in collaborazione con New Order Arkitektur, uno studio di design svedese, in cui l’enfasi non è sulla vettura – la 01, un suv ibrido costruito sullo stesso pianale della Volvo XC40 – bensì sul benessere (incluso un selfie-place-area-relax), principio fondamentale della ‘rivoluzione del car sharing’.
“Avremmo potuto comprare uno spazio pubblicitario – spiega Visser – invece, seguendo l’approccio del settore della moda, abbiamo scelto di aprire questo club nel centro di Roma, anche perché, pur essendo un marchio che opera al 99% online, vogliamo trasmettere emozioni, e quelle non si possono dare sul web. Così i club servono per dare un volto al nostro marchio, sono la location dove la gente scopre chi siamo: ma ci tengo a dire che nessuno dei Club ha un target di vendita, ho insistito su questo, come dimostra la scelta fatta proprio a Roma di non esporre nessuna vettura fisica. Qui però si potranno avere tutte le informazioni che si desiderano” scegliendo fra la formula della ‘membership mensile’, a costo fisso, tutto incluso, di 500 euro, oppure per l’acquisto della vettura.
Preannunciando per il secondo semestre 2022 l’apertura a Milano del secondo club in Italia – visto come un luogo dove vivere una brand experience a tutto tondo dei valori di sostenibilità e mobilità condivisa – il manager del marchio cino-svedese, di proprietà del gruppo Zhejiang Geely Holding, sottolinea con favore l’accoglienza ricevuta nel nostro paese con già 15 mila iscritti, “ci ha sorpreso l’accoglienza ricevuta senza marketing e pubblicità: così ci siamo detti se c’è un posto dove aprire un club senza neppure un’auto all’interno forse è l’Italia”.
“Al momento – aggiunge – abbiamo in tutta Europa 90 mila membri iscritti alla nostra community e abbiamo circa 55 mila ordini: le vetture circolanti sono 15 mila di cui 1500 in Italia”: quanto al cliente tipo, spiega il manager belga, “l’età media è sui 40 anni, ma soprattutto è gente ‘giovane’ come atteggiamento” nei confronti della mobilità, in grado di apprezzare le opportunità offerte dal servizio di condivisione della propria auto.
“In Italia questo servizio parte in queste settimana, ma già il 10% delle nostre vetture sono condivise: può sembrare un livello basso, ma è superiore al nostro target e poi è un’idea che deve ancora affermarsi, serve tempo” osserva Visser. “Con le possibilità di sharing si può abbattere il costo mensile della propria mobilità: tutto funziona via app, gli utenti aggiuntivi devono registrarsi ed essere autorizzati da Lynk & Co, a quel punto il titolare della membership mensile, che in Italia è scelta dal 95% dei nostri clienti, può mettere a disposizione la propria vettura, stabilendo prezzo e tempi”. Un modello innovativo che – sottolinea il Ceo – “è unico in tutta Europa, come il costo mensile” di un abbonamento che è rescindibile in qualsiasi momento.
(AdnKronos)
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