L’incertezza economica causata dai dazi USA potrebbe ridurre il PIL italiano nei prossimi anni
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Stefano Menghinello dell’Istat avverte che le nuove misure protezionistiche degli Stati Uniti rischiano di rallentare la crescita del PIL italiano nel 2025 e nel 2026
Secondo l’Istat, l’introduzione dei dazi voluti dal presidente statunitense Donald Trump sta generando crescente incertezza sull’evoluzione dell’economia globale, con ricadute dirette sul commercio internazionale e sull’inflazione. Durante un’audizione sul Documento di Finanza Pubblica (DFP) davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, Stefano Menghinello, Direttore del Dipartimento per le statistiche economiche dell’Istat, ha sottolineato i rischi derivanti dall’aumento dei costi commerciali.
Previsioni di crescita del PIL più contenute
Le simulazioni dell’Istat indicano che, a causa di questi dazi, il PIL italiano subirà una riduzione di 0,2 punti percentuali nel 2025 e di 0,3 punti nel 2026. L’incertezza legata alle tensioni commerciali, un apprezzamento dell’euro e una diminuzione della domanda globale influenzeranno negativamente l’economia, con ricadute anche sulla crescita dei paesi partner, tra cui l’Italia.
Il contesto economico: segnali positivi ma crescita debole
Menghinello ha spiegato che, nonostante le difficoltà, l’economia italiana continua a dare segnali positivi, anche se la crescita rimane debole. I dati relativi ai primi mesi dell’anno mostrano andamenti contrastanti tra i vari settori, mentre la fiducia di imprese e consumatori è influenzata dall’incertezza macroeconomica globale. Si attendono maggiori dettagli sulla crescita del PIL italiano per il primo trimestre del 2025 con la stima preliminare prevista per il 30 aprile.
L’importanza del Pnrr per sostenere la crescita
Nonostante le difficoltà, il governo italiano deve mantenere il suo impegno nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), essenziale per conseguire gli obiettivi di crescita programmati. Menghinello ha evidenziato che il quadro della finanza pubblica appare più consolidato, ma continua a essere influenzato dalle incertezze sul futuro della crescita economica.
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(con fonte AdnKronos)
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