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Negoziati tra Stati Uniti, Qatar ed Egitto per un cessate il fuoco a Gaza avanzano, ma Hamas rimane scettica. Israele continua le operazioni militari con attacchi su oltre 30 obiettivi nella Striscia

I colloqui di Doha, che si sono svolti sotto la mediazione di Stati Uniti, Qatar ed Egitto, hanno portato a progressi significativi verso un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. In una dichiarazione congiunta, i tre Paesi hanno descritto le discussioni come “serie e costruttive”, sottolineando che una proposta è stata presentata a Israele e Hamas. Questa proposta mira a ridurre il divario tra le due parti, basandosi sui punti di accordo raggiunti durante l’ultima settimana e sui principi enunciati dal presidente Biden e dalla risoluzione 2735 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La dichiarazione suggerisce che un accordo potrebbe essere implementato rapidamente, se le parti coinvolte accettano le condizioni proposte.

Tuttavia, nonostante l’ottimismo esibito dai mediatori, Hamas ha manifestato scetticismo. Una fonte del gruppo, citata da al-Jazeera, ha affermato che la proposta attuale non include impegni presi in un documento concordato il 2 luglio, il cui contenuto non è mai stato reso pubblico. Hamas accusa Israele di aver aggiunto nuove condizioni e di non mostrare segnali positivi che possano favorire un accordo. Il gruppo ribadisce la necessità di un ritiro completo delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza come precondizione per partecipare a futuri colloqui. Nonostante ciò, i mediatori internazionali continuano a lavorare per colmare il divario tra le parti.

Parallelamente ai negoziati, l’esercito israeliano ha intensificato la sua offensiva contro Gaza, colpendo più di 30 obiettivi nelle ultime 24 ore. Gli attacchi hanno preso di mira edifici utilizzati da gruppi terroristici, uomini armati e altre infrastrutture strategiche. Le truppe israeliane continuano a operare in diverse zone della Striscia, inclusi Rafah, Khan Younis e il corridoio di Netzarim. Nuovi ordini di sgombero sono stati emessi per i residenti di Khan Younis e Deir al-Balah, mentre le forze israeliane hanno ridotto ulteriormente le dimensioni della “zona umanitaria” dove i civili possono cercare rifugio. L’IDF ha inoltre segnalato la scoperta di diversi cunicoli e depositi di armi, confermando la neutralizzazione di un certo numero di combattenti di Hamas.

In risposta all’offensiva israeliana, Hamas ha lanciato un appello alla popolazione palestinese in Cisgiordania affinché reagisca con forza contro i coloni israeliani, che il gruppo accusa di condurre attacchi terroristici contro i civili palestinesi. Hamas descrive queste azioni come parte di un piano di sterminio orchestrato da Israele, promettendo che la resistenza palestinese continuerà finché il popolo rimarrà attaccato alla sua terra e ai suoi luoghi sacri.

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(con fonte AdnKronos)

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