Trump nel discorso sullo Stato dell’Unione punta a riconquistare l’opinione pubblica
Il presidente rivendica successi economici e linea dura su immigrazione e Iran, mentre i Democratici restano in silenzio e contestano dati e scelte politiche
Con la popolarità in calo nei sondaggi e il rischio di perdere il controllo repubblicano della Camera alle elezioni di novembre, Trump nel discorso sullo Stato dell’Unione ha puntato a riconquistare l’opinione pubblica. Il presidente Donald Trump si è presentato al Congresso per il primo Stato dell’Unione del suo mandato con un intervento durato 107 minuti, il più lungo mai registrato.
Accolto dagli applausi dei repubblicani e dal silenzio dell’ala democratica, Trump ha parlato davanti ai membri del Congresso, al gabinetto presidenziale, ai vertici militari e a quattro giudici della Corte Suprema. “La nostra nazione è tornata. Più grande, migliore, più ricca, più forte che mai. Questa è l’età dell’oro”, ha affermato in apertura, descrivendo un Paese in crescita e vincente.
Una narrazione che, secondo molti osservatori, appare difficile da sostenere in una fase in cui parte dell’elettorato ha rivisto il proprio giudizio sull’operato del presidente, soprattutto per la gestione dell’immigrazione e per le politiche economiche. I dazi introdotti dall’amministrazione, invalidati dalla Corte Suprema la scorsa settimana, hanno infatti contribuito ad aumentare il costo della vita senza produrre una riduzione significativa dell’inflazione. Trump ha definito la sentenza “sfortunata” e “totalmente sbagliata”, promettendo però una nuova soluzione tariffaria “ancora più forte”, evitando attacchi diretti ai giudici.
Nel corso dell’intervento, ha elencato quelli che la Casa Bianca considera i principali risultati del primo anno di presidenza, in particolare sul fronte economico. Ha citato la crescita dell’occupazione e l’aumento del 12% dell’indice Dow Jones, alternando dati di difficile verifica a dichiarazioni enfatiche.
Ampio spazio è stato dedicato all’immigrazione. Il presidente ha sostenuto che gli ingressi illegali siano diminuiti drasticamente sotto la sua amministrazione, affermando che negli ultimi nove mesi nessun immigrato clandestino sarebbe stato ammesso negli Stati Uniti e rivendicando quello che ha definito “il confine più sicuro nella storia americana”.
Sul piano internazionale ha concentrato l’attenzione sull’Emisfero Occidentale e sul ruolo che Washington intende recuperare. Riferendosi al Venezuela come a “un nuovo amico”, ha parlato dell’aumento della produzione petrolifera statunitense e dell’arrivo di oltre 80 milioni di barili di greggio venezuelano, senza entrare nei dettagli politici che hanno portato al cambiamento di leadership a Caracas.
Il tono del discorso è oscillato più volte tra celebrazione e scontro politico. Trump ha attaccato duramente i Democratici, accusandoli di bloccare i finanziamenti al Dipartimento per la Sicurezza Interna senza accettare nuove restrizioni agli agenti federali anti-immigrazione. I Dem, da parte loro, hanno ribadito di non voler sbloccare i fondi senza limiti più stringenti alle tattiche operative, mantenendo di fatto il dipartimento in shutdown.
L’unico momento di confronto diretto è arrivato quando la deputata Ilhan Omar ha interrotto il presidente accusandolo di mentire. Trump ha risposto invitandola a vergognarsi. Nel lungo intervento non ha invece fatto alcun riferimento ai due cittadini statunitensi uccisi a gennaio a Minneapolis durante operazioni dell’immigrazione.
Il presidente ha poi elogiato le politiche della sua amministrazione volte a ridurre l’assistenza ai minori transgender, sostenendo che nessuno Stato dovrebbe intervenire contro la volontà dei genitori. Le sue parole hanno suscitato nuove tensioni con l’opposizione, che ha reagito rimanendo in larga parte seduta.
Poco spazio è stato riservato alla guerra in Ucraina, citata brevemente nel giorno del quarto anniversario del conflitto. Trump ha affermato che gli Stati Uniti stanno lavorando per porvi fine, sostenendo senza fornire prove che ogni mese muoiano 25.000 persone. Più netto il passaggio sull’Iran: il presidente ha ribadito di preferire la via diplomatica, ma ha confermato l’intenzione di intervenire militarmente qualora Teheran proseguisse verso un’arma nucleare.
Su Gaza, il riferimento si è limitato alla liberazione degli ostaggi ancora in vita e alla restituzione dei corpi dei deceduti. Nel complesso, il discorso ha privilegiato i temi domestici rispetto alla politica estera, una scelta che i consiglieri del presidente collegano alla necessità di parlare agli elettori in vista delle elezioni di medio termine.
Tra gli ospiti di Trump figuravano Erika Kirk, vedova di Charlie Kirk, e membri della nazionale maschile statunitense di hockey su ghiaccio, oro olimpico. I Democratici hanno invece invitato vittime di Jeffrey Epstein e persone colpite dalle politiche migratorie dell’amministrazione. Diversi parlamentari dell’opposizione hanno disertato l’evento o hanno lasciato l’aula prima della fine; il deputato Al Green è stato accompagnato fuori dopo aver mostrato un cartello contro un contenuto razzista pubblicato sui social del presidente che coinvolgeva Barack Obama e Michelle Obama.
Alla conclusione dell’intervento, la risposta democratica è stata affidata alla governatrice della Virginia Abigail Spanberger, che ha accusato Trump di aver mentito sull’economia e di utilizzare l’immigrazione come strumento di distrazione politica, sostenendo che le sue politiche non rendono il Paese più sicuro.
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(con fonte AdnKronos)
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