Clan armati sfidano Hamas a Gaza: saccheggi, traffici e potere nelle mani di milizie locali
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Approfittando del caos e dell’indebolimento dell’autorità di Hamas, i clan armati storicamente legati al contrabbando prendono il controllo dei territori e dei convogli di aiuti
Nella Striscia di Gaza si sta consolidando un fenomeno parallelo al potere di Hamas: clan armati locali, operanti da anni in attività di contrabbando, stanno assumendo il controllo di interi quartieri e vie di comunicazione, comportandosi come milizie autonome. Secondo fonti delle Forze di difesa israeliane (Idf), riportate dal sito Walla, questi gruppi non solo saccheggiano magazzini e convogli umanitari, ma rispondono con le armi ai tentativi di repressione da parte di Hamas, ormai in difficoltà.
Il sito saudita Al Hadath conferma che Hamas ha perso il controllo della sicurezza interna, mentre bande organizzate rubano aiuti, assaltano abitazioni e minacciano la popolazione civile. In realtà, l’emersione di questi clan non è nuova, ma affonda le radici in una rete consolidata di traffici illeciti — armi, droga, sigarette, tecnologia — provenienti da Egitto e Israele, su cui Hamas aveva cercato nel tempo di esercitare una fragile mediazione, arrivando in alcuni casi a collaborazioni tattiche.
Tra i gruppi più influenti c’è il clan Abu Shabab, guidato da Yasser Abu Shabab della famiglia Tarabin, già attivo tra Rafah, il nord e il sud della Striscia. Il clan avrebbe assunto un ruolo ambiguo: protegge alcuni convogli umanitari, ma al contempo ne saccheggia altri. Hamas lo accusa apertamente di collaborazione con Israele.
Un altro gruppo storico è il clan Dughmush (o Dajmash), originario di Tel al-Hawa e al-Sabra a Gaza City. Coinvolto nel rapimento del soldato israeliano Gilad Shalit, ha avuto in passato scontri armati con Hamas. Il suo leader è stato ucciso nel 2024 con l’accusa di contatti con lo Stato ebraico.
Altri clan attivi comprendono:
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Abu Tir, attivo a Khan Yunis, legato al traffico dal Sinai.
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Al Kashk, radicato a Gaza City, vicino ad alcune autorità locali.
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Abu Risha, con base a Rafah, in contatto con gruppi salafiti.
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Shawish, più piccolo ma presente a Gaza.
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Baraka, affiliato ad al-Fatah, anch’esso attivo nella zona centrale della Striscia.
Secondo fonti della sicurezza israeliana riportate dal Jerusalem Post, la spinta di questi clan è più economica che ideologica: potere, risorse e influenza guidano le loro mosse, mentre l’instabilità favorisce il loro radicamento. L’indebolimento dell’autorità centrale ha trasformato Gaza in un territorio sempre più frammentato, dove la legge delle armi sembra prevalere su ogni altra forma di controllo.
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(con fonte AdnKronos)
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