Germania: l’intelligence dichiara l’AfD partito di estrema destra, possibile messa al bando
I servizi tedeschi alzano l’allerta: Alternative für Deutschland è incompatibile con l’ordine democratico. Si apre lo scontro politico e legale
L’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BfV) ha confermato la classificazione del partito Alternativa per la Germania (AfD) come formazione di estrema destra. Finora il partito era stato inserito nella categoria di “caso sospetto”, ma ora la valutazione è netta: l’intero partito è considerato incompatibile con i principi fondamentali della democrazia tedesca.
Secondo l’agenzia, l’AfD si fonda su una visione dell’essere umano basata su criteri etnici e di origine che viola il principio costituzionale dell’inviolabilità della dignità umana. Le posizioni assunte dai vertici del partito e le loro dichiarazioni hanno portato il BfV ad estendere la classificazione già applicata alle filiali regionali della Turingia, Sassonia e Sassonia-Anhalt a tutta la formazione.
Immediata la replica dell’AfD, che ha contestato duramente la decisione, definendola politica e priva di fondamento giuridico. Il vicepresidente Stephan Brandner ha annunciato che il partito valuterà un possibile ricorso legale la prossima settimana.
La nuova classificazione consente alle autorità di intensificare il monitoraggio del partito, attraverso strumenti già parzialmente attivi: sorveglianza delle riunioni, intercettazioni telefoniche, registrazioni e l’uso di informatori. Un ampliamento operativo che, secondo Der Spiegel, riapre il dibattito su una possibile procedura di messa al bando del partito da parte della Corte costituzionale di Karlsruhe.
Il ministro dell’Interno uscente Nancy Faeser ha difeso la legittimità dell’operato del BfV, sottolineando che non vi è stata alcuna ingerenza politica nella redazione del rapporto di oltre 1.100 pagine.
Anche il cancelliere Olaf Scholz ha commentato con prudenza, definendo il documento dell’intelligence dettagliato e fondato, ma si è dichiarato contrario a una procedura affrettata per il divieto dell’AfD, ricordando che la Corte costituzionale ha sempre respinto richieste simili in passato.
Sulla vicenda è intervenuto anche il leader della Lega Matteo Salvini, che ha parlato di “furto di democrazia”, esprimendo solidarietà al partito tedesco e sostenendo che, secondo i sondaggi, l’AfD sarebbe attualmente la prima forza nel Paese.
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(con fonte AdnKronos – in foto: la leader di AfD Alice Elisabeth Weidel)
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