Inquinamento dell’aria, primo trimestre 2025 da allarme rosso in 23 città italiane
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Isde Italia e Clean Cities: superati ovunque i limiti Oms e Ue per Pm10, Pm2,5 e NO2. Pianura Padana e grandi città tra le aree più colpite
L’aria nelle città italiane resta pericolosamente inquinata. Nel primo trimestre del 2025, i livelli di polveri sottili (Pm10 e Pm2,5) e biossido di azoto (NO2) hanno superato in modo sistematico i limiti stabiliti dall’Organizzazione mondiale della sanità e dalla nuova Direttiva europea 2024/2881. A denunciarlo è il report congiunto dell’Associazione italiana medici per l’ambiente (Isde Italia) e dell’Osservatorio sulla mobilità urbana sostenibile promosso da Clean Cities Campaign e Kyoto Club.
L’analisi, basata sui dati delle centraline Arpa-Appa in 26 città italiane, mostra una situazione definita “pessima”. A Torino Rebaudengo, ad esempio, non si è registrato un solo giorno con valori sotto i limiti dall’inizio dell’anno. Le criticità legate alle polveri sottili si concentrano nella Pianura Padana, mentre il biossido di azoto colpisce anche molti centri del Sud, dove pesano traffico urbano e, nei porti, le emissioni delle navi.
Secondo i dati, già dopo tre mesi del 2025 il limite europeo di 18 superamenti per il Pm10 è stato oltrepassato in 10 città, tra cui Milano, Parma, Modena, Vicenza, Padova e Torino. Peggio ancora rispetto alle indicazioni Oms, che fissano a 3-4 il numero massimo annuo di superamenti: solo Genova, Prato e Pescara restano al di sotto.
Per il Pm2,5, i dati risultano ancor più allarmanti: 8 città (tra cui Milano, Torino, Brescia e Bergamo) hanno già superato il limite attuale di 25 µg/m³, mentre tutte tranne Cagliari eccedono i nuovi limiti europei (10 µg/m³) e Oms (5 µg/m³). Situazione simile per il NO2, con valori molto elevati in centri urbani di varie regioni.
“L’inquinamento atmosferico è il principale rischio ambientale per la salute in Europa e in Italia”, affermano Roberto Romizi (presidente di Isde Italia) e Paolo Bortolotti (referente progetto inquinamento Isde), sottolineando l’aumento di patologie respiratorie, cardiovascolari, neurologiche e problemi riproduttivi.
A queste preoccupazioni si unisce l’appello alle istituzioni per un’azione urgente. “Servono politiche coraggiose, coerenti con le linee guida Oms – concludono –: il recepimento immediato dei nuovi limiti, investimenti in mobilità sostenibile e nella transizione energetica sono una priorità non più rinviabile”.
L’epidemiologo ambientale Fabrizio Bianchi (Cnr Pisa) avverte: “L’esposizione cronica sta erodendo la resilienza della popolazione. Ogni esitazione è un rischio per la salute pubblica”.
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(con fonte AdnKronos)
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