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Stop inquinamento luminoso, la Società Astronomica Italiana lancia petizione




Sono passati 700 anni dalla dipartita di Dante e la Società Astronomica Italiana (Sait) ha deciso di sfruttare le commemorazioni per il sommo poeta per attirare l’attenzione del pubblico sul problema dell’inquinamento luminoso. E per non lasciare cadere il problema, la Sait ha lanciato una campagna su change.org raccogliendo in poco tempo già 791 firme, ormai vicine all’obiettivo delle 1000 partecipazioni. “Gli Italiani hanno il privilegio di parlare la stessa lingua di Dante Alighieri ma stanno rischiando di non poter condividere le sue stesse esperienze. Le tre Cantiche della Commedia si concludono con la parola ‘stelle’ ed in particolare la prima con “… quindi uscimmo a riveder le stelle”. Il ‘veder le stelle’ sta diventando una frase fatta, non legata ad alcuna esperienza. Ciò a causa dell’inquinamento luminoso che ha cancellato la notte e il buio naturali” scandisce la Sait nella petizione su change.org.

In questo quadro, la Società Astronomica Italiana “intende esprimere la propria viva preoccupazione per i nuovi pericoli che si prospettano e invita gli studiosi e gli appassionati a condividerla in prossimità dell’equinozio d’autunno data nella quale, tenendo conto della riforma del calendario gregoriano, ricorre la scomparsa di Dante 700 anni fa”. L’inquinamento luminoso, spiega, “è, prima di tutto, un inquinamento ambientale, come sottolineato dall’Iucun, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Questo inquinamento potrebbe essere limitato, in attesa di auspicabili provvedimenti ancora più incisivi, applicando le specifiche leggi che sono state approvate da quasi tutte le regioni italiane”.

In questo contesto, la Sait chiede “che la Consip, la centrale di acquisto dei beni pubblici, stipuli convenzioni per illuminazione pubblica che mettano in primo piano una forte riduzione della luce artificiale notturna e il rispetto delle migliori leggi contro l’inquinamento luminoso”. Per gli astronomi e astrofisici della Sait “È fonte di preoccupazione che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che porterà a nuove attività di sviluppo industriale e sociale, non propone parallele iniziative di riduzione della luce artificiale, nonostante il Parlamento Europeo chieda una forte limitazione a questo inquinante nella Strategia per la Biodiversità 2030. È concreto quindi il rischio di un conseguente travolgente aumento dell’inquinamento luminoso”.

“La stessa diffusione di internet, oramai irrinunciabile nella nostra vita civile, sta portando – avverte la Sait- alla proliferazione di costellazioni di satelliti che rischiano di interferire distruttivamente sulla possibilità di osservare il cielo sia alle lunghezze d’onda del visibile che del radio. Si tratta di problematiche che sembrano andare più veloci della capacità di reazione della pubblica amministrazione”.

“Per questo è importante che il problema venga portato all’attenzione di tutti e, in particolare, dei Capi delle Agenzie Spaziali del G20
che si incontreranno a Roma nella sede di Asi il prossimo 20 e 21 settembre e dei leader dei paesi del G20, in occasione della Presidenza italiana. Poiché la Divina Commedia è strettamente connessa al cielo stellato, ci sembra che stia a noi che amiamo l’astronomia, commemorare in quest’anno il Poeta esprimendo la preoccupazione di un crescente e incontrollato inquinamento del cielo” scrive infine la Sait nella petizione.

(AdnKronos)

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