Israele e Usa: «Distrutto il 60% dei lanciamissili iraniani, l’offensiva continuerà»
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I vertici militari dei due Paesi parlano di risultati significativi contro l’arsenale di Teheran. Colpito l’80% delle difese aeree iraniane. Ma la minaccia missilistica non è ancora eliminata
I vertici militari di Israele e degli Stati Uniti sostengono che la campagna aerea contro l’Iran abbia già ottenuto risultati significativi nel ridurre la minaccia missilistica di Teheran, ma avvertono che l’offensiva è destinata a intensificarsi nei prossimi giorni, mentre continuano gli attacchi con missili balistici e droni contro Israele e gli Stati del Golfo.
Il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, il tenente generale Eyal Zamir, ha dichiarato che le ondate di bombardamenti hanno distrutto circa l’80% delle difese aeree iraniane e il 60% dei lanciamissili balistici. Allo stesso tempo ha avvertito che «la minaccia non è ancora stata rimossa».
Poche ore dopo le sue dichiarazioni, un nuovo attacco missilistico balistico ha colpito il centro di Israele. Secondo le autorità locali il missile, dotato di una testata a grappolo, ha provocato un incendio e danni materiali, ma non ha causato feriti.
Anche il comandante del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), l’ammiraglio Brad Cooper, ha parlato di un netto ridimensionamento delle capacità offensive iraniane. Secondo il militare, i lanci di missili balistici da parte di Teheran sono diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di guerra, mentre gli attacchi con droni si sono ridotti dell’83%.
Cooper ha spiegato che nella serata di giovedì bombardieri strategici B-2 statunitensi hanno sganciato decine di bombe penetranti da 2.000 libbre contro lanciatori di missili balistici nascosti in profondità nel sottosuolo. Gli attacchi hanno preso di mira anche strutture coinvolte nella produzione di missili.
In precedenza l’esercito israeliano aveva riferito di aver colpito centinaia di lanciatori iraniani in superficie, in grado di colpire le città israeliane. Secondo due fonti citate da Reuters, una seconda fase della campagna aerea potrebbe ora concentrarsi sui bunker sotterranei dove sono custoditi missili balistici e attrezzature militari.
I bombardieri B-2 statunitensi sono considerati fondamentali per questo tipo di operazioni, perché in grado di trasportare bombe anti-bunker progettate per penetrare le strutture sotterranee fortemente fortificate.
L’ammiraglio Cooper ha inoltre affermato che gli Stati Uniti hanno colpito almeno 30 unità navali iraniane dall’inizio delle operazioni militari.
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(con fonte AdnKronos)
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