Offensiva di terra delle milizie curde nel nord-ovest dell’Iran
Dopo giorni di bombardamenti statunitensi e israeliani, gruppi armati curdo-iraniani avrebbero avviato operazioni terrestri oltre il confine iracheno. Fonti americane citate dai media parlano di migliaia di combattenti coinvolti
Una offensiva di terra delle milizie curde nel nord-ovest dell’Iran sarebbe iniziata nella notte, aprendo un nuovo scenario nel conflitto scoppiato dopo gli attacchi aerei condotti da Stati Uniti e Israele contro il regime di Teheran.
Le prime informazioni sono state diffuse dall’emittente 24News e successivamente rilanciate da diversi giornalisti statunitensi. Secondo quanto riferito, un funzionario americano avrebbe confermato che una offensiva di terra delle milizie curde nel nord-ovest dell’Iran è effettivamente in corso. La notizia è stata citata anche da un corrispondente di Axios, che parla della conferma da parte di un alto funzionario degli Stati Uniti.
Ulteriori dettagli arrivano da Fox News: un suo reporter ha scritto su X che “migliaia” di combattenti curdi provenienti dall’Iraq avrebbero attraversato il confine per partecipare alla offensiva di terra delle milizie curde nel nord-ovest dell’Iran, citando una fonte ufficiale americana.
Lo sviluppo si inserisce nella strategia delineata da Washington nelle ultime settimane. Il presidente Donald Trump e il Pentagono hanno più volte ridimensionato l’ipotesi di un impiego diretto di truppe statunitensi sul terreno, pur lasciando aperta la possibilità di operazioni terrestri indirette. In questo quadro, il ruolo delle milizie curde appare centrale nel tentativo di sfruttare l’indebolimento dell’apparato militare iraniano dopo circa cento ore di bombardamenti.
Le indiscrezioni diffuse dai media statunitensi nelle ore precedenti indicavano già un coinvolgimento crescente delle strutture di intelligence. Secondo la Cnn, la Cia starebbe lavorando per armare gruppi curdi con l’obiettivo di favorire una sollevazione interna contro il regime iraniano. L’amministrazione Trump avrebbe inoltre avviato contatti con movimenti di opposizione iraniani e con leader curdi in Iraq per coordinare il sostegno militare.
I gruppi armati curdi iraniani dispongono di migliaia di combattenti schierati lungo il confine tra Iraq e Iran, soprattutto nell’area del Kurdistan iracheno. All’inizio dell’offensiva aerea israelo-americana, alcune di queste organizzazioni avevano già invitato i soldati iraniani a disertare.
La reazione di Teheran è arrivata attraverso il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, che ha dichiarato di aver lanciato decine di droni contro le postazioni dei gruppi curdi nelle zone di confine.
Le notizie sulla offensiva di terra delle milizie curde nel nord-ovest dell’Iran arrivano mentre prosegue il quinto giorno di guerra, segnato da bombardamenti sempre più intensi da parte di Stati Uniti e Israele. Il Pentagono sostiene che gran parte delle difese aeree iraniane sia stata neutralizzata.
“Controlliamo i cieli dell’Iran”, ha dichiarato il segretario alla Difesa Pete Hegseth annunciando l’avvio della seconda fase dell’operazione, destinata a colpire obiettivi più profondi nel territorio iraniano. Da Teheran, intanto, non arrivano segnali di apertura: le autorità continuano a ribadire che non parteciperanno ad alcun negoziato.
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(con fonte AdnKronos)
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