Famiglia nel bosco di Palmoli, il padre: “Accetteremo vostre regole pur di riavere i bimbi a casa”
“I miei figli vogliono tornare a casa. Faremo i lavori richiesti”. Il padre Nathan Trevallion annuncia che accetterà le richieste del Tribunale dei minorenni per riportare a casa i tre figli
Famiglia nel bosco di Palmoli, il padre rompe il silenzio e annuncia che si adeguerà alle richieste delle autorità italiane per poter riabbracciare i suoi tre figli, attualmente collocati in una struttura protetta dopo il provvedimento di allontanamento disposto dall’autorità giudiziaria.
In un’intervista rilasciata a La Repubblica, Nathan Trevallion racconta il dolore della separazione: “Sono tristi, dal primo giorno. E dal primo giorno mi dicono che vogliono venire a casa, questa casa. È il posto della nostra anima, per tutti e cinque. È stato il nostro paradiso per tre anni e non riesco ancora a capire perché ce l’hanno tolto”.
L’uomo afferma di aver deciso di conformarsi agli standard abitativi italiani, anche se non pienamente convinto. “Abbiamo deciso che accetteremo gli standard italiani. Lo farò, che ne sia convinto o no”, spiega.
Il progetto prevede l’ampliamento del casolare in cui la famiglia vive a Palmoli, con interventi strutturali richiesti dal Tribunale dei minorenni: l’integrazione di un bagno a secco, il rifacimento degli infissi, il collegamento alla rete elettrica e a quella idrica. “In Italia per vivere in cinque devi avere almeno 66 metri quadrati di alloggio, in Inghilterra basta la metà. E in Australia i bagni a secco sono la normalità da vent’anni”, osserva Trevallion, annunciando comunque l’avvio dei lavori di ristrutturazione secondo quanto disposto.
Anche sul fronte dell’istruzione dei figli, la famiglia nel bosco di Palmoli si prepara a un cambio di rotta. Trevallion conferma la rinuncia all’unschooling, ovvero l’insegnamento diretto da parte dei genitori, pratica che nel Regno Unito è consentita ma che in Italia non trova lo stesso inquadramento. “Chiuderemo con l’unschooling”, afferma. La famiglia manterrà invece l’homeschooling, scegliendo un istituto che offra didattica online.
A tre mesi dall’allontanamento, il padre distingue tra convinzioni personali e necessità pratiche. “Il cuore non è cambiato, penso sempre allo stesso modo, vogliamo tutti vivere in stretto rapporto con la natura. La mia testa, però, è cambiata, è stato necessario”, dice.
Rivendica inoltre la scelta di lasciare quella che definisce una realtà urbana segnata da cattive abitudini e rischi per i giovani. Racconta di aver vissuto in Olanda, Francia e Indonesia, svolgendo diversi lavori, dallo chef all’operaio fino al boscaiolo. “Ora voglio solo vivere nel bosco di Palmoli. Con la mia famiglia. Ci basterebbe il sole, la legna, l’orto, ma faremo tutto quello che lo Stato italiano ci ha chiesto di fare”.
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(con fonte AdnKronos)
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