Corte UE: gli Stati membri possono designare Paesi d’origine sicuri
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La Corte di giustizia dell’Ue esamina le implicazioni giuridiche della legge italiana sulla protezione internazionale e la designazione dei Paesi sicuri
Oggi, l’avvocato generale Richard de la Tour ha presentato le sue conclusioni alla Corte di giustizia dell’Unione europea, riguardanti l’applicazione del protocollo Italia-Albania sulla protezione internazionale. L’avvocato generale ha sottolineato che uno Stato membro dell’Ue può designare un Paese terzo come “Paese d’origine sicuro” attraverso un atto legislativo, ma è necessario che vengano rese accessibili le fonti su cui tale designazione si basa, al fine di garantire un controllo giurisdizionale effettivo.
Il caso riguarda due cittadini del Bangladesh, trasferiti in Albania nell’ambito del protocollo, la cui domanda di protezione internazionale è stata respinta in Italia. La decisione di rifiuto si è basata sulla legge italiana del 2024, che considera l’Albania un “Paese sicuro”. Tuttavia, il Tribunale ordinario di Roma ha sollevato la questione se tale legge indichi le fonti utilizzate per la designazione.
De la Tour ha confermato che, sebbene uno Stato membro possa designare un Paese terzo come sicuro, il giudice nazionale che esamina una richiesta di protezione deve poter accedere alle fonti utilizzate per la designazione. La mancanza di accesso a tali fonti impedirebbe un controllo giuridico adeguato, vanificando le garanzie previste dalla direttiva 2013/32 Ue.
L’avvocato generale ha inoltre affermato che la direttiva non impedisce la designazione di un Paese come sicuro, purché lo Stato membro escluda esplicitamente categorie vulnerabili da tale presunzione di sicurezza. Tuttavia, tale designazione deve essere basata su un regime giuridico e politico che garantisca una protezione duratura contro rischi di persecuzioni o violazioni dei diritti umani.
Le conclusioni dell’avvocato generale non sono vincolanti, e la Corte di giustizia dell’Ue emetterà una sentenza definitiva in una fase successiva.
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(con fonte AdnKronos)
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