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Vaccino Covid, tilt prenotazioni in Umbria: cittadini imbufaliti sui social




Da questa mattina in Umbria è possibile prenotare il vaccino anti Covid “per gli over 80 nati da febbraio a dicembre 1941, nel 1939 e negli anni precedenti. La loro vaccinazione, con vaccino Pfizer, inizierà lunedì 1 marzo e proseguirà nei mesi di aprile e maggio”. Lo annuncia la Regione Umbria sulla propria pagina Facebook, ma il sito va subito in tilt e sui social scoppia la bufera perché tanti cittadini non riescono a prenotare. Così figlie e nipoti dei ‘nonni’ sono andati nel panico e hanno preso d’assalto il profilo Facebook della Regione. Lentamente il sistema è poi ripartito.

“Preciso anche che ovunque c’è scritto che si possono prenotare quelli nati da febbraio a dicembre del 1941 … ma quando inserisco il codice fiscale mi dice che l’assistito NON è prenotabile! Quindi????? Che dobbiamo fare? Numero verde in tilt, buffoni”, scrive una cittadina in un commento. “Mi sono collegata alle 8 e 30 ho fatto tutti passaggi alle 8 e 30 e 50 secondi il sistema mi dà che non ci sono posti liberi per le preferenze selezionate”, rilancia Federica C. E si continua su questo tono: “Sono passate due ore e la prenotazione per i nati nel ’41 risulta ancora non abilitata. E’ possibile aggiornare il sistema, per favore”, chiede Ilaria B.

“Io sto cercando di prenotare per mia nonna nata nel 1930, riesco ad arrivare alla fine, ma mi dice che non ci sono posti disponibili per le preferenze selezionate, sono già terminati? La prima prova l’ho conclusa alle 8.40. E’ possibile o non è ancora stato aggiornato il sito, perché all’inizio 1941 e non anni precedenti?”, chiede Layla. Filippo M. attacca: “Nel 2021 manco i siti internet sapete fare? Potrei chiedervi quali sono le qualità per cui siete alla guida della regione? 18 mesi e ancora devo trovare mezza motivazione valida”.

“Ci stanno arrivando tante segnalazioni sulle problematiche riscontrate nelle prenotazioni dei vaccini sul portale della Regione Umbria. Il percorso è difficile, non si riesce ad andare oltre e alla fine dopo che si aspettato molto non c’è la prenotazione. Tanti ostacoli per chi vuole prenotarsi”, denuncia all’Adnkronos Salute Miranda Parroni, responsabile del Tdm-Cittadinanzattiva Perugia. “Quello che rispondiamo ai cittadini è di riprovare, resistere e continuare perché è l’unico modo per prenotarsi”, aggiunge.

“Si stanno registrando file fuori davanti alle farmacie – riferisce – perché le persone anziane ci vanno il primo giorno disponibile per prenotarsi. C’è quindi un problema di accesso al sistema, ma siamo anche preoccupati per i vaccini, ovvero che non ci siano”. “Da parte delle istituzioni c’è un silenzio assordante – rimarca la responsabile del Tdm – sarebbe invece utile che ascoltassero le associazioni che operano nella sanità e hanno sicuramente l’esperienza che mi pare manchi”.

“Già all’apertura della farmacia c’erano duemila prenotazioni e il sistema si è bloccato. A partire da oggi, infatti, è stata data la possibilità di prenotare, senza un criterio di selezione, sia agli anziani over 80 sia a chi lavora in scuole e università. Questo ovviamente ha creato un vero e proprio ingorgo”, lamenta Augusto Luciani, presidente di Federfarma Umbria, l’associazione dei farmacisti che raccolgono, nelle loro farmacie, il 50% delle prenotazioni della Regione mentre l’altro 50% è gestito dai Cup delle Asl, due modalità che confluiscono in un unico sistema regionale.

“Nella prima fase della vaccinazione anti-Covid – spiega Luciani all’Adnkronos Salute – le prenotazioni erano regolate per anno di nascita. Prima è stata data la possibilità di prenotarsi alle persone nate nel 1940 e gennaio 1941. Questo ha reso gestibile il flusso delle prenotazioni. Da oggi, invece, possono prenotarsi tutte le classi di età over 80, insieme agli insegnanti e, come era prevedibile si è creato un tappo”.

A questa ‘disorganizzazione’, ammette Luciani, “non siamo abituati. Come farmacisti siamo organizzatissimi. Si pensi che nel giro di un giorno abbiamo attivato la possibilità di fare i tamponi in farmacia. E anche la prenotazione tra i nati nel 1940 e gennaio del 1941 è stata organizzata rapidamente. Purtroppo in questi giorni non siamo stati interpellati e ci ritroviamo a dover gestire una pressione inattesa”, aggiunge Luciani che chiede una maggiore comunicazione con gli operatori.

“Se avessimo saputo, per esempio, che da oggi la prenotazione sarebbe stata da ‘liberi tutti’ avremmo almeno impiegato una forza lavoro maggiore che sarebbe stata comunque utile seppure il problema è legato al sistema informatico regionale”.

“Sull’andamento del piano vaccinale in Umbria non abbiamo numeri certi, la situazione reale non è chiara come l’avvio delle prenotazioni. Ora la scusa dell’amministrazione per questo flop è che mancano le dosi e la presidente Tesei ne ha chieste 50mila in più. Ma la verità è che è colpa della disorganizzazione, in più di un anno non è stato fatto nulla. Pensavano di cavarsela e invece ci sono stati i focolai e le varianti. In più, ancora non hanno vaccinato tutti gli operatori sanitari”, denuncia all’Adnkronos Salute Tatiana Cazzaniga, segretaria generale della Fp Cgil dell’Umbria.

“C’è un grave carenza di personale sanitario – prosegue – sono stati assunti solo 23 operatori sanitari, medici e infermieri tra il 2019 e il 2020, un dato che ci hanno dato loro, in Toscana 2.890. Di che parliamo? Non è che l’Umbria ha un destino cinico e baro, ma è chiaro che c’è un problema di gestione che oggi vediamo anche con la campagna vaccinale”.

(AdnKronos)

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