Zelensky: la flotta russa abbandona la Crimea
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Il presidente ucraino rivela i successi nella controffensiva di Kiev
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha condiviso risultati sorprendenti ottenuti dalle forze armate ucraine nella loro controffensiva contro le truppe russe. Secondo Zelensky, la flotta militare russa non è più in grado di operare nella parte occidentale del Mar Nero e sta gradualmente abbandonando la Crimea. Questi sono i principali punti evidenziati dal leader ucraino:
La flotta russa in ritirata: La flotta militare russa non è più in grado di operare nella parte occidentale del Mar Nero, e le forze russe stanno abbandonando gradualmente la Crimea.
Base sicura per i terroristi russi: Per i terroristi russi non esiste più una base sicura né una via logistica completamente affidabile in Crimea e nelle zone occupate delle coste del Mar Nero e di Azov.
Sentimento filo-ucraino in aumento: Nonostante il controllo russo, il sentimento filo-ucraino in Crimea sta diventando più aperto.
Ripristino dell’importanza del Mar Nero: L’Ucraina è riuscita a restituire al Mar Nero il ruolo di arteria di sicurezza, da cui dipende la stabilità alimentare globale.
Lotta contro l’impunità russa: Il più “prezioso” dei risultati è il progresso nella lotta contro l’impunità della Russia. L’obiettivo dell’Ucraina è la completa de-occupazione della loro terra, compresa la Crimea.
Piano di distruzione del Ponte di Kerch
Kiev ha anticipato la distruzione del Ponte di Kerch, il collegamento tra la Russia e la Crimea, un’azione pianificata “a tempo debito, quando sarà necessario”. A differenza della Russia, ha aggiunto, l’Ucraina non ha bisogno di attaccarsi al simbolismo..
Accuse di un coinvolgimento occidentale nell’attacco al ponte
Un funzionario russo in Crimea ha accusato la CIA, l’MI6 e il servizio di sicurezza ucraino (SBU) di aver collaborato all’attacco contro il Ponte di Crimea con droni navali nel luglio scorso. Vladimir Konstantinov ha sostenuto che l’Ucraina non avrebbe potuto effettuare tale attacco da sola. Ha citato un articolo del Wall Street Journal come prova, che suggeriva il coinvolgimento di agenzie di intelligence occidentali nel raid contro il ponte. La SBU aveva precedentemente rivendicato l’uso di droni marini sperimentali nell’attacco.
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(con fonte AdnKronos)
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