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Nel 2022 il Conou-Consorzio Nazionale Oli Usati ha raccolto 181mila tonnellate di olio lubrificante usato: la totalità del raccoglibile. Del raccolto, oltre il 98% è stato rigenerato, con la produzione di ben 118mila tonnellate di nuove basi lubrificanti e di oltre 38mila tonnellate di bitumi e gasoli. L’attività ha avuto effetti positivi in termini economici e sociali: un risparmio di circa 130 milioni di euro sulla bolletta petrolifera per importazioni di greggio evitate, un impatto economico rilevante e lavoro per 1.216 persone tra occupazione diretta e indotto. Sono i dati del Rapporto di Sostenibilità del consorzio, presentati oggi a Roma, che confermano come la filiera degli oli minerali usati rappresenti un’eccellenza dell’economia circolare non solo in Italia ma anche in Europa, dove mediamente si rigenera il 61% dell’olio usato raccolto e una grande parte di esso viene bruciata.

Risultati che sono frutto dell’impegno di una rete capillare di raccoglitori col marchio che ha ritirato l’olio da circa 103mila siti tra officine e industrie, distribuiti su tutto il territorio nazionale, e delle due aziende di rigenerazione che danno i loro contributo decisivo alla chiusura del cerchio. In un’ottica di continuo perfezionamento delle modalità di rendicontazione, per l’elaborazione del Rapporto 2022, predisposta con il supporto di Deloitte Italia e la revisione di Ernst&Young, è stato adottato per la prima volta l’approccio ‘in accordance’, secondo gli Standard internazionali della Global Reporting Initiative (Gri Standards).

“I processi di circolarità per l’uso efficiente delle risorse nello sviluppo di tecnologie e know-how organizzativo applicati nella filiera del Conou hanno permesso di creare una catena di valore per l’ambiente, l’economia e la salute umana senza eguali in Europa. Grazie al ruolo svolto dal Consorzio come bilanciatore, arbitro e controllore della sua filiera di 60 aziende sul territorio nazionale, neppure una goccia di un rifiuto pericoloso viene dispersa nell’ambiente, ma tutto viene rigenerato e trasformato in una nuova preziosa risorsa”, spiega Riccardo Piunti, presidente del Conou. “L’Italia è uno dei Paesi d’Europa, in questo caso del mondo, che ha una capacità di riciclo elevata e questo è nato dall’attenzione ai livelli locali, alla raccolta differenziata; è nato dall’iniziativa di fare meglio ciò che noi riusciamo già a fare. Siamo un Paese che non ha materie prime, un Paese che fa dell’ingegno la propria forza. Ebbene il Conou credo sia la dimostrazione di come si possa costruire un qualcosa di importante per il Paese, che ci porta a primeggiare in ambito europeo”, rimarca Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

Operante dal 1984, il Conou è stato il primo ente italiano nazionale dedicato alla raccolta e al riciclo di un rifiuto pericoloso, l’olio minerale usato, ovvero ciò che rimane alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti, che solo se raccolto e smaltito correttamente può trasformarsi in un’importante risorsa, con effetti positivi sulla qualità dell’ecosistema e sulla salute dell’uomo.

Più nel dettaglio dei dati contenuti nel report, nel 2022 le imprese del sistema Conou confermano un tasso di rigenerazione vicino al 100% sul totale dell’olio raccolto; la leggera diminuzione della quantità di olio raccolto rispetto al 2021 è in linea con il trend nazionale che ha visto una progressiva riduzione del consumo di oli lubrificanti (-41% dal 2000 al 2022), principalmente dovuta all’evoluzione tecnologica e, per il comparto industriale, anche al rallentamento della produzione industriale, alla crisi pandemica e al conflitto russo-ucraino. Delle 181mila tonnellate raccolte nel 2022, 86mila (47% del totale) sono derivate dalla cosiddetta micro-raccolta, ossia da quei prelievi di piccoli quantitativi di olio usato che, pur non sempre remunerativi, vengono sempre recuperati (sempre a titolo gratuito) grazie ai sistemi contrattuali che legano i Concessionari raccoglitori al Conou. L’88% della richiesta di raccolta dell’olio usato è pervenuta, appunto, dalle officine (prelievi molto più frammentati), mentre il 12% dall’industria. La media di olio raccolto è pari a circa 3 Kg per abitante, giungendo a 3.9 Kg/ab. al Nord, 2.6 Kg/ab. al Centro e 2.1 Kg/ab. al Sud e isole.

Nel 2022, rileva il Rapporto, il sistema Conou, oltre ad aver evitato l’immissione in atmosfera di 64mila tonnellate di CO2 equivalente, ha permesso di conseguire una serie significativa di benefici in termini di tutela ambientale e salute umana rispetto al sistema alternativo che parte dall’estrazione e raffinazione del petrolio per produrre basi lubricanti: 86% di combustibili fossili risparmiati; 29% di acqua risparmiata; riduzione del 77% di sfruttamento del suolo; 84% di unità tossiche con effetti cancerogeni evitate; abbattimento del 91% dell’incidenza di malattie dovuta all’emissione di particolato; 84% in meno di emissioni di anidride solforosa (responsabile delle ‘piogge acide’); 90% in meno di emissioni di clorofluorocarburo11 (gas responsabile dei danni allo strato di ozono).

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(AdnKronos)


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