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LIVE Crisi: Draghi consultazioni con parti sociali VIDEO DICHIARAZIONI




L’appoggio al governo Draghi è largo. Chiuso il secondo giro di consultazioni, l’ex presidente della Bce – che durante i colloqui avrebbe garantito che le tasse non si alzeranno e ha escluso la flat tax – ha incassato il sì di Fi, Pd, Lega e M5S che non risparmia un colpo di scena. L’unico stop resta quello di Fdi. Il premier incaricato intanto oggi vedrà le parti sociali.

Il programma di oggi

Questo il calendario: 10.30, Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome Anci -Upi; 11, Abi; 11.20 Ania; 11.40 Confindustria; 12,10 Confapi – Confederazione italiana piccola e media industria privata; 12.30 Cgil-Cisl-Uil; 13.15 Ugl; 14.45, Unioncamere; 15.05 Coldiretti-Agrinsieme; 15.35 Confcommercio; 16 Confesercenti; 16.20 Confartigianato – Cna Confederazione nazionale dell’artigianato- Casartigiani; 16.55 Alleanza delle cooperative italiane (coordinamento nazionale di Confcooperative, Legacoop e Agci) – Ue.Coop – Unione europea della cooperative; 17.30 Wwf Italia-Greenpeace Italia-Legambiente.

GLI INTERVENTI DI OGGI IN VIDEO E TESTUALE – TIMELINE

REGIONI – ANCI – UPI

REGIONI

”Come conferenza delle Regioni abbiamo indicato due priorità assolute: la prima è quella della lotta alla pandemia, che rispetto allo scorso anno vede uno strumento nuovo e decisivo, i vaccini. Quindi abbiamo offerto tutta la nostra collaborazione affinché la campagna vaccinale sia la più rapida e incisiva possibile”. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini al termine delle consultazioni con il presidente incaricato Mario Draghi.’ ‘Ringraziamo Draghi per averci incontrato, non era scontato – ha aggiunto Bonaccini – e per noi che rappresentiamo i territori è un fatto molto importante”. Inoltre “abbiamo chiesto un incontro urgente al presidente, augurandoci che il governo nasca il prima possibile, perché su questo non eravamo riusciti a incontrare il presidente Conte” e ”perché, avendo davanti poche settimane, serve una più concertata e condivisa collaborazione. Nessun governo senza la compartecipazione degli enti locali può riuscire a mettere a terra in pochi anni oltre 200 miliardi di euro”. Il piano di ripesa e resilienza, ha precisato, vede ”strumenti formidabili dal punto di vista della quantità di risorse, è un fatto storico, un piano formidabile per poter mettere a terra oltre 200 miliardi di euro, che serviranno al questo paese per avere una grande capacità di ripresa”.

ANCI

”In quanto sentinelle del territorio siamo consapevoli delle difficoltà del momento, e con molta discrezione abbiamo voluto dare alcuni spunti per traghettare il paese verso un nuovo futuro. Già ad agosto abbiamo offerto una nostra proposta al governo sull’utilizzo dei fondi del Recovery perché siamo consapevoli che il rilancio economico e sociale del Paese non può fare a meno della complessa articolazione e delle competenze e anche delle funzioni strategiche che ci sono nelle nostre città”. Lo ha detto il presidente dell’Anci Antonio Decaro al termine delle consultazioni con il presidente incaricato Mario Draghi. ”La nostra capacità di mediazione, quella dei sindaci tra questi bisogni e la capacità di dare risposte a bisogni e aspirazioni credo che possa essere utile anche per il governo”, ha aggiunto. ”Abbiamo presentato il nostro piano, sono dieci interventi, si chiama ‘Città Italia”’, ha spiegato Decaro. ”Al presidente Draghi abbiamo offerto insieme con le Regioni la nostra collaborazione sul piano nazionale di vaccinazione. Ci siamo messi a disposizione su un tema che non è di nostra competenza, la possibilità di recuperare con i centri estivi un gap dal punto di vista della formazione, una sorta di ristoro educativo nei confronti dei ragazzi che hanno subito per primi la crisi in questi mesi”, ha aggiunto. E ”abbiamo chiesto la possibilità di avere un unico interlocutore all’interno della compagine di governo, senza tracciare profili, per avere una collaborazione stretta con il sistema delle autonomie locali e permettere al sistema delle autonomie locali di poter partecipare a questa grande sfida per superare l’emergenza e far ripartire il nostro Paese”.

UPI

”Abbiamo avuto l’impressione che le riflessioni che abbiamo portato al presidente siano state di grande interesse e che il governo che si va insediando abbia la consapevolezza di avere il bisogno un esercito civile diffuso in tutta Italia, sindaci, amministratori locali, presidenti di Regione che facciano la propria parte e poi attuino questa sfide che sono quella della vaccinazione e quella di questi nuovi investimenti ”. Lo ha detto il presidente dell’Upi Michele De Pascale al termine delle consultazioni con il presidente incaricato Mario Draghi. ”Vorremo evitare che si ripetano tragedie come quella del ponte di Genova, purtroppo la situazione dei ponti e dei viadotti nel nostro Paese è in grandissima difficoltà. Le Province gestiscono il 70% della rete viaria, questa è l’occasione per mettere a norma tutte le infrastrutture del nostro Paese che sono a rischio”, ha detto ancora De Pascale aggiungendo: ”In questo paese la situazione delle scuole da un punto di vista edilizio è una forte criticità, lo abbiamo visto durante la pandemia. Il recovery plan è l’occasione per dire ai cittadini italiani che non ci sarà mai più una scuola non a norma da un punto di vista sismico”. Infine De Pascale ha chiesto che sia portata a termine la riforma del Tuel avviata dal governo Conte.


CONFINDUSTRIA

”Abbiamo espresso al presidente incaricato il nostro più convinto sostegno all’azione che dovrà intraprendere e la viva speranza che il consenso parlamentare riservato al suo programma sia ampio e solido”. Lo afferma il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, al termine delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. “Confindustria non intende alimentare nessuna indiscrezione sul programma del presidente incaricato. Non solo per l’assoluto rispetto che abbiamo nei confronti di Draghi ma anche perché convinti che il programma deve diventare pubblico solo quando lo illustrerà al Parlamento”, ha aggiunto Bonomi sottolineando che ”c’è molto da fare e bisogna farlo presto e bene. Abbiamo provveduto a informare Draghi sulle posizioni che Confindustria ha assunto nell’ultimo anno su tutti i maggiori temi che rimangono irrisolti nell’agenda del paese”.

 


ABI

Le banche sono molto impegnate e molto preoccupate per quello che possono essere i rischi che possono toccare le imprese in difficoltà a seguito della pandemia e che, conseguentemente alle imprese, possono toccare le banche stesse”. Lo ha detto Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, al termine dell’incontro di oggi nell’ambito delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. “Abbiamo chiesto al presidente incaricato che le moratorie non vengano interrotte anzitempo, che abbiano durata più lunga della pandemia e che, quando sarà finalmente conclusa, vengano ridotte gradualmente, senza immediatezza, senza integralismi e automatismi, perché occorrerà dare tempo alle imprese, in una situazione di ritrovata normalità, per riprendere a lavorare in maniera ordinaria”, ha fatto sapere ancora Patuelli speiagndo che in questo modo le imprese avranno “il tempo di ripagare con gradualità e senza strattonamenti i debiti che hanno contratto negli anni della pandemia e in quelli in cui hanno chiesto le moratorie”. Sul tema, ha poi aggiunto, “il presidente si è dimostrato molto consapevole della problematica e della situazione e dei rischi dei crediti ‘deteriorandi’” cioè guardando a quelli “non al passato, ma alla potenzialità del futuro”.


ANIA

“Il contributo che gli assicuratori possono dare poggia su due pilastri della nostra industria: la protezione dei cittadini e delle imprese laddove il governo non arriva, in una partnership tra pubblico e privato e l’altro con gli investimenti di medio e lungo termine che sono la caratteristica dell’investimento nel mondo delle assicurazioni”. Lo ha detto la presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina, al termine dell’incontro di oggi nell’ambito delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. “Questi due grossi temi, importanti per la ripresa e la resilienza del Paese, dovranno essere accompagnati, soprattutto gli investimenti, dalle riforme necessarie per renderli utili all’interno delle nostre gestioni. Noi – ha concluso Farina – saremo presenti, faremo di più di ciò che facciamo oggi e seguiremo con attenzione gli sviluppi”.


COLDIRETTI

“E’ stato un incontro assolutamente proficuo, interessante su quelle che saranno le tematiche di sviluppo per la filiera agroalimentare del nostro Paese”. Lo ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini al termine delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. “Siamo partiti dall’esaltare il ruolo che l’agroalimentare potrà giocare nel prossimo futuro in termini occupazionali – ha aggiunto Prandini- abbiamo rappresentato al presidente incaricato Draghi la possibilità che l’agricoltura e la filiera agroalimentare siano in grado di generare nei prossimi anni, un milione di nuovi posti di lavoro e contestualmente puntare sulla sostenibilità, sulla digitalizzazione, sull’autosufficienza produttiva ma anche nel rappresentare le grandi possibilità di recupero economico che oggi ci viene sottratto a livello mondiale tramite l’italian sounding che vale 100 miliardi di euro, e grazie a politiche inerenti al tema infrastrutturale che nostro paese potrà tornare a rappresentare con forza grazie anche alle risorse del Recovery”.

UNIONCAMERE

Rafforzare l’assistenza alle imprese nel quadro della sostenibilità e digitalizzazione: è quanto ha sottolineato il vice presidente vicario di Unioncamere, Andrea Prete, nell’incontro con il Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, assicurando il sostegno del sistema camerale alle politiche del Governo. “Sei imprese su dieci sono ancora ai primi stadi dell’economia 4.0 – ha spiegato Prete – e in un caso su 3 fanno fatica a trovare lavoratori con competenze digitali”. L’Unioncamere ha proposto l’istituzione di uno strumento in grado di ascoltare esigenze e bisogni delle piccole imprese e di affiancarle ed accompagnarle nella ricerca delle competitività sul modello dell’americana ‘small business administration’. “Nonostante il più alto numero in Europa di piccole e medie imprese – ha detto Prete – in Italia manca un sistema di policy stabili ad esse rivolte”. Fari anche sulla semplificazione della pa: “abbiamo bisogno di semplificarci la vita: in un momento in cui attendiamo molte risorse rischiamo di non poterle spendere nella palude burocratica che assilla il paese”, afferma. Necessario anche “uno snellimento della giustizia civile”, chiede l’associazione che riunisce le Camere di commercio, ricordando che ormai da anni le Camere di commercio sono luogo di conciliazione di controversie. “Noi siamo a disposizione del governo per dare una mano”, afferma, sottolineando che aver trovato “condivisione” da parte di Draghi. Unioncamere tra gli altri temi toccati ha inoltre chiesto “un ulteriore differimento di un anno” per l’avvio del nuovo organismo per le crisi di impresa “perché rischiamo, visto il periodo, di registrare un aumento delle aziende in difficoltà e sarebbe il caso prima attivarlo avere qualche passaggio in più”.

CONFESERCENTI

La Confesercenti si è fatta “portavoce di questo mondo che chiede di poter tornare a riaprire in sicurezza, magari rivedendo anche dei protocolli”. Così la presidente di Confesercemti Patrizia De Luise, al termine dell’incontro con il Premier incaricato Mario Draghi rispondendo a una domanda se fosse stato affrontato il tema di una possibile nuova impostazione rispetto alle chiusure dei pubblici esercizi, in relazione all’emergenza pandemica. “L’abbiamo fatto ben presente, – ha detto De Luise- è un’istanza che ci vien forte da questo mondo, ovviamente l’utima parola ce l’avrà il virus”.

CONFCOMMERCIO

“Nell’incontro con Draghi abbiamo sottolineato la situazione drammatica delle imprese del commercio e della ristorazione, del turismo e della cultura, dei servizi e dei trasporti: le più colpite dalla pandemia. Rischiano la chiusura oltre 300 mila imprese”. E’ quanto ha affermato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli al termine delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. “Quindi ristori tempestivi ed adeguati alle effettive perdite di fatturato e proroga ampia della cassa covid senza contribuzione addizionale e senza distinzioni dimensionali” ha aggiunto Sangalli nel riferire le richieste di Confcommercio. Sangalli ha raccomandato anche “una rapida campagna vaccini per ripartire in sicurezza”. “Occorre un deciso cambio di passo e massima tempestività per contrastare l’emergenza e azzerare le tensioni i sociali. – ha spiegato – Insieme bisogna lavorare per il futuro del Paese”. “Per questo abbiamo chiesto che il piano di ripresa sia accompagnato da una stagione di riforme e dia spazio ai progetti di rilancio” ha aggiunto. Inoltre, rispondendo a una domanda sui ristori Sangalli ha osservato che il presidente incaricato Draghi è stato “molto attento e molto presente sul dramma che le imprese stanno vivendo”. “Abbiamo trovato un presidente molto attento che farà di tutto per dare risposte positive” ha concluso Sangalli.

SINDACATI

Cgil

“E’ una novità che anche le parti sociali siano state coinvolte nella fase di istituzione di un nuovo governo; non succedeva da tanto tempo. E’ chiaro che abbiamo sottolineato la responsabilità che questo comporta e la necessita di come questo confronto debba proseguire nelle prossime settimane, nei prossimi mesi quando il governo avrà avuto la fiducia , per affrontare in modo nuovo i problemi di fronte”. Lo dichiara il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell’incontro con il Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. “Ci auguriamo che il nuovo governo dopo aver ricevuto la fiducia in parlamento strutturi un sistema di confronto con le parti sociali sia su investimenti europei che sul lavoro. Noi siamo pronti al confronto ma rivendichiamo che il mondo del lavoro sia messo in condizione di essere protagonista dei cambiamenti”, ha aggiunto Landini per il quale “quando si parla di dare un futuro ai giovani e se si vuole costruire un clima di coesione allora bisogna dire che i giovani sono anche figli di migranti e se si vuole creare un clima di coesione diverso serve che chi nasce qui o ha studiato qui abbia gli stessi diritti di cittadinanza di tutti gli altri”. “Se quindi oggi la coesione è un obiettivo è l’occasione di metterla in pratica concretamente per affrontare la situazione difficile che abbiamo di fronte”, conclude.

Cisl

“Nell’emergenza del Paese c’è soprattutto il tema del lavoro: i dati parlano di centinaia di migliaia di posti persi. Per questo abbiamo chiesto che il tema del blocco dei licenziamenti e la proroga della cig Covid sia assolutamente confermata”. Così il leader della Cisl, Annamaria Furlan, nel corso dell’incontro con il presidente del consiglio incaricato, Mario Draghi. “Abbiamo dato tutta la nostra disponibilità per un nostro contributo in un rapporto concertativo. Ci è sembrato che Draghi fosse interessato alle nostre priorità e abbia condiviso che il confronto possa andare avanti lavorando insieme”, ha aggiunto Furlan.

Uil

Al presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, ”abbiamo sottolineato quello che per noi è il dramma su cui si deve intervenire subito: quello delle diseguaglianze sociali in questo paese”. Lo afferma il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri, al termine delle consultazioni con il Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. Si tratta di un tema che, a causa della pandemia, ”si è aggravato: registriamo ancora di più disuguaglianze tra nord e sud, tra uomini e donne, tra giovani e anziani”.

CONFARTIGIANATO

“L’Italia può ripartire se investirà sugli artigiani e sulle piccole imprese che rappresentano il 94% del sistema produttivo, sono l’anima del made in Italy e fattore di coesione sociale. Le riforme del fisco e della Pubblica amministrazione e un piano di investimenti infrastrutturali rappresentano le priorità sulle quali agire subito”. Sono le indicazioni espresse dal presidente di Confartigianato Marco Granelli durante l’incontro con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi.

“Le piccole imprese – sottolinea – sono pronte a fare la propria parte ma vanno realizzate le riforme non più rinviabili per uscire dalla crisi e rilanciare la competitività del nostro paese”.

“Non possiamo permetterci di attendere i tempi infiniti visti nel passato e non possiamo – aggiunge – perdere la storica occasione di utilizzare bene le risorse del Recovery Plan per cambiare ciò che non va. Alle misure emergenziali a sostegno delle imprese colpite dalle restrizioni imposte dalla pandemia vanno fatti seguire rapidamente nuovi interventi strutturali: riduzione della pressione fiscale sui redditi Irpef e snellimento degli adempimenti tributari, riforma della Pa all’insegna della semplificazione e della gestione manageriale al servizio dei cittadini”. Contemporaneamente, sottolinea ancora, “ci aspettiamo investimenti in infrastrutture materiali e immateriali di collegamento delle persone, delle merci e delle informazioni, puntando sugli appalti ‘a Km zero’ e sugli incentivi, come il superbonus 110%, per la riqualificazione del patrimonio edilizio”.

CNA

Accelerare la campagna vaccinale, nuove misure di sostegno per le imprese più colpite dalla crisi, un piano per le riaperture in sicurezza, una profonda azione riformatrice su pubblica amministrazione, giustizia, fisco, lavoro e istruzione. Sono le priorità indicate dal presidente della Cna, Daniele Vaccarino, nel corso dell’incontro con il presidente del consiglio incaricato Mario Draghi, al quale ha espresso piena fiducia sulla capacità di formare un governo che riporti l’Italia sul sentiero dello sviluppo robusto e sostenibile.

Per la Cna occorre superare la logica delle misure e politiche a taglia unica. “Per le micro e piccole imprese – ha detto Vaccarino – occorre uno strumento istituzionale per scrivere misure e interventi specifici in coordinamento con il Pnrr e la strategia europea per le Pmi”.

Il presidente della Cna inoltre ha indicato che per far ripartire l’economia e creare lavoro è fondamentale far leva sugli investimenti privati favorendo l’accesso al credito e canalizzando l’abbondante risparmio verso gli investimenti delle imprese, da qui la necessità di prorogare almeno fino a tutto il 2023 il Superbonus 110% e prevedere un orizzonte temporale più ampio anche per il Piano Transizione 4.0.

ALLEANZA COOP

L’avvio di riforme essenziali per una modernizzazione del Paese, da tempo attese e richieste dall’Unione Europea -fisco, pubblica amministrazione, giustizia, lavoro, pensioni- e l’adozione di una logica di collaborazione tra pubblico e privato, in particolare privato sociale, sia nella fase elaborativa che operativa, sono le precondizioni per garantire il successo del Piano di ripresa e resilienza, occasione irripetibile per uscire dalla crisi determinata dalla pandemia e costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale. A dirlo sono Mauro Lusetti, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, e i Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, in occasione dell’incontro con il Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi.

Dopo aver sottolineato l’importanza di una governance adeguata, che permetta di gestire il Piano con una logica interministeriale sotto una forte regia della Presidenza del Consiglio e con procedure di partecipazione strategica e operativa dei vari livelli istituzionali e delle parti sociali, Lusetti ribadisce l’aspetto centrale di una logica di collaborazione tra pubblico e privato.

“Occorre valorizzare -afferma l’Alleanza- il pluralismo di forme e di dimensioni d’impresa che caratterizza il sistema produttivo italiano, il suo radicamento territoriale che può essere leva di coesione sociale e rigenerazione della comunità. Le cooperative italiane sono a disposizione per collaborare nelle sfide prioritarie che si stanno definendo: il piano vaccini, grazie al know how nei settori sociale e sociosanitario e la specializzazione produttiva nel campo della logistica e dei trasporti; il rafforzamento della medicina di territorio, grazie alla rete diffusa di cooperative e operatori della filiera socio-sanitaria; la crescita economica e occupazionale, grazie alla loro identità di imprese fondate sulla partecipazione e la valorizzazione del lavoro”.

Riferendosi al possibile aggiornamento dei criteri di definizione del Piano, l’Alleanza delle Cooperative condivide l’esigenza di far prevalere la logica degli investimenti rispetto ai sussidi, indicando però la necessità di conservare alcune aree di intervento eccezionale: i settori produttivi più colpiti dalle misure di contenimento del contagio, fino alla fine dell’emergenza; i segmenti sociali più a rischio, con un efficace contrasto alla povertà; il Sud e le aree interne; la promozione della trasformazione in settori prioritari, come il green e il digitale.

“Gli investimenti – sottolineano Lusetti, Gardini e Schiavone – costituiscono la strada maestra per la ricostruzione del Paese e il riavvio di un ciclo di sviluppo che ne modernizzi strutture e società, nel segno della sostenibilità e dell’inclusione sociale. Questo significa, oltre ad affrontare il ritardo sul piano delle infrastrutture materiali e delle manutenzioni, investire in infrastrutture sociali e culturali fondamentali per la trasformazione del Paese; adottare, come criterio di selezione dei progetti, l’obiettivo della massima occupazione possibile, puntando sulla filiera istruzione, ricerca, inserimento nel mercato del lavoro; assicurare un’ampia partecipazione del sistema produttivo italiano, non solo dei grandi players pubblici, valorizzando gli ecosistemi di imprese che nel loro agire economico vadano oltre il profitto a vantaggio della coesione sociale; accompagnare agli investimenti pubblici un nuovo ciclo di investimenti privati”.

A tale proposito, l’Alleanza delle Cooperative ricorda che fin da marzo 2020 ha elaborato una piattaforma di analisi e proposte, un Piano nazionale della sostenibilità presentato a Governo, istituzioni e forze politiche. Negli ultimi mesi, il sistema cooperativo ha predisposto 40 progetti, e avanza 7 “progetti pilota” che per organicità, argomento e tempestività possono essere i più utili al Paese in questo momento. “Sono il prodotto delle nostre esperienze accumulate in questi anni –conclude il Presidente dell’Alleanza- ma declinate per l’interesse generale e per l’impatto che possono avere per la ripresa in una direzione nuova, per un’economia e una società più eque, sostenibili, giuste”.

UECOOP

“Siamo a un punto di svolta per rifondare l’Italia su basi più solide”. È quanto sostiene Gerardo Colombo, presidente dell’Unione Europea delle Cooperative (Uecoop) in occasione dell’incontro con il presidente del Consiglio Incaricato Mario Draghi.

“Le quasi 80mila cooperative che da Nord a Sud – sottolinea – garantiscono al Paese servizi e occupazione devono essere messe in condizione di operare al meglio con una riforma della pubblica amministrazione che punti a maggiore efficienza e minore burocrazia, con una semplificazione fiscale che rispetti la progressività indicata dalla nostra Costituzione e con una legge sull’equo compenso che riduca al minimo i rischi di sfruttamento nel mondo del lavoro”.

“La vera cooperazione è quella legata al rispetto dei diritti e delle regole” afferma ancora l’ex magistrato del pool di Mani Pulite sottolineando che “proprio il rispetto delle regole promuove la solidarietà, facendo gli interessi di tutti e aumentando la coesione sociale. Una solida e duratura ripartenza economica dopo l’emergenza Covid dipenderà anche dalla capacità del nostro Paese di garantire a tutti pari opportunità di impresa e di lavoro”.

AGIS

“Il nostro mondo è stato uno dei più colpiti durante la pandemia. Il presidente Draghi ha sottolineato che si è trattato di un vero e proprio disastro culturale”. Lo ha detto, alla Camera, il presidente dell’Agis Carlo Fontana al termine delle consultazioni con il presidente del consiglio incaricato Mario Draghi. “Abbiamo insistito su quelle che sono le urgenze del nostro settore e in particolare quello della riapertura dei luoghi di spettacolo. Noi su questo – ha detto ancora – abbiamo particolarmente insistito. Non abbiamo chiesto una riapertura hic et nunc, immediata, ma di poterla programmare e adeguatamente sostenere con azioni di incentivazione e di promozione perché il riavvio sarà un momento molto difficile e quindi ci aspettiamo un adeguato sostegno”.

FORUM TERZO SETTORE

“L’incontro ci ha dato l’opportunità di rappresentare il valore e il contributo che le nostre organizzazioni hanno dato nel passato, stanno dando oggi e possono dare anche in futuro alla ripartenza del Paese”. E’ quanto dichiara la portavoce della delegazione del Forum Terzo Settore, ricevuta nella Sala della Regina a palazzo Montecitorio dal presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, nell’ambito delle consultazioni per la formazione del Governo.

Un contributo, specifica la rappresentante del Forum Terzo Settore, “sia in termini di rafforzamento della coesione sociale e di riduzione delle disuguaglianze; sia in termini di sviluppo economico e occupazionale. E’ stata l’occasione per presentare le nostre proposte concrete, che speriamo possano trovare condivisione nel percorso di governo”.

LEGAMBIENTE

“Mario Draghi ci ha preannunciato che nascerà il ministero della Transizione ecologica, che nasce da una proposta condivisibile del M5S e che lui ha colto immediatamente, perché i Paesi più avanzati già oggi fanno questo. Ci siamo permessi di chiedergli che il ministro della Transizione ecologica sia una persona competente perché non abbiamo tempo per insegnare il mestiere a un nuovo ministro, e lui ha annuito”. Così all’AdnKronos il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, dopo l’incontro con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi nell’ambito delle consultazioni.

Draghi potrebbe dunque nominare direttamente un ministro della Transizione ecologica, e non un ministro dell’Ambiente? “Direi che farà questa seconda cosa”. Se sarà un tecnico o un politico “difficile dirlo”.

“Abbiamo chiesto a Mario Draghi di rivedere il Pnrr e di allargare la discussione, aprendo le segrete stanze dei ministeri in cui è stato scritto; di garantire più partecipazione nelle scelte e soprattutto di scegliere bene i progetti. E di fare 5 cose: un decreto Semplificazioni sull’economia verde; fare un piano di rafforzamento dei controlli pubblici del sistema nazionale di protezione ambientale; aggiornamento professionale delle strutture pubbliche ministeriali, regionali e comunali; riforma fiscale per togliere gradualmente i sussidi ambientalmente dannosi alle fossili. E un’ultima cosa decisiva: dobbiamo aprire centinaia, forse migliaia di cantieri e dobbiamo evitare che l’Italia diventi territorio di guerra civile diffusa. Per farlo serve una legge nazionale sul dibattito pubblico, come la legge sul débat public francese, per fare in modo che tutti gli impianti e le infrastrutture si facciano condividendo le scelte con i territori. Serve questa legge”, ha aggiunto.

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Grillo congela voto su Rousseau

“Vi chiedo un attimo di pazienza, aspettiamo”. Beppe Grillo congela il voto con cui, su Rousseau, gli iscritti del M5S dovrebbero esprimersi sull’ingresso nel governo che il premier incaricato Mario Draghi (”un grillino”) sta formando. “Sono venuto a dare una mano per quello che posso, mi aspettavo il ‘banchiere di dio’ e invece è un grillino, mi ha detto ‘vorrei iscrivermi’… Il discorso è che questa persona è aperta, sincera o non sincera, aspetterei che faccia in modo pubblico le dichiarazioni che ha fatto a noi”, dice Grillo, in un video, facendo il punto dopo le consultazioni. “Ha detto che il reddito di cittadinanza è una grande idea, ha detto che abbiamo cambiato la politica in questo paese con l’onestà, abbiamo fatto un miracolo. Ha detto che il reddito serve con la pandemia. Gli ho proposto di fare il ministero della Transizione ecologico-sostenibile: il ministero dell’Economia converge con quello dell’Ambiente e dell’Energia in un settore con 2-3 persone di grosso spessore che filtreranno tutti gli investimenti futuri di questo paese. Dobbiamo creare bonus per le aziende che sono in sintonia con l’ambiente e malus per chi non lo è. La finanza e le banche devono capire che non devono speculare e devono guadagnare con la transizione energetica”, aggiunge.

Draghi ai partiti: “No flat tax e aliquota unica”

Un sistema fiscale basato sulla progressività e lotta all’evasione che non può essere considerata un dato ‘strutturale’. Il premier incaricato Mario Draghi si sarebbe soffermato così sulla riforma del fisco nei colloqui con le forze politiche. “Sulla progressività ha parlato in stampatello maiuscolo”, dice un parlamentare uscito dalle consultazioni. “Rimodulare le aliquote ma tenendo un sistema progressivo senza aggiungere nuove imposte. Insomma – aggiunge – no aliquota unica e flat tax’. Da aggiungere, lotta all’evasione un ‘male endemico’ che va contrastato. E ancora: campagna vaccinale nelle priorità del premier incaricato. Ne ha parlato infatti con le forze politiche che stamattina lo hanno incontrato e alle quali avrebbe detto che ci sono buone notizie dall’Europa sui contratti per i vaccini. Il presidente avrebbe sottolineato sia l’esigenza di migliorare la logistica nella distribuzione delle vaccinazioni sia quella di dare una via prioritaria nella vaccinazione a docenti e studenti. Compreso lo screening di massa nelle scuole. “Italia Viva pioniera” su questo, rivendica il renziano Luciano Nobili. “Dettaglierò in Parlamento” avrebbe detto Draghi, a quanto si riferisce, spiegando che i titoli di programma elencati, verranno dettagliati nel suo intervento alle Camere.

Berlusconi: “Esecutivo di unità nazionale”

“Ho confermato al presidente incaricato il nostro sostegno, il sostegno di Forza Italia con la sollecitazione di adottare scelte di alto profilo tenendo conto delle indicazioni dei partiti ma decidendo in piena autonomia. Quello che nasce è un governo che si fonda sull’unità del paese e delle forze politiche senza preclusione alcuna”. Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, si esprime così dopo l’incontro con il premier incaricato Mario Draghi, impegnato nel secondo giro di consultazioni per la formazione del nuovo governo. “Questo non significa la nascita di una maggioranza politica tra partiti alternativi per natura, storia e valori. E’ invece la risposta a una grave emergenza e durerà per il tempo necessario a superare questa drammatica crisi sanitaria, sociale e economica”, dice Berlusconi.

Zingaretti: “Soddisfatti, bene progressività fiscale”

“Posso dire che siamo veramente molto soddisfatti del contributo, dei contenuti e delle linee guida alle quali il professore sta lavorando”. Lo dice il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, dopo l’incontro della delegazione dem con Mario Draghi. “Crediamo che i contenuti e la visione chiara” come quella che si va componendo “sia garanzia di serietà, stabilità, forza e autorevolezza della sfida governativa”. E quindi, “non possiamo che confermare la nostra fiducia al tentativo” del premier incaricato. “In particolare – sottolinea Zingaretti – molto positiva e ribadita nell’incontro, la collocazione europeista del nuovo governo. Europeismo inteso come difesa e rivendicazione della storia e del sogno europeo ed insieme alla rivendicazione di un passato, ci ritroviamo molto in una prospettiva di ulteriore salto in avanti dell’integrazione europea fino a ulteriori cessioni di sovranità per una maggiore integrazione politica ed istituzionale. Un governo di stampo europeista nella migliore tradizione della nostra storia”. Bene per il vertice dem anche “le riforme a cominciare da quella fiscale su pilastri indicati con grande chiarezza che sono quelli di progressività fiscale, il rifiuto di nuove tasse, il rifiuto della cultura dei condoni e un’attenzione della futura riforma fiscale sulla fiscalità lavoro”.

Salvini: “Obiettivo Italia protagonista in Europa”

“Non abbiamo parlato di ministeri, governi tecnici, politici. Abbiamo fiducia nell’idea di squadra che ha il professor Draghi. Abbiamo parlato di Europa, il nostro obiettivo è che l’Italia torni protagonista. Vogliamo che si faccia l’interesse italiano in sede europea. Abbiamo parlato di sviluppo, di rilancio, di economia, di lavoro. Noi possiamo far parte di un governo che pensa alla crescita felice, non alla decrescita infelice”. Sono le parole di Matteo Salvini, leader della Lega, dopo l’incontro con il premier incaricato Mario Draghi. “E’ stato un incontro molto intenso, utile, spero reciprocamente stimolante, abbiamo affrontato tante cose”, dice Salvini. “Ci interessa che si faccia l’interesse italiano in Europa, con spirito europeo” questo “significa no all’austerità, no a patti e vincoli del 3%, a sacrifici lacrime e sangue”.

Crimi: “Rassicurati su Reddito”

“Rassicurati” dal super-ministero per la transizione energetica al reddito di cittadinanza, dal Mes al Recovery plan. Così il capo politico M5S, Vito Crimi al termine del secondo incontro di consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi. “L’interlocuzione con Draghi è proseguita, abbiamo ascoltato le idee base degli ambiti entro cui si intende esercitare l’azione di governo. Abbiamo trovato una serie di spunti nelle proposte di Draghi, ma la cosa cui tenevamo di più – dice Crimi – era che l’azione di governo avesse come pilastro la transizione ambientale ed energetica: abbiamo insistito per la creazione di una sorta di super-ministero e abbiamo avuto rassicurazioni sul fatto che si sta pensando a un assetto istituzionale di questo approccio”.

Meloni: “Non voteremo fiducia”

“Ci limitiamo a un confronto franco sui contenuti. La nostra pozione è immutata: Fratelli d’Italia non voterà la fiducia al governo Draghi”. Lo ha spiegato Giorgia Meloni, leader di Fdi, dopo un’ora di colloquio con il presidente incaricato alla Camera. “E’ stato un incontro interessante sui contenuti. Conoscete la nostra posizione. Ci limitiamo a un confronto franco sui contenuti”, ha ribadito. E’ ipotizzabile l’astensione? “Aspettiamo il quadro completo: squadra di governo, programma articolato”.


(AdnKronos)

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