Morta piccola Diana: la difesa chiede assoluzione per madre Alessia Pifferi
Scambio di requisitorie al processo per la morte della piccola Diana, da una parte l’avvocato difensore di Alessia Pifferi e dall’altra quella dell’avvocato di parte civile
Nel corso del processo per l’omicidio di Diana, la piccola di soli 18 mesi abbandonata dalla madre Alessia Pifferi per giorni in casa da sola, morta poi di stenti, le due parti coinvolte hanno presentato visioni radicalmente divergenti del tragico evento.
L’avvocato difensore di Alessia Pifferi, Alessia Pontenani, ha sostenuto che la sua assistita non avesse intenzione di uccidere la bambina, chiedendo pertanto l’assoluzione. Ha dipinto un quadro della vita di Pifferi segnata dall’incuria e dall’abbandono, esortando a non giudicare moralmente ma a considerare la legge nel modo più equo possibile.
Dall’altra parte, l’avvocato di parte civile, Emanuele De Mitri, ha affermato che le prove raccolte dimostrano in modo chiaro la responsabilità di Pifferi nell’omicidio della figlia. Ha evidenziato che la madre aveva pianificato autonomamente di abbandonare la bambina, negando la sua responsabilità e tentando di denigrare la famiglia d’origine di Pifferi.
L’avvocato ha ribadito la colpevolezza di Pifferi, chiedendo di non concedere attenuanti generiche e richiedendo un risarcimento per la madre e la sorella della condannata, sottolineando il dolore perpetuo che la famiglia sta vivendo a causa della tragica perdita.
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(con fonte AdnKronos)
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