Futuro sostenibile, siamo sulla rotta giusta
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Le italiane e gli italiani raccontano se stessi, le istituzioni e le organizzazioni in cui lavorano sulla rotta giusta verso un futuro sostenibile. È quanto emerge dai risultati della prima indagine nazionale sulla diffusione della cultura della sostenibilità in Italia. La ricerca è stata realizzata da Esg Culture Lab, Osservatorio sul valore del capitale umano nella trasformazione sostenibile, creato da Eikon Strategic Consulting Italia, in collaborazione con il Gruppo Adnkronos. Il Primo Rapporto Annuale sarà presentato il 29 novembre alle 10,30 al Palazzo dell’Informazione a Roma nell’ambito dell’evento ‘La Cultura della Sostenibilità in Italia’, che vede la presenza, tra gli altri, di Marcella Mallen, presidente Asvis – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, dei top manager delle aziende partner del progetto e di rappresentanti istituzionali.
Il capitale umano è un fattore chiave di successo per gli obiettivi Sdgs 2030. Quanto le persone si sentono coinvolte nella vita privata e lavorativa? Come valutano l’impegno di istituzioni, organizzazioni e aziende? Questi sono i temi dai quali Esg Culture Lab è partito per avviare una survey nazionale, che ha coinvolto un campione rappresentativo della popolazione italiana di 1.600 persone, tra i 18 e i 65 anni. Per l’indagine è stato utilizzato un questionario narrativo costruito ad hoc, adatto a rilevare gli atteggiamenti spontanei e meno consapevoli: 16 personaggi, 4 generazioni e un’astronave, Eden, in viaggio secolare verso un nuovo pianeta. Partner del progetto 7 grandi aziende italiane: Banca Ifis, Enel, Gruppo Fs, Ibsa Farmaceutici, Inwit, Philip Morris Italia e Poste Italiane, che hanno deciso di condividere idee e progetti nella valorizzazione del capitale umano, per offrire modelli e ispirazione. Alcune aziende hanno anche deciso di somministrare la survey al proprio interno per confrontare la cultura aziendale con il clima generale.
Dall’indagine sul campione di popolazione italiana emerge una prospettiva positiva soprattutto sul livello di coinvolgimento nella sfera personale. Il 75% delle risposte esprime un orientamento proattivo: il contributo di ognuno è considerato importante e si cerca di agire al meglio delle proprie possibilità. Stessa tendenza positiva, seppure con dati più bassi, si registra nella vita professionale (58%) e nel livello di coinvolgimento attribuito alle aziende (62%) nel perseguire gli obiettivi Esg. Anche sul fronte delle istituzioni i dati fanno ben sperare: il 53% le giudica impegnate o focalizzate nel raggiungimento degli obiettivi Esg, più nell’area ambientale che in quella sociale. L’indagine ha rilevato infine l’orientamento verso il futuro. Ancora una volta i dati confermano un atteggiamento positivo, il 39% del campione pensa che ‘il futuro non si prevede ma si costruisce’. Siamo sulla rotta giusta, ma risulta ancora un margine di incertezza e sfiducia da parte delle fasce più giovani (under 40), che chiedono ad istituzioni e aziende un maggior coinvolgimento nella realizzazione degli Sdgs 2030.
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(AdnKronos)
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