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Elezioni 2022: real-time, Meloni stravince e centrodestra nettamente avanti



Il paese ha deciso: Giorgia Meloni e il suo Fratelli d’Italia sono il primo partito e la prima forza della colazione di centro destra. Sembra sia arrivato il momento di una donna a Palazzo Chigi

ORE 9,30 – DATO PRESSOCCHE’ DEFINITIVO CAMERA DEI DEPUTATI

Centrodestra 44,01%
(FdI, 26,15% – Lega, 8,85% – FI, 8,10% – Noi Moderati 0,92%)

CentroSinistra 26,21
(Pd, 19,13% – All.Verdi Sinistra, 3,64% – +EU, 2,84% – IMP CIVICO DI MAIO 0,60%)

Cinquestelle 15,23

Azione-Iv 7,76

ItalExit Paragone 1,91

Unione Pop. De Magistris 1,42

ORE 23,50 – STAMPA ESTERA: MELONI VERSO PRIMA DONNA PREMIER

“L’estrema destra verso la vittoria alle elezioni”. E’ il titolo della breaking news della Bbc, secondo cui “Giorgia Meloni si avvia essere la prima premier donna in Italia, secondo gli exit poll”. L’emittente britannica ricorda che un’Italia guidata dalla Meloni “allarmerà buona parte dell’Europa”, mentre continua la guerra russa in Ucraina.

Ore 23,45 – Ricciardi (M5S) “Letta è il colpevole della vittoria del centrodestra

“Il Pd ha la responsabilità politica della vittoria del centrodestra. Ha chiuso la porta al M5S, ha portato avanti una pessima gestione della fase delle alleanze. Letta deve fare mea culpa. Con il M5S ha chiuso ogni possibilità di coalizione” e “pagherà in termini di voto”. Così Riccardo Ricciardi, vicepresidente del M5S, commentando dalla sede di Campo Marzio i primi exit poll delle elezioni politiche 2022.

ORE 23, 35 – FRATELLI D’ITALIA PRIMO PARTITO CAMERA E SENATO

Centrodestra a valanga secondo i primi al primo Instant poll di Quorum/Youtrend per Sky Tg24, con un margine di errore +o-1,6%. Alla Camera i voti delle coalizioni indicano il centrodestra 42% contro un centrosinistra al 28,3% e al Senato 42,6% per il centrodestra e 27,8% per il centrosinistra.

Fratelli d’Italia è il primo partito con il 23,5% alla Camera seguito dal Pd al 20,3%. Sorpasso anche al Senato dove il partito di Giorgia Meloni segna il 23,7 % contro il 20,1% dei Dem.

Secondo la stima dei seggi alla Camera al centrodestra vanno 228 seggi mentre al centrosinistra vanno 95 seggi. Al Movimento 5 Stelle vanno 47 seggi. Ad Azione-Italia Viva 19 seggi. Al Senato a Fdi andrebbero 66 seggi, al Pd 38, alla Lega 28, al Movimento 5 Stelle 24 seggi, a Forza Italia 19, ad Azione/Italia Viva 10 seggi e a +Europa 1 seggio.

ORE 23,15 – COME E’ COMPOSTO IL VOTO SENATO

SENATO – PARTITI
FDI                            24 %
PD                             19 %
M5S                         15,5 %
LEGA                        10,5 %
FORZA ITALIA            7 %
AZIONE – IV              7,5 %
ALL. VERDI                4 %

ore 23 – PRIMO EXIT POLL

Fratelli d’Italia primo partito. Centrodestra nettamente avanti. M5S alle spalle del Pd e davanti a Lega e Forza Italia. E’ il quadro secondo i primi exit poll delle elezioni politiche 2022.

Per i trend poll di La7, Fdi al 25%, Pd al 20% e M5S al 15,5%. Lega all’11,5%, 7% a Forza Italia e Terzo Polo.

Per gli instant poll di Sky, Fratelli d’Italia al 23,5% e Pd al 20.3%. Al Senato, i voti raccolti dal centrodestra rappresenterebbero il 42,6%, quelli del centrosinistra il 27,8%. Alla Camera, 42%-28,3%.

Per gli Exit Poll della Rai, al Senato 111-131 seggi per il centrodestra e 33-53 per il centrosinistra. Alla Camera, 227-257 seggi al centrodestra, 78-98 al centrosinistra. Nel dettaglio delle liste, alla Camera e al Senato Fdi 22-26% Pd 17-21% e M5S 13,5-17,5%. Al Senato, Lega 8,5-12,5%, Terzo Polo 6,5-8,5%, Forza Italia 6-8%.

ore 22,25 – Guida ai risultati: ecco cosa succede se…

I primi exit poll delle elezioni politiche 2022 arriveranno a urne chiuse, dopo le 23. E saranno, come sempre, dati provvisori, parziali e con un significativo margine di errore. La prima proiezione su dati veri, per il Senato, arriverà verso mezzanotte e mezza, mentre per la Camera sarà necessario aspettare ancora, intorno alle 2.

Intanto, è possibile provare a tracciare gli scenari possibili guardando alla quantità di voti che prenderà la coalizione che avrà più voti nel proporzionale, che assegna i due terzi dei seggi. Numeri alla mano, quelli disponibili finora sono quelli degli ultimi sondaggi, non può che essere il centrodestra. La legge elettorale, per come è costruita, premia infatti le coalizioni e l’unica coalizione ‘larga’ in campo è quella di Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e i moderati di Maurizio Lupi.

Il dato a cui guardare è quello del Senato. Se Meloni e soci restassero sotto il 40% si aprirebbe uno scenario di sostanziale ingovernabilità e spetterebbe al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, individuare la strada per provare a formare una maggioranza. Lo stesso quadro post elezioni 2018 che portò, dopo diversi tentativi e un percorso accidentato alla nascita del governo giallo-verde. Se il centrodestra si attestasse fra il 40 e il 42%, avrebbe la maggioranza ma con solo una decina di senatori di margine. Come avvenne per l’Unione di Romano Prodi a i tempi di Bertinotti e Turigliatto. Se andasse oltre il 42%, la maggioranza sarebbe larga e il governo di centrodestra potrebbe contare su un sostegno parlamentare stabile e difficilmente alterabile.

Particolarmente sensibili anche i risultati dei singoli partiti. Con alcuni numeri da tenere presente. FdI potrebbe festeggiare con maggiore soddisfazione sopra il 25%. La soglia del 20% è significativa per il Pd: sotto si va verso la sconfitta totale, sopra e salendo fino al 25% il risultato assumerebbe proporzioni sempre più digeribili per il segretario Enrico Letta. La Lega sotto il 10% avrebbe molto meno peso nella coalizione di centrodestra. Chi tra il Terzo Polo e Forza Italia dovesse avere più voti potrebbe rivendicare un’opzione futura sull’area di centro più moderata. Per i Cinquestelle una soglia significativa è il 15%. Sarebbe un risultato che riporterebbe comunque il movimento di Giuseppe Conte al centro della politica italiana.

Ore 20,00 Le foto del voto dei big

Ore 19,30 – Affluenza alle ore 19: 51,16% 

Elezioni 2022, alle 19 l’affluenza alle urne per il rinnovo della Camera è stata del 51,16% secondo i dati del Viminale. Alla stessa ora di domenica del 2018 aveva votato il 58,4% degli aventi diritto ossia circa 7 punti in più.

Per il Senato è previsto solo il dato finale alle 23. L’affluenza della circoscrizione estero è rilevata contestualmente allo scrutinio.

L’AFFLUENZA NELLE REGIONI

Nel Lazio l’affluenza alle 19 è stata del 53,18% contro 55,47% nel 2018, in Lombardia del 58,35% contro il 62,27%. In Campania l’affluenza è stata del 38,72% contro 52,57% nel 2018.

ore 17,55 – Elezioni 2022, code e polemiche per il ‘tagliando antifrode’

Code, procedure rallentate e qualche protesta ai seggi con possibile ‘sforamento’ – come annunciato dal Viminale – delle operazioni di voto anche oltre le 23. ‘Imputato’ numero uno: il tagliando antifrode, il talloncino attaccato alla scheda elettorale con un codice corrispondente a ciascun votante, che serve a garantire che la scheda riconsegnata dall’elettore dopo il voto in cabina sia la stessa che gli viene consegnata al momento dell’arrivo al seggio, evitando così le frodi.

“Ciò che rallenta è il tagliando antifrode apposto sulle schede – conferma su Twitter Camilla, una scrutatrice – perché oltre a documento d’identità, tessera elettorale e via dicendo dobbiamo annotare anche il numero del tagliando sia per la Camera che per il Senato, e questo ovviamente fa perdere tempo”.

Introdotto dal ‘Rosatellum’ come contrasto al voto di scambio per le elezioni politiche, il talloncino della discordia aveva avuto in realtà il suo battesimo già nella tornata elettorale del 2018, ma per molti ha rappresentato una novità.

Tra gli elettori in molti hanno lamentato disinformazione e anche sui social il #tagliandoantifrode è diventato argomento di dibattito e rimostranze. “Al mio seggio tutti inca**ati perché con il tagliando antifrode si fa casino e si rischia sempre che qualcuno inserisca la scheda prima di aver potuto fermarlo e staccare il tagliando”, denuncia su Twitter il deputato della Lega Claudio Borghi. “Magari se la Lamorgese avesse fatto un po’ di informazione in più…”, chiosa il leghista.

A creare tensione in alcuni seggi è stato infatti proprio l’errore commesso da alcuni elettori che hanno inserito la scheda nell’urna con il tagliando ancora attaccato rendendo così il voto riconoscibile e quindi nullo. Non solo. Come raccontato sempre via social da un presidente di seggio, c’è anche chi – non a conoscenza della procedura – ha accolto la ‘novità’ con diffidenza minacciando denunce perché riteneva che il codice della scheda riportato sul registro accanto al nome del votante potesse in qualche modo consentire il tracciamento del voto.

ore 12,30 – Elezioni 2022, alle 12 affluenza al 18,55%: in calo rispetto 2018

Secondo i dati del Viminale alle 12 l’affluenza alle urne per il rinnovo della Camera è del 18,55%. Le rilevazioni si riferiscono al momento alle sezioni di 4.671 comuni su 7.904. Il prossimo dato si avrà alle 19, mentre per il Senato è previsto solo il dato finale, alle 23. Alle scorse elezioni politiche, nel 2018, alla stessa ora di domenica aveva votato il 19,24% degli aventi diritto.

La notizia della prima ora

Tutti i risultati in tempo reale, a partire dai primi exit poll delle 23. Le reazioni a caldo, dall’Italia e dall’estero, le notizie e gli approfondimenti. L’Adnkronos assicurerà per la lunga notte delle Elezioni 2022, quella tra il 25 e il 26 settembre, una produzione giornalistica capillare, multimediale, sia con il notiziario dell’Agenzia sia con il sito adnkronos.com e la diffusione sui canali social.

Un aggiornamento costante delle proiezioni e dello scrutinio scandirà il racconto puntuale, tempestivo e accurato del risultato elettorale e delle conseguenze che può produrre sul piano politico, economico e sociale. Con uno sguardo attento all’interpretazione del voto che arriverà da tutte le forze politiche, dai principali osservatori italiani e internazionali e dal territorio.

I numeri, i protagonisti, le voci e le analisi di un passaggio che determinerà le forze in campo in Parlamento, con la nuova composizione di Camera e Senato, e porterà alla formazione di un nuovo governo. Ampio spazio anche alla consultazione elettorale in Sicilia per il rinnovo del Consiglio regionale.

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