Legge elettorale, intesa di massima nel centrodestra: proporzionale con premio al 40%
Accordo tra gli sherpa sulla struttura del sistema. Restano da sciogliere i nodi su preferenze e collegi uninominali. Decisione finale ai leader
Riunione fiume e accordo di massima – Una lunga riunione, iniziata ieri nella sede di via della Scrofa e conclusa nella notte, ha portato gli sherpa del centrodestra a un’intesa di massima sui punti centrali della riforma elettorale. Il nuovo impianto, ribattezzato informalmente “Stabilicum”, punta a rafforzare la stabilità dell’esecutivo.
I punti condivisi
Secondo fonti parlamentari della maggioranza, l’accordo riguarderebbe:
- sistema proporzionale
- premio di maggioranza alla coalizione che superi il 40% dei voti, anche di poco
- soglia di sbarramento fissata al 3%
- nessuna indicazione del candidato premier direttamente sulla scheda elettorale
È inoltre previsto l’obbligo di indicare nel programma di coalizione il nome del candidato alla presidenza del Consiglio, che verrebbe poi proposto al presidente della Repubblica.
Il testo potrebbe essere depositato in Parlamento già all’inizio della prossima settimana.
I nodi ancora aperti
Restano da definire due aspetti tecnici:
- Le preferenze – Tema sostenuto da Fratelli d’Italia, ma sul quale permangono perplessità da parte di Forza Italia, Lega e Noi Moderati.
- Il numero dei collegi uninominali – Attualmente sono 49 alla Camera e 26 al Senato nell’ambito del Rosatellum. Fratelli d’Italia avrebbe proposto un possibile aumento dei collegi; in alternativa resterebbe l’impianto attuale.
L’ipotesi ballottaggio
Nel testo circolerebbe anche una clausola residuale che prevede il ricorso al ballottaggio soltanto nel caso in cui le prime due coalizioni si attestassero entrambe tra il 35% e il 40% dei voti.
Ultima parola ai leader
I nodi politici saranno rimessi ai leader della coalizione: Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi dovranno sciogliere le ultime riserve in un vertice atteso a breve. Secondo uno dei tecnici che segue il dossier, gran parte del lavoro sarebbe stata definita: ora spetta ai leader formalizzare l’intesa e dare il via libera definitivo alla riforma.
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(con fonte AdnKronos)
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