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Manifestazioni di protesta negli Usa per contestare la decisione della Corte Suprema di cancellare la sentenza ‘Roe vs Wade’ che garantiva il diritto all’aborto. Proteste davanti alla Corte Suprema a Washington, ma anche in tutte le città degli Stati Uniti. Si tratta di manifestazioni pacifiche, come spiega la Cnn, che parla di canti e di cartelli esibiti contro la decisione della Corte.

Sul ponte principale di Washington, il Frederick Douglass Memorial Bridge, un manifestante pro aborto, Guido Reichstadter, ha iniziato una scalata per esprimere la sua contrarietà alla decisione della Corte Suprema.

In Oregon dieci persone sono state arrestate durante le proteste. Come spiega la polizia di Eugene, gli arrestati hanno un’età compresa tra i 18 e i 29 anni. I manifestanti indossavano abiti neri, maschere e cappucci, hanno riferito gli agenti.

BIDEN – Il presidente americano Joe Biden, riferendosi alla sentenza della Corte Suprema contro l’aborto e a quella contro le restrizioni al porto d’armi, ha parlato di “decisioni tremende”. “Ieri ho parlato della scioccante decisione della Corte Suprema di abolire Roe versus Wade, se ne è parlato molto a casa nostra”, ha detto il presidente. “Jill e io sappiamo quanto questa decisione sia dolorosa e devastante per tanti americani. E’ una decisione che verrà applicata dagli Stati. La mia amministrazione si concentrerà su come la gestiranno, e se violeranno altre leggi, come non permettere di viaggiare in altri Stati per accedere ai servizi della sanità. Intraprenderemo azioni per proteggere i diritti delle donne e la salute riproduttiva”, ha affermato Biden, citato dalla Cnn.

Il presidente “continuerà a trovare soluzioni” per garantire il diritto all’aborto, ha detto ai giornalisti l’addetta stampa della Casa Bianca Karine Jean-Pierre senza fornire dettagli.

LE DECISIONI DEGLI STATI – Il governatore del Minnesota, Tim Walz, ha emesso un ordine esecutivo per garantire protezione alle donne che verranno nello Stato per abortire. Lo ha annunciato l’ufficio di Walz, dicendo che l’ordine ha effetto immediato e che è rivolto alle donne che vivono negli Stati che criminalizzano l’aborto o lo ritengono illegale dopo la decisione della Corte Suprema.

“Il mio ufficio è stato e continuerà a essere un firewall contro la legge che annulla la libertà riproduttiva”, ha affermato Walz. ”Questo ordine mostra l’impegno della nostra amministrazione nel proteggere le pazienti e gli operatori sanitari. La nostra amministrazione sta facendo tutto il possibile per proteggere il diritto delle persone a prendere le proprie decisioni in materia di assistenza sanitaria”, ha aggiunto.

Nelle ore successive alla sentenza della Corte Suprema Usa contro l’interruzione volontaria di gravidanza, sono già sette gli Stati che hanno subito vietato l’aborto, mentre altri si apprestano a farlo sulla base di ‘trigger laws’ già approvate in vista della sentenza.

Secondo quanto riporta la Bbc, il divieto di aborto è scattato subito in Utah, South Dakota, Kentucky, Louisiana, Oklahoma, Missouri e Arkansas. In altri quattro Stati – Alabama, West Virginia, Wisconsin e Arizona – sono state chiuse le cliniche dove si effettuano interruzioni di gravidanza, in virtù di vecchie leggi, precedenti alla sentenza che liberalizzò l’aborto nel 1973, che ora sono tornate automaticamente in vigore. In altri Stati il divieto scatterà presto, secondo i tempi previsti dalle trigger laws. In Wyoming sono previsti cinque giorni di attesa dopo la sentenza e in Mississippi 10. North Dakota, Texas, Tennessee e Idaho aspetteranno 30 giorni.

Vi sono poi degli Stati le cui leggi anti aborto sono state bocciate in passato dalla Corte Suprema e che intendono ricorrere per poterle riportare in vigore. Battaglie legali di questo tipo sono previste in Michigan, Ohio, Georgia, Iowa e South Carolina. L’istituto Guttmacher, che si batte in favore dell’interruzione volontaria di gravidanza, prevede che restrizioni all’aborto potranno essere approvate in Florida, Nebraska, Montana e Indiana.

La Jackson Women’s Health Organization, unica clinica per aborti nello stato del Mississippi, resterà aperta e per i prossimi dieci giorni continuerà a permettere alle donne di interrompere la gravidanza. Lo ha annunciato la sua proprietaria, Diane Derzis, nel corso di una conferenza stampa. ”Stiamo continuando a fornire servizi e le donne come me, e ce ne sono molte in tutto il Paese, faranno la stessa cosa. Non ci arrendiamo”, ha affermato Derzis.

(AdnKronos)

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