Allarme lanciato da Trump su spazio aereo del Venezuela: “Consideratelo totalmente chiuso”
Trump ordina cautela sullo spazio aereo del Venezuela dopo nuovi rapporti di sicurezza
Il presidente statunitense Donald Trump torna ad alzare i toni sul delicato fronte latinoamericano. In un post pubblicato su Truth Social, ha esortato compagnie aeree, piloti e trafficanti di droga a trattare lo spazio aereo del Venezuela come “interamente chiuso”, un messaggio che ricalca la crescente preoccupazione di Washington per l’instabilità nella regione.
Telefonata con Maduro e tensioni crescenti
L’avvertimento arriva all’indomani delle rivelazioni del New York Times, secondo cui Trump avrebbe avuto un colloquio telefonico con il presidente venezuelano Nicolás Maduro. La conversazione, riservata, avrebbe toccato anche l’ipotesi di un incontro diretto tra i due leader, segnale di una fase diplomatica in evoluzione ma tutt’altro che rassicurante.
Negli stessi giorni, la Federal Aviation Administration ha diffuso una nota alle compagnie aeree americane segnalando una “situazione potenzialmente pericolosa” nel sorvolo del paese. L’aumento delle attività militari venezuelane, unito al deterioramento del quadro interno, ha spinto la FAA a invitare gli operatori a massima cautela sullo spazio aereo del Venezuela.
La campagna anti-narcos nel Mar dei Caraibi
Sul fronte militare, il Washington Post ricostruisce un episodio risalente al 2 novembre, durante un’operazione contro presunti narcotrafficanti al largo dei Caraibi. Dopo un primo attacco dei Navy SEAL, che aveva neutralizzato l’imbarcazione identificata come sospetta, due uomini sarebbero rimasti aggrappati ai rottami. Secondo le fonti citate, il segretario alla Difesa Pete Hegseth avrebbe impartito l’ordine di “uccidere tutti”, ordinando un secondo raid per eliminare i sopravvissuti.
L’operazione, descritta dal quotidiano come il primo passo di una più ampia campagna contro le reti di traffico nel continente americano, avrebbe già portato ad almeno 20 attacchi e a oltre 80 morti. Giuristi esperti di diritto bellico sollevano dubbi pesanti: non essendoci un conflitto armato formale tra Stati Uniti e narcotrafficanti, colpire persone non più in grado di combattere potrebbe configurare crimini di guerra.
La risposta della Difesa: “solo fake news”
Hegseth respinge ogni accusa, denunciando “un racconto fabbricato e denigratorio”. Su X ha rivendicato la legittimità delle operazioni, definite “colpi letali e cinetici” contro narco-terroristi responsabili di avvelenare la popolazione americana. Ha aggiunto che ogni obiettivo colpito sarebbe affiliato a un’Organizzazione Terroristica Designata, ribadendo così la cornice giuridica adottata dall’amministrazione Trump.
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(con fonte AdnKronos)
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