Israele: invasione Rafah ormai alle porte, incertezza sull’evacuazione
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Il rischio di un’offensiva su larga scala contro la città di Rafah aumenta, mentre si discute sull’opportunità di un’evacuazione di massa
Israele potrebbe lanciare un’offensiva su larga scala contro Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, secondo fonti americane, sebbene rimanga incerto se tale operazione si realizzerà. L’amministrazione americana ha riferito che Israele ha schierato un gran numero di soldati alla periferia di Rafah, ma non ha ancora effettuato i preparativi necessari per un’eventuale evacuazione di oltre un milione di persone dalla città.
L’esercito israeliano ha emesso ordini di evacuazione una settimana fa, causando la fuga di quasi 360.000 persone da Rafah, come riportato dalle Nazioni Unite. Tuttavia, l’incertezza e la mancanza di sicurezza persistono, alimentando l’appello per un cessate il fuoco.
Nel frattempo, continuano le violenze nella regione: un drone diretto verso Israele è stato intercettato da un caccia dell’IDF, mentre le forze americane hanno abbattuto due droni e un missile antinave degli Houthi nello Yemen sul Mar Rosso.
In un contesto già teso, un’indagine è in corso sull’incidente che ha coinvolto due dipendenti delle Nazioni Unite colpiti a Rafah. Secondo l’IDF, l’auto in cui si trovavano era in una zona di combattimento attivo, ma le Nazioni Unite sostengono che il veicolo era chiaramente contrassegnato come appartenente all’organizzazione internazionale.
Le accuse reciproche tra Israele e Hamas continuano: mentre Hamas accusa Israele per l’attacco ai dipendenti delle Nazioni Unite, gli Stati Uniti respingono le accuse di genocidio e ribadiscono il loro sostegno all’alleato israeliano. Tuttavia, il consigliere per la Sicurezza Nazionale Jake Sullivan sottolinea la necessità di proteggere i civili innocenti e di integrare meglio le strategie militari e politiche.
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(con fonte AdnKronos)
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