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”Abbiamo adottato un decreto interministeriale ai sensi dell’articolo 1 comma 2 del decreto legge 130 del 2020 con cui abbiamo imposto alla nave Humanity 1, quando arriverà, di fermarsi in rada. Potrà permanere nelle nostre acque territoriali solo per il tempo necessario per consentirci di vedere se a bordo ci siano eventuali emergenze di carattere sanitario o di altro tipo”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ieri sera in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri parlando di Humanity 1, la nave che da due settimane è in mare con 179 migranti a bordo. Fra loro più di 100 minori non accompagnati e un bimbo di 7 mesi.

”Prenderemo tutti i minori, donne incinte o malati, secondo quanto abbiamo appreso dai canali informali, che si trovano sulla nave Humanity 1. Noi rispettiamo le persone e le esigenze umanitarie e le emergenze. All’esito di questa verifica le persone che non dovessero versare in condizioni di emergenza dovranno essere riportate in acque internazionali” ha spiegato Piantedosi.

”E’ il primo provvedimento con il quale formalizziamo una presa di posizione nei confronti della prima nave delle Ong che è entrata in acque territoriali italiane dirigendosi verso Catania – ha precisato il ministro – E lo ha fatto senza ottemperare alle richieste di fornirci l’identificazione delle persone a bordo, dove erano state salvate e quali erano le oggettive condizioni”.

”La soluzione che adottiamo è il primo atto di una politica che abbiamo condiviso di non deflettere rispetto agli obblighi umanitari”, “ma nello stesso tempo senza deflettere rispetto a quelle esigenze di mantenere il punto rispetto agli obblighi dei Paesi di bandiera” ha detto Piantedosi.

Quanto alle altre navi delle Ong con a bordo migranti soccorsi, “c’è stata la Francia che ha fatto una prima apertura molto importante di accettare la possibilità di far sbarcare lì la Ocean Viking. E’ un segnale importante che non ci risolve il problema dei Paesi di bandiera ma è una situazione che va seguita ora per ora”.

Poi, “c’è una nave che è entrata in acque territoriali proprio in queste ore, è una nave diversa, non abbiamo ancora adottato un provvedimento, è una nave più piccola, affollata da 94 persone. Ci è stato segnalato che c’era un tentativo di rivolta a bordo, con condizioni di precarietà di navigazione e il Cirm ha segnato la condizione di urgenza, quindi si sta dirigendo verso Siracusa. Anche qui non abbiamo frapposto obiezioni ma tratteremo con analogo criterio anche questa nave e le altre che sono rimaste ancora fuori, ovvero due di bandiera norvegese” ha spiegato il ministro dell’Interno.

“Come sempre garantiremo soccorso e assistenza, ma vietiamo la sosta nelle acque territoriali italiane per le Ong straniere. Orgoglioso di aver firmato il provvedimento, insieme ai ministri Piantedosi e Crosetto. Difendere l’Italia non è un reato bensì un dovere” ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

A quanto apprende l’Adnkronos, un decreto interministeriale come quello adottato per la nave Humanity 1 sarà adottato anche per la Ocean Viking, su cui ci sono 234 migranti, e la Rise Above, la nave su cui è stata segnalata una rivolta. Alle navi delle Ong sarà quindi consentito lo stop in rada solo per il tempo necessario a svolgere le verifiche a bordo e a soccorrere persone che dovessero versare in condizioni di fragilità.

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