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La “transizione ecologica deve essere un’assoluta priorità”. E le diverse sfide che questa pone “vanno considerate in una visione sistemica di stretta interrelazione le une con le altre”, puntando ad un modello rispettoso dei sistemi naturali di “well-being Economy (economia del benessere)”. Così Gianfranco Bologna, ambientalista e presidente Onorario della Comunità Scientifica del Wwf Italia, all’Adnkronos a proposto delle sfide ambientali del nostro tempo, dalla crisi climatica all’inquinamento fino al consumo di suolo.

Le sfide della transizione ecologica non sono sfide settoriali ma sono le sfide centrali per il nostro immediato futuro in tutto il mondo, che vanno considerate in una visione sistemica di stretta interrelazione le une con le altre, e che riguardano la necessità di una completa reimpostazione dei modelli economici sin qui seguiti, quelli della Growth Economy (l’economia della crescita). Questi modelli hanno prodotto una spaventosa rotta di collisione con i sistemi naturali e i sistemi sociali del mondo, ed è indispensabile cambiarli e modificarli con rapidità nei modelli di Well-being Economy (l’economia del benessere). Abbiamo perso troppo tempo nell’inazione e nei ritardi aggirando quanto la conoscenza scientifica ci ha dimostrato con grande chiarezza ed una marea di conoscenze impressionanti, dimostrando che oggi siamo noi i grandi attori del cambiamento globale del nostro pianeta, cambiamento che ormai si sta letteralmente ritorcendo contro noi stessi”, spiega Bologna, da oltre 45 anni attivo nel campo culturale, divulgativo, didattico e progettuale della sostenibilità e della conservazione della natura.

Bologna avverte: “Sappiamo che i cambiamenti climatici in atto ci stanno conducendo ad una situazione climatica paragonabile a quella di periodi geologici del passato. Ove, come ormai tutti temiamo, si dovessero concretizzare quelle condizioni di allora, gli attuali 8 miliardi di esseri umani e le nostre società moderne si troverebbero in straordinarie difficoltà per mantenere la propria esistenza. Ecco perché la cosiddetta transizione ecologica deve essere un’assoluta priorità”.

Cambiare rotta dunque alla luce delle informazioni messe a disposizione dalla scienza e secondo quanto tracciato dalla stessa Ue. “La conoscenza scientifica ci ha chiaramente dimostrato che è impossibile una crescita materiale quantitativa e illimitata in un mondo dai chiari limiti biogeofisici. Andare avanti così non può che condurci ad un futuro sempre più ingovernabile, dobbiamo imparare a gestire l’inevitabile ed evitare l’ingestibile. Si dovrebbero perciò, tanto per avviarsi su una strada meno perigliosa, fare tutti gli sforzi possibili per andare avanti in un’altra direzione, seguendo almeno il Green Deal europeo”, spiega.

Questione all’ordine del giorno per tutte le economie, la crisi energetica. Per Bologna, “non vi è alcun dubbio che la priorità oggi deve basarsi sul risparmio e sull’efficienza energetica troppo a lungo trascurati perché non vi è alcuna significativa volontà di costruire concretamente un modello di mondo capace di vivere nella maniera meno impattante sulla natura”. Inoltre, “è fondamentale promuovere le energie rinnovabili dedicando il massimo sforzo tecnologico al miglioramento continuo degli impianti delle fonti rinnovabili, per quanto riguarda dimensioni, flussi di materia coinvolti, capacità di riciclare materiali fondamentali per le strutture di accumulo, ecc…”. Mentre l’utilizzo dell’energia nucleare “oggi si dimostra ancora con i problemi dei residui radioattivi che non sono mai stati risolti, e ha bisogno di tempi e costi che, in una dimensione attuale e urgente del problema in cui è necessario emergenzialmente investire subito in fonti energetiche il più affidabili possibili, non consente di avere uno spazio credibile”.

Nel suo ultimo libro ‘Noi siamo natura’ (Edizioni Ambiente), Bologna raccoglie le conoscenze più aggiornate in settori come astrofisica e cosmologia, geologia e climatologia, genetica ed ecologia, sociologia ed economia e ne evidenzia le relazioni, fornendo un panorama completo per dialogare in modo equilibrato con la natura. Perché, rimarca, siamo “profondamente interconnessi con tutto il meraviglioso sistema complesso del nostro pianeta”. “Noi siamo profondamente natura, sin dagli elementi chimici che ci compongono, e pensare che possiamo essere al di fuori e al di sopra della natura non ha alcun senso. Tutto questo si traduce nell’intraprendere strade di sostenibilità del nostro sviluppo capaci di mantenerci in uno Spazio Operativo Sicuro (SOS) che non travalichi i limiti biogeofisici del nostro pianeta nella massima cura e rispetto della natura che ci ha prodotti. E’ questa è la strada per il nostro futuro”, avverte.

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(AdnKronos)

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