Cosa significa il termine “jackpot”, la storia e alcune curiosità
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Spesso se ne sente parlare, ma non tutti, forse, hanno chiaro il suo significato. Il jackpot è il montepremi che viene ambito dai partecipanti a un gioco d’azzardo. Si tratta di un montepremi destinato a crescere quando i giocatori non riescono a vincere. L’origine del termine deriva dall’unione di due vocaboli della lingua inglese: “Jack” (“fante”) e “Pot” (“pentola”). Un tempo, solamente attraverso una combinazione di fanti si poteva vincere al Poker. La pentola, invece, è allegorica del contenitore di un premio in denaro. Tuttavia, questa è solo una delle varie interpretazioni relative all’etimologia di “jackpot”.
Il jackpot rappresenta la posta in palio, che in certi casi può anche raggiungere cifre considerevoli. La vittoria di montepremi di tale portata rasenta talvolta l’utopia: si parla infatti di probabilità di successo minime. Proprio in virtù della cospicua dose di fortuna necessaria per raggiungere il massimo risultato il jackpot può aumentare a lungo in determinati giochi.
Secondo altre fonti, il termine “jackpot” potrebbe anche essere legato al fiume Mississippi Missouri, spesso percorso da viaggiatori, marinai e colonizzatori che esportavano involontariamente i più classici giochi di carte nel territorio americano. Pare che un giocatore di nome Jack Rodger fosse stato capace di sbancare in più partite consecutive, versando poi il gruzzoletto della giornata in una scodella, la “scodella di Jack”: da qui, presumibilmente, “jackpot”. In ogni caso, l’origine certa del vocabolo è ancora ignota ai giorni nostri.
Ormai questo termine è entrato talmente tanto nel linguaggio popolare che viene utilizzato anche per indicare dei semplici successi in vari ambiti. Anche chi non è mai stato interessato a scoprire storia e curiosità sui casinò più antichi al mondo o semplicemente non ha mai giocato in una sala conosce il significato di questa parola. “Jackpot” è praticamente un termine internazionale e non a caso è stato utilizzato spesso anche nel cinema, persino nei titoli di alcuni film. Nella musica, invece, sono presenti due album che hanno legato il loro nome al termine “jackpot”: il primo di Chingy, cioè Howard Bailey Jr., e il secondo di Pietro Lombardi. La televisione italiana ha dedicato al jackpot anche dei quiz a premi sulle reti Mediaset.
Ad ogni buon conto, che sia modesto o elevato, che venga erogato a scaglioni o venga pagati tutti insieme, un jackpot è un’ambizione eterea, nonché indefinibile in quanto continuamente mutevole. Tuttavia, la concezione del montepremi da casinò è così radicata nella cultura popolare che il termine “jackpot” ha finito col fondersi con il linguaggio comune e col condizionare l’immaginario collettivo. Il jackpot rimane sempre e comunque la massima posta in palio messa a disposizione dei partecipanti a un gioco d’azzardo. Può trattarsi di un gioco di carte classico come il succitato Poker o come una lotteria. Chiaramente, la speranza dei giocatori è quella che i loro “colleghi” perdano perché il montepremi salga prima di fare il loro tentativo. Va da sé che questo discorso può valere anche per se stessi, pertanto arrivare a conquistare il jackpot risulta nell’ambito del casinò una vera e propria impresa.
(AS)
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