Gaza, raid Idf su chiesa cattolica: due morti, ferito padre Romanelli, potreste Italia
Due donne cristiane uccise secondo al-Jazeera. Meloni e Tajani: “Attacco inaccettabile contro civili e luoghi di culto”
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Un raid aereo israeliano ha colpito la chiesa cattolica della Sacra Famiglia nella parte vecchia di Gaza City, provocando diversi feriti, tra cui il parroco padre Gabriel Romanelli, rimasto lesionato a una gamba. Secondo l’emittente al-Jazeera, l’attacco ha causato anche la morte di due donne cristiane, mentre il Patriarcato latino di Gerusalemme ha precisato che “non ci sono al momento vittime confermate”, parlando però di “molti feriti e danni significativi alla chiesa”.
Le immagini diffuse dai media mostrano macerie e devastazione nel quartiere colpito. Secondo fonti dell’ospedale Battista di Gaza, decine di persone sono rimaste ferite nel corso del bombardamento.
La notizia ha suscitato reazioni politiche in Italia. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condannato l’attacco parlando di “azioni inaccettabili contro la popolazione civile da parte di Israele”. Anche il vicepremier Antonio Tajani ha espresso la sua preoccupazione su X, definendo “grave” il bombardamento della chiesa cristiana e lanciando un appello per fermare le ostilità: “È tempo di fermarsi e trovare la pace”.
Dura anche la posizione del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, intervenuto in aula alla Camera nel dibattito sul Memorandum militare tra Italia e Israele. “A Gaza c’è una deliberata distruzione, uno sterminio sistematico che dura da 21 mesi. È un genocidio”, ha dichiarato. “Poche ore fa è stata colpita anche la chiesa cattolica della Sacra Famiglia: non si risparmia nulla”.
Intanto, spiragli di apertura si intravedono sul fronte diplomatico. Secondo fonti di Hamas citate dall’emittente egiziana Al-Rad, il gruppo palestinese avrebbe approvato una nuova mappa proposta da Israele che prevede, tra i punti chiave, il ritiro delle forze dell’Idf dal corridoio di Morag. Israele sarebbe disposto a ridurre la sua presenza nella Striscia a circa 1,1 chilometri dai confini, rispetto ai 2 chilometri previsti nella proposta precedente.
Le trattative, condotte in questi giorni a Doha con la mediazione del Qatar, puntano a un cessate il fuoco di 60 giorni, ma restano nodi irrisolti, soprattutto sulla permanenza dell’esercito israeliano in alcune aree strategiche.
Infine, la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf) ha confermato la morte di 20 palestinesi nei pressi di un centro di distribuzione di aiuti vicino a Khan Yunis. Diciannove persone sarebbero morte calpestate durante una rivolta scoppiata tra la folla, e una accoltellata. Secondo la Ghf, dietro i disordini ci sarebbero “agitatori armati affiliati ad Hamas” che avrebbero fomentato la violenza, minacciando anche il personale dell’organizzazione.
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(con fonte AdnKronos)
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