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Le trattative tra Israele e Hamas per il cessate il fuoco a Gaza avanzano: accordo in vista per il rilascio degli ostaggi e il ritiro dei militari Idf dal corridoio Philadelphi

Israele è “molto vicino” a raggiungere un accordo con Hamas per la liberazione degli ostaggi e la dichiarazione di una tregua a Gaza. Questo è quanto ha affermato il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, in una recente intervista a “Cinque minuti” su Rai Uno. Sa’ar ha sottolineato che, sebbene niente sia definitivo fino a che non lo è, le discrepanze tra le due parti sono minime, e il governo israeliano si augura di poter concludere l’accordo nel giro di poche ore. Una riunione di governo, infatti, potrebbe essere convocata per ratificare l’intesa già domani.

Accordo in arrivo: i dettagli delle trattative

La delegazione di Hamas a Doha, guidata da Khalil Al-Hayya, ha confermato la sua approvazione all’accordo per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi, trasmessa ai mediatori di Qatar ed Egitto. La notizia è stata riportata da al-Jazeera, mentre un funzionario israeliano ha espresso ottimismo sull’imminente raggiungimento di un accordo definitivo. “Entro domani”, ha dichiarato un alto funzionario, “potremmo avere il via libera finale”. Un altro funzionario ha parlato di “progressi positivi” nei negoziati in corso.

Il ruolo di Netanyahu e i nodi dell’accordo

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sta esaminando insieme ai negoziatori i progressi nelle trattative a Doha. Una riunione di emergenza con i delegati del Qatar e i leader della sicurezza israeliana è prevista per oggi. Secondo una fonte ufficiale, il governo israeliano potrebbe riunirsi stasera o domani per ratificare l’accordo di cessate il fuoco e definire l’elenco degli ostaggi da liberare. La speranza di Israele è che il rilascio degli ostaggi inizi già la prossima settimana, prima del giuramento del presidente eletto Donald Trump.

Tensioni e difficoltà nelle trattative

Nonostante i progressi, rimangono ancora alcune questioni da risolvere. Un punto critico riguarda la richiesta di Netanyahu di aggiungere alcuni militari alla lista dei 33 ostaggi da liberare nella prima fase dell’accordo. Secondo quanto trapelato, in questa fase dovrebbero essere rilasciati principalmente donne, bambini, anziani e malati. La parte palestinese ha criticato questa richiesta, definendola un tentativo di manipolare l’accordo, poiché il rilascio dei militari sarebbe previsto solo nelle fasi successive, dopo che Israele avrà liberato circa mille prigionieri palestinesi.

I ritiri militari e il Corridoio Philadelphi

Un altro nodo delle trattative riguarda i ritiri militari israeliani dalla Striscia di Gaza e, in particolare, dal Corridoio Philadelphi, al confine con l’Egitto. Fonti egiziane hanno riferito che la maggior parte delle forze israeliane si è già ritirata da questa zona. Tuttavia, Hamas si oppone al mantenimento del controllo israeliano su alcune aree strategiche come il Corridoio Netzarim, in attesa che tutte le condizioni dell’accordo siano attuate. Le discussioni sul ritiro delle IDF restano un punto delicato, ma i mediatori sperano di risolvere anche questa questione a breve.

La Jihad Islamica Palestinese e i futuri sviluppi

Nel frattempo, una delegazione della Jihad Islamica Palestinese è arrivata a Doha per partecipare ai negoziati. Un funzionario della Jihad ha dichiarato che i colloqui si concentrano sull’implementazione del cessate il fuoco e sulla definizione dei nomi dei detenuti palestinesi che potrebbero essere inclusi nell’accordo di scambio. Il coinvolgimento della Jihad Islamica indica che i negoziati potrebbero espandersi e coinvolgere ulteriori gruppi armati nella regione.

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(con fonte AdnKronos)

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