Manovra, caos in Senato: dimissioni e scontro sugli emendamenti
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La commissione Bilancio riprende i lavori tra le tensioni: oltre 800 emendamenti da discutere, ma i tempi stretti portano a rinunciare al mandato al relatore. Opposizioni furiose per la gestione della manovra
La commissione Bilancio del Senato ha ripreso oggi i lavori sulla manovra economica, interrotti per le festività natalizie. L’ordine del giorno prevede il dibattito sugli oltre 800 emendamenti presentati dall’opposizione, mentre in Aula è presente il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a seguire la discussione. Tuttavia, a causa dei tempi molto ristretti, i lavori sono stati chiusi senza affidare un mandato al relatore, optando invece per un voto di fiducia in Aula, previsto per domani entro l’ora di pranzo.
Il senatore Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, ha difeso i tempi rapidi di approvazione della legge: “L’approvazione sarà più veloce rispetto ai governi del passato, sostenuti da PD e grillini. I risultati sono chiari: l’occupazione è cresciuta, l’inflazione è calata e lo spread si mantiene intorno ai 100 punti. È evidente che la nostra politica funziona meglio di quella delle sinistre, che hanno causato danni con i loro superbonus”.
Durante la seduta, il senatore Guido Liris (Fratelli d’Italia), relatore della manovra, ha annunciato le sue dimissioni. Ha inoltre criticato la gestione dei tempi, chiedendo di tornare alla doppia lettura dei provvedimenti, una pratica che non viene più seguita dal 2018. “Non ci sono né i tempi né i modi per esaminare oltre 800 emendamenti entro le 14”, ha affermato Liris, sottolineando come la gestione monocamerale del bilancio sia ormai una prassi non più giustificata.
Dura la reazione dell’opposizione. Daniele Manca, capogruppo del PD in commissione Bilancio, ha accusato il governo di blindare i testi legislativi, impedendo modifiche e proposte: “È umiliante per il Parlamento e non utile né alla maggioranza né al governo. La legge di bilancio esce dalla Camera peggio di come vi è entrata”.
Ancora più aspra la critica di Raffaella Paita e Dafne Musolino di Italia Viva, che definiscono le dimissioni di Liris “una pagliacciata” e “lacrime di coccodrillo”. Secondo le senatrici, la maggioranza avrebbe potuto garantire la centralità del Parlamento già durante i lavori alla Camera, ma si è fatta “umiliare dal governo”.
Anche Tino Magni dell’Alleanza Verdi e Sinistra ha espresso il suo disappunto, definendo l’intero iter della manovra una “commedia sulle spalle degli italiani”. Secondo Magni, la commissione Bilancio ha finto di esaminare gli emendamenti, dato che tutto è già deciso e il Senato non ha alcuna possibilità di modificare il testo.
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(con fonte AdnKronos)
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