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Meloni al Teatro Parenti di Milano: appello al sì sulla riforma della giustizia
Il presidente del Consiglio interviene a un evento di Fratelli d’Italia sul referendum sulla giustizia. Difende la separazione delle carriere e invita i cittadini a votare sì
Meloni al Teatro Parenti di Milano torna a difendere la riforma della giustizia e a chiedere il sostegno degli elettori al referendum. Il presidente del Consiglio è intervenuta nel capoluogo lombardo a un evento organizzato da Fratelli d’Italia, dove tra il pubblico sono comparsi cartelli a favore del sì.
Nel suo intervento il premier ha respinto le accuse secondo cui la riforma sarebbe un tentativo di limitare il ruolo dei magistrati. “Non ci interessa il destino personale di qualcuno, ma quello della Nazione”, ha affermato, aggiungendo che “nessuno ha in mente di liberarsi della magistratura”.
Secondo Meloni, il punto centrale del dibattito riguarda la volontà di modificare un sistema che per anni sarebbe stato considerato intoccabile. Il capo del governo nonché leader di Fratelli d’Italia, ha parlato della necessità di avere il coraggio di affrontare riforme che in passato non sono andate in porto, citando tra le cause anche l’opposizione dei vertici dell’Associazione nazionale magistrati o di gruppi di magistrati molto presenti nel dibattito pubblico.
Nel suo discorso Giorgia Meloni ha sostenuto che il clima di allarme intorno alla riforma servirebbe in realtà a difendere l’attuale assetto della magistratura e i privilegi che, a suo giudizio, ne deriverebbero. Ha poi sottolineato che diversi magistrati in servizio, compresi procuratori della Repubblica e presidenti di sezione della Cassazione, sostengono la riforma, prova – secondo il premier – che il progetto non sarebbe contro la magistratura ma nell’interesse dei cittadini e degli stessi magistrati.
Tra i punti difesi dal presidente del Consiglio c’è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Meloni ha spiegato che la misura servirebbe a ridurre possibili condizionamenti nei rapporti professionali e a garantire un processo più equilibrato, con un giudice maggiormente imparziale.
Il capo dell’esecutivo ha inoltre accusato parte dei sostenitori del no di aver cambiato posizione nel tempo non per ragioni di merito ma per difendere equilibri interni alla politica e alle correnti della magistratura. Nel corso dell’intervento ha comunque ricordato che nella campagna a favore della riforma si sono espressi anche alcuni esponenti della sinistra.
Nel suo appello agli elettori Meloni ha invitato i cittadini a partecipare al referendum, chiedendo di votare sì per aprire una nuova fase nella giustizia italiana. Secondo il presidente del Consiglio, se la riforma non venisse approvata difficilmente ci sarebbe un’altra occasione per intervenire sul sistema.
Durante il discorso Meloni ha anche respinto l’ipotesi che il referendum possa trasformarsi in un voto contro il suo governo. “Non c’è alcuna possibilità che io mi dimetta in nessun caso”, ha dichiarato, ribadendo l’intenzione di arrivare alla fine della legislatura e di farsi giudicare sul complesso dell’azione di governo.
Il premier ha infine ricordato che la separazione delle carriere è prevista in 21 dei 27 Paesi dell’Unione europea, sostenendo che l’Italia dovrebbe avvicinarsi a quel modello.
L’incontro è stato interrotto per alcuni momenti da un episodio inatteso. Mentre il presidente del Consiglio stava salutando il pubblico, un uomo è salito sul palco presentandosi come Orazio Musumeci. Dopo aver detto di attendere le dimissioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha consegnato al premier un libro intitolato Il tredicesimo presidente, di cui ha dichiarato di essere autore. L’uomo si è poi allontanato dalla scena. Successivamente è stato identificato dalla Digos.
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(con fonte AdnKronos)

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