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Deragliamento tram linea 9 Milano: indagini su traffico telefonico e scatola nera
La Procura di Milano approfondisce i dati della scatola nera e il traffico telefonico del tranviere dopo l’incidente del 27 gennaio che ha causato due morti e una cinquantina di feriti
La Procura di Milano potrebbe avviare a breve nuovi accertamenti sul deragliamento del tram della linea 9 del 27 gennaio, che ha provocato due morti e circa cinquanta feriti. L’attenzione degli inquirenti si concentra sul traffico telefonico del tranviere, sui dati della scatola nera e sul rispetto del protocollo aziendale.
La scatola nera registra tutte le informazioni sul mezzo: frenate, modalità di guida, guasti e velocità. Questi dati saranno fondamentali per ricostruire eventuali anomalie nella conduzione del tram o nel percorso seguito. Secondo le testimonianze raccolte, “la velocità era sostenuta, nessuno alla guida di un tram avrebbe affrontato una curva in quel modo”.
Dal semaforo verde di piazza della Repubblica all’incrocio con via Lazzaretto, luogo del deragliamento, il tram ha saltato la fermata di viale Vittorio Veneto e ha proseguito la marcia. La leva a T è rimasta impugnata, impedendo l’attivazione del sistema di allarme noto come “uomo morto” e limitando le immagini trasmesse alla sala operativa.
Durante il servizio, l’uso del cellulare è vietato, così come l’impiego di auricolari. Gli inquirenti intendono verificare eventuali comunicazioni durante il turno del conducente.
Due dipendenti di Atm, l’azienda di trasporti milanese, sono stati ascoltati come testimoni. Il primo ha confermato di aver ricevuto una telefonata del tranviere in cui riferiva un problema personale al piede sinistro. Il secondo ha fornito dettagli tecnici sul funzionamento del nuovo Tramlink, sul protocollo e sulla scatola nera, elementi essenziali per i prossimi approfondimenti.
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(con fonte AdnKronos)

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