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Primo messaggio di Mojtaba Khamenei da Guida Suprema Iran ma nessuna apparizione
Il messaggio letto dalla tv di Stato dopo la nomina dell’Assemblea degli Esperti. Nessuna apparizione pubblica del nuovo leader religioso
Un messaggio letto dalla televisione di Stato iraniana, ma della nuova Guida Suprema della Repubblica islamica neppure l’ombra di una, anche fugace, apparizione. Un’assenza che alimenta voci sulle sue precarie condizioni di salute o addirittura sulla sua morte.
Il primo messaggio di Mojtaba Khamenei da Guida Suprema dell’Iran è stato diffuso attraverso la tv di Stato dopo la nomina avvenuta domenica scorsa da parte dell’Assemblea degli Esperti, in seguito alla morte del padre Ali Khamenei.
“Vendicheremo il sangue dei martiri”, afferma il nuovo leader religioso nel testo letto in televisione. Nel messaggio si sottolinea che finora sarebbe stata ottenuta solo “una vendetta limitata” e che la questione continuerà ad avere priorità finché non sarà pienamente realizzata. Tra gli episodi citati viene indicato anche il caso della scuola “Shajarah Tayyiba” a Minab.
Nel testo si afferma inoltre che la vendetta non riguarderebbe soltanto il martirio del padre Ali Khamenei, definito il grande leader della rivoluzione, ma “ogni appartenente alla Nazione martirizzato dal nemico”.
Il primo messaggio di Mojtaba Khamenei da Guida Suprema dell’Iran contiene anche riferimenti alla situazione regionale. Il leader religioso invita a continuare a utilizzare la leva della chiusura dello Stretto di Hormuz come strumento di pressione e sostiene che siano stati studiati altri fronti nei quali il nemico sarebbe vulnerabile, da attivare se la guerra dovesse proseguire e in base agli interessi nazionali.
Nel messaggio si afferma poi che i Paesi della regione dovrebbero assumersi la responsabilità per gli aggressori dell’Iran e chiudere le basi utilizzate contro la Repubblica islamica. Secondo quanto dichiarato, negli anni il nemico avrebbe installato gradualmente basi in alcuni Paesi confinanti e alcune di queste sarebbero state utilizzate nel recente attacco. Khamenei sostiene che l’Iran avrebbe colpito solo le basi senza attaccare quei Paesi.
Nel testo viene anche annunciata la richiesta di un risarcimento al nemico. In caso di rifiuto, si afferma che verranno presi beni ritenuti equivalenti oppure distrutta una quantità corrispondente di beni.
Il primo messaggio di Mojtaba Khamenei da Guida Suprema dell’Iran contiene infine un ringraziamento ai combattenti del Fronte della Resistenza, indicati come alleati della Repubblica islamica. Tra i soggetti citati compaiono lo Yemen, impegnato nella difesa del popolo di Gaza, Hezbollah e la resistenza irachena.
Nel testo si afferma anche che la Repubblica islamica dell’Iran non intende stabilire un dominio o un colonialismo nella regione e che sarebbe pronta a costruire relazioni di amicizia con i Paesi vicini.
Il nuovo leader religioso racconta infine di aver appreso della propria nomina domenica sera dalla televisione di Stato “come tutti” e definisce “un compito molto difficile” succedere al padre Ali Khamenei e all’ayatollah Ruhollah Khomeini, fondatore della Repubblica islamica, ricordando in particolare la “montagna di fermezza” attribuita al padre.
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(con fonte AdnKronos)

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