‘I gesti quotidiani fanno la differenza’
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Duecentoventi litri di acqua al giorno: è il consumo pro capite in Italia contro i 185 della media Ue. Insomma, l’acqua c’è e la consumiamo considerandola una risorsa infinita, senza sapere che, secondo le stime, l’Italia nel 2040 sarà un Paese a scarsità idrica, in cui avremo bisogno di più acqua di quella disponibile. Quando si parla di spreco idrico, “dobbiamo prenderci la nostra parte di responsabilità e i comportamenti quotidiani possono fare la differenza. Adottando comportamenti virtuosi con uno sforzo minimo, l’impatto può essere rilevante”, dice all’AdnKronos Enrico Marchelli, amministratore delegato Reckitt Benckiser Hygiene Italia.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo, Finish, brand di Reckitt Benckiser, scende in campo con il progetto “Acqua nelle nostre mani” con l’obiettivo di diffondere una sempre maggiore consapevolezza sul tema. “Vogliamo informare gli italiani che c’è un problema di risorsa acqua – dice Marchelli – e far loro sapere che ci sono dei comportamenti, anche piccoli, in grado di fare la differenza“. Quali? Per esempio il lavaggio in lavastoviglie.
“Il lavaggio in lavastoviglie utilizza 12 litri d’acqua, 6 nelle lavastoviglie più sofisticate, mentre gli stessi piatti lavati a mano richiedono 120 litri d’acqua. Il prelavaggio? Richiede 38 litri d’acqua”, sottolinea Marchelli. Dati contenuti anche nella ricerca Ipsos realizzata per Finish, secondo la quale “700mila famiglie hanno smesso di fare il prelavaggio dei piatti. Considerando un numero di lavaggi medi settimanali che si attesta sui 4-5, significa risparmiare circa 6 miliardi di litri di acqua, pari alla quantità contenuta in 2.500 piscine olimpioniche”.
La campagna di Finish punta molto anche sui giovani. “Vogliamo parlare ai giovani per entrare nelle famiglie e lo faremo, nell’edizione di ‘Acqua nelle nostre mani’ di quest’anno, con una comunicazione molto più social e investendo sulle università e le scuole – spiega l’ad di Reckitt Benckiser Hygiene Italia – Abbiamo lanciato un’iniziativa in collaborazione con il Future Food Institute, ‘Cosmopolites’, invitando i giovani a proporre soluzioni per risparmiare acqua. Una competizione fra gruppi di studenti. Crediamo che questo coinvolgimento, che mette al centro della discussione il problema, sia un ottimo modo di renderli protagonisti della soluzione”.
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