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Coronavirus: fase 2, in attesa che parli Conte cosa potrebbe cambiare

L’annuncio del premier Giuseppe Conte sull’avvio della Fase 2 arriverà già stasera alle 20.20. Si lima intanto il Dpcm che conterrà le misure che daranno l’avvio alla ripartenza. Il presidente del Consiglio, dopo aver visto i capidelegazione delle forze di maggioranza, ha quindi incontrato le Regioni e gli enti locali.

A quanto apprende l’Adnkronos, resta l’autocertificazione per spostarsi e lasciare la propria abitazione. Nel nuovo Dpcm, che si sta mettendo nero su bianco in queste ore, nessun allentamento dovrebbe arrivare in questo senso, anche se cambierà il modulo in uso dando ai cittadini la possibilità di indicare nuove ‘fattispecie’ per allontanarsi da casa.

Resterà il divieto di spostarsi da Regione a Regione, uno dei temi più dibattuti della fase due. Anche nel corso della riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione delle forze di maggioranza si è lungamente dibattuto su questo punto, ma alla fine, a quanto apprende l’Adnkronos, sarebbe prevalsa la linea di mantenere ‘chiusi’ i confini regionali, tranne per le comprovate esigenze che rendono tutt’ora possibili gli spostamenti da una Regione all’altra. Ok alla mobilità individuale ma solo tra familiari. Sarebbe questo l’orientamento emerso nelle riunioni. Spostamenti solo nel comune (da vedere se con o senza autocertificazione), fuori dal comune solo con autocertificazione, no invece fuori Regione, a quanto viene riferito.

Resta invece in bilico lo spostamento verso le seconde case, una delle strette che qualcuno avrebbe voluto allentare e che molti, anche nelle file della maggioranza, davano negli ultimi giorni pressoché per scontata. “Non lo è affatto”, riferiscono fonti di governo all’Adnkronos, si tratta infatti di uno degli argomenti “ancora sul tavolo”. Il timore, nei tecnici ma anche in alcuni membri dell’esecutivo che stanno frenando, è che il via libera agli spostamenti verso le seconde case suoni come un ‘liberi tutti’ e che si creino file chilometriche e folla sulle strade che conducono verso il mare, in campagna, ecc.. Oltre a dare la possibilità al virus di ‘camminare’, anche alla luce dei tanti casi di asintomatici che potrebbero spostarsi ignorando di essere una potenziale fonte di contagio.

Si potrà tornare inoltre a fare jogging dal 4 maggio. Da soli però, non in gruppo. Se le attività di allenamento sport individuale potrebbero essere consentite già da subito, per quelle di squadra si ragiona invece attorno alla data del 18 maggio. E’ quanto emerge ancora dalla riunione della cabina di regia governo-enti locali. Possibile per il 4 maggio la riapertura dei take away. Durante l’incontro del premier con i capidelegazione, il tema è stato posto in particolare da Teresa Bellanova di Italia Viva, a quanto si riferisce. A quanto apprende ancora l’Adnkronos, il governo va inoltre verso il via libera, sempre dal 4 maggio, alle cerimonie funebri, consentendo la partecipazione ai parenti più prossimi ed evitando gli assembramenti. Le messe, spiegano fonti di governo, non dovrebbero invece riprendere, ma verrà data in concreto la possibilità, a chi ha perso un proprio caro, di celebrare e prendere parte al funerale.

E ancora: possibile riapertura del commercio dal 18 maggio. Questa la data attorno a cui si sta ragionando nelle riunioni in corso. Potrebbero invece dover aspettare almeno fino a giugno parrucchieri ed estetisti, categorie ad alto rischio, per riaprire i battenti. “Non prima di giugno” la linea. Possibile inoltre la riapertura dal 18 maggio, di musei, mostre e luoghi culturali.

Mascherina obbligatoria, anche di stoffa, sui mezzi pubblici e marker per i posti in modo che sia rispettata la distanza di almeno un metro. Queste le raccomandazioni per il trasporto pubblico a cui si sta lavorando. Previsto inoltre un aumento della frequenza delle corse nelle ore di punta.

 

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