Testimonianza dall’Iran sulla repressione delle proteste, il racconto al Times of Israel
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Un manifestante di Teheran, in lutto per l’uccisione del fratello, descrive al quotidiano israeliano le condizioni nel Paese dopo la stretta delle forze governative
Una testimonianza dall’Iran sulla repressione delle proteste arriva dal racconto diretto di un abitante di Teheran a Nava Freiberg del Times of Israel. L’uomo, che ha chiesto di restare anonimo e si fa chiamare Ali, ha descritto un quadro definito disperato e violento delle condizioni nel Paese dopo la recente ondata di manifestazioni.
Ancora in lutto per l’uccisione del fratello da parte delle forze governative, avvenuta pochi giorni prima, Ali ha parlato lunedì al Times of Israel spiegando che «la città odora di sangue e morte» e che «tutti portano il dolore nel cuore». Il racconto è stato raccolto in una rara corrispondenza con i media israeliani, resa possibile nonostante i gravi rischi per la sicurezza legati ai contatti con la stampa straniera.
Secondo la testimonianza dall’Iran sulla repressione delle proteste riportata dal quotidiano israeliano, le manifestazioni sarebbero state soffocate da una dura risposta delle forze del regime, con migliaia di persone uccise. Ali ha affermato che molti manifestanti nutrirebbero la speranza di un intervento esterno da parte degli Stati Uniti e di Israele per favorire il rovesciamento della Repubblica islamica.
«La gente è piena di rabbia», ha dichiarato. «Aspettano solo un attacco da parte degli Stati Uniti e di Israele per porre fine a questo regime».
Il Times of Israel riferisce di aver contattato Ali tramite Shervin Savadkoohi, esule politico iraniano e attivista monarchico residente nel Regno Unito. Sebbene non sia stato possibile verificare in modo indipendente l’identità dell’uomo o i suoi resoconti, Ali ha fornito immagini e documenti relativi alla morte del fratello.
Nel suo racconto, ha ricostruito quanto accaduto il 9 gennaio, spiegando che lui e i suoi fratelli si trovavano in prima linea durante una manifestazione a Teheran quando le forze del regime hanno aperto il fuoco. «Io e uno dei miei fratelli siamo stati colpiti da pallini di fucile, l’altro è stato colpito da proiettili ed è morto per una grave emorragia», ha riferito.
La testimonianza dall’Iran sulla repressione delle proteste, pubblicata dal Times of Israel, offre uno spaccato diretto della violenza denunciata dagli attivisti e delle condizioni in cui versano i manifestanti nel Paese.
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