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Gli Stati Uniti rimuovono le sanzioni sul petrolio russo per un mese
Decisione dell’amministrazione Trump nel pieno della crisi energetica legata alla guerra in Iran e al blocco dello Stretto di Hormuz
Gli Stati Uniti rimuovono le sanzioni sul petrolio russo per un periodo limitato di un mese, nel pieno della crisi energetica provocata dalla guerra in Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz, controllato da Teheran. La tensione nella regione ha spinto il prezzo del greggio oltre la soglia dei 100 dollari al barile, costringendo diversi Paesi ad adottare misure straordinarie.
Il provvedimento dell’amministrazione del presidente Donald Trump consente temporaneamente l’acquisto di alcuni prodotti petroliferi russi. La sospensione delle sanzioni sarà in vigore dal 12 marzo all’11 aprile.
Secondo quanto comunicato dal segretario al Tesoro Scott Bessent, la decisione è stata presa per aumentare la disponibilità di petrolio sui mercati internazionali. “Per aumentare la portata globale delle forniture esistenti, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti sta fornendo un’autorizzazione temporanea che consente ai Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare”, ha spiegato.
La misura, ha aggiunto Bessent, riguarda esclusivamente il petrolio già in transito e ha carattere temporaneo. “Questa misura mirata e a breve termine si applica solo al petrolio già in transito e non fornirà un significativo vantaggio finanziario al governo russo”, ha dichiarato il segretario al Tesoro, sottolineando che la maggior parte delle entrate energetiche della Russia deriva dalle tasse riscosse nel punto di estrazione.
Il provvedimento riguarda solo petrolio greggio e prodotti petroliferi russi caricati sulle navi a partire dal 12 marzo e resterà valido fino all’11 aprile.
La decisione con cui gli Stati Uniti rimuovono le sanzioni sul petrolio russo arriva mentre diversi Paesi stanno introducendo misure d’emergenza per far fronte alla crisi energetica.
L’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) ha annunciato il rilascio di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche.
In parallelo, vari governi tra Oceania e Asia hanno adottato interventi per gestire l’aumento dei prezzi e le difficoltà di approvvigionamento.
Australia: rilascerà 762 milioni di litri di benzina e gasolio dalle riserve per sostenere gli agricoltori nelle aree rurali e ha temporaneamente ridotto gli standard di qualità del carburante.
Giappone: rilascerà 80 milioni di barili di petrolio a partire da lunedì.
Corea del Sud: ha fissato per la prima volta in quasi 30 anni un tetto massimo al prezzo del carburante, con la benzina che non potrà superare 1,17 dollari al litro.
India: sta preparando un piano per dirottare il carburante dagli utenti industriali all’approvvigionamento delle famiglie.
Bangladesh: ha introdotto misure per ridurre i consumi legati all’aria condizionata e all’illuminazione domestica.
Pakistan: ha disposto la chiusura delle scuole e un ampio ricorso allo smart working.
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(con fonte AdnKronos)

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