Aviaria in una mucca da latte nei Paesi Bassi, primo caso in Europa
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Dopo la morte di un gatto positivo all’H5N1, trovati anticorpi del virus in un bovino da latte. Le autorità: nessun rischio immediato per la salute umana
La scoperta di aviaria in una mucca da latte nei Paesi Bassi segna un passaggio inedito per l’Europa. Per la prima volta sono stati individuati anticorpi del virus H5N1 in un bovino da latte al di fuori degli Stati Uniti, facendo scattare l’allerta delle autorità sanitarie e veterinarie olandesi.
Il caso è emerso dopo la morte di un gatto risultato positivo all’influenza aviaria. L’animale proveniva da un allevamento di bovini da latte nella provincia della Frisia. A seguito della segnalazione, l’Autorità olandese per la sicurezza alimentare ha avviato controlli mirati, prelevando campioni di sangue e latte dagli animali dell’azienda. In una mucca sono stati rilevati anticorpi contro l’H5N1, segno di una precedente infezione, mentre nessun campione ha evidenziato la presenza di virus attivo.
Secondo le autorità, aviaria in una mucca da latte nei Paesi Bassi non ha comportato, allo stato attuale, una diffusione del virus né all’interno dell’azienda né in altri allevamenti. Il latte prodotto è stato sottoposto a pastorizzazione, processo che inattiva il virus, riducendo drasticamente qualsiasi rischio per il consumo umano.
La vicenda è stata ricostruita anche in una comunicazione ufficiale al Parlamento da parte della ministra dell’Agricoltura Femke Wiersma. La mucca interessata aveva manifestato nelle settimane precedenti sintomi compatibili con mastite e problemi respiratori, ma non è ancora chiaro come il virus abbia raggiunto l’allevamento né quale sia stato il percorso di trasmissione tra gatto e bovino.
L’episodio ha attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale perché avviene in un contesto già segnato da una vasta epidemia di influenza aviaria negli Stati Uniti, dove il virus ha colpito anche mandrie di bovini da latte e, in rari casi, operatori del settore. Il timore degli esperti è che la circolazione dell’H5N1 tra i mammiferi possa favorire adattamenti del virus, aumentando le possibilità di trasmissione.
I controlli nei Paesi Bassi proseguono. Il 22 gennaio l’azienda agricola è stata nuovamente ispezionata e tutti i bovini sono risultati negativi al virus. Sono attesi ulteriori risultati sui test anticorpali, che serviranno a chiarire se altri animali siano entrati in contatto con l’H5N1. Anche le persone che vivono o lavorano nella fattoria sono state sottoposte a test e non hanno mostrato sintomi influenzali.
Il caso di aviaria in una mucca da latte nei Paesi Bassi si inserisce in una fase delicata per il Paese, primo esportatore europeo di uova, alle prese con una delle più gravi epidemie di H5N1 degli ultimi anni. Dall’autunno 2025 decine di allevamenti avicoli sono stati colpiti e oltre un milione di animali abbattuti per contenere la diffusione del virus.
Gli esperti ribadiscono che l’influenza aviaria resta al momento un rischio elevato soprattutto per gli animali, mentre la trasmissione interumana non è dimostrata. Tuttavia, la presenza del virus in diverse specie di mammiferi rafforza la necessità di una sorveglianza costante e di un approccio integrato alla salute pubblica.
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(con fonte AdnKronos)
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