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Gli Usa immettono sul mercato 400 milioni di barili dalla riserva strategica
Washington interviene per contenere l’aumento dei prezzi della benzina e le tensioni sui mercati petroliferi. Il rilascio di greggio è coordinato con i Paesi dell’Agenzia internazionale dell’energia
Gli Stati Uniti muovono una delle leve più potenti della loro politica energetica per contenere l’impennata dei prezzi della benzina. Dalla fine della prossima settimana verranno immessi sul mercato 86 milioni di barili di greggio provenienti dalla riserva strategica americana, nell’ambito di un piano più ampio che prevede il rilascio complessivo di 400 milioni di barili.
La decisione è stata presa insieme ai Paesi della Agenzia internazionale dell’energia durante una riunione straordinaria convocata dopo l’inizio della guerra in Medio Oriente. L’obiettivo è attenuare le perturbazioni sui mercati petroliferi provocate dal conflitto e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Secondo le direttive del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, le aziende riceveranno il greggio senza dover pagare un corrispettivo immediato. In cambio dovranno restituire al Governo lo stesso numero di barili presi in prestito, aggiungendo una quantità supplementare come premio.
Il meccanismo, spiegano le autorità americane, consentirà di rafforzare la riserva strategica di petrolio e stabilizzare i mercati senza costi per i contribuenti statunitensi. Le restituzioni seguiranno un calendario già definito per proteggere i mercati commerciali e i consumatori americani.
“La misura adottata oggi riflette il costante impegno del presidente Donald Trump a salvaguardare la sicurezza energetica degli Stati Uniti e a contribuire in modo costruttivo alla stabilità del mercato globale”, ha dichiarato Kyle Haustveit.
Con l’immissione complessiva di 400 milioni di barili, più del doppio del precedente intervento record dell’agenzia all’inizio della guerra in Ucraina — quando furono resi disponibili 182 milioni di barili — l’iniziativa punta a compensare la perdita di offerta causata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.
“Continueremo a collaborare strettamente con i nostri partner per sostenere un sistema energetico resiliente, mantenendo al contempo la solidità e la capacità operativa a lungo termine della Riserva Strategica di Petrolio”, ha aggiunto Haustveit.
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(con fonte AdnKronos)

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